Il Distacco


“Ogni crescita implica una separazione, ed ogni traguardo che vogliamo raggiungere chiede come prezzo, il distacco, il lasciare la dimensione attuale per ri-collocarsi in quella che sopraggiunge”.

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Quando ci diciamo “ devo cambiare”, l’ostacolo che a volte ce lo impedisce è la difficoltà a distaccarsi anche da se stessi, perché la nostra mente funziona per sicurezze e  “legami affettivi”, anche verso le abitudini e non solo verso le persone e le cose che ci circondano.

Per la nostra mente infatti,  non c’è molta differenza tra un soggetto fisico – mentale ed un oggetto materiale, perché ciò che conta è la proiezione, il collegamento, che creiamo con esso.

Il perché di questa realtà, è dovuto al fatto che ogni distacco, fisico, mentale che sia, richiama nella nostra mente il “distacco originario nella nascita” che tutti abbiamo dovuto traumaticamente affrontare venendo al mondo.

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La nascita è davvero un momento drammatico se pur meraviglioso, in quanto subiamo in pochissimi minuti, una pesante serie di distacchi: Il distacco dal cordone ombelicale, il distacco dall’utero contenitore ed il distacco dal corpo materno.

A questo si aggiunge il fatto che dopo la nascita veniamo catapultati in un mondo estraneo ed anche pericoloso, in quanto si è inermi e totalmente dipendenti, ed è qui che si costruisce la prima correlazione tra:  distacco = madre e  dipendenza = incapacità di essere autonomi e distaccati.

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Quindi i vari distacchi che dobbiamo compiere per crescere o proteggerci nella vita,  sono  influenzati da una proiezione che ci ricorda il distacco materno e per questo sono  anche traumatici.

Questo collegamento inconscio con la nostra nascita, fa si che il distacco da questi “oggetti” diventa difficile, come anche quello da se stessi, perché le nostre modalità, sono funzionalità e servono ad appagare qualcosa di irrisolto in noi, pure quelle più discutibili.

Ecco allora che lasciare qualcosa o qualcuno che comunque ci appaga nell’oggi,  per qualcosa di altro che ci dovrebbe dare di più domani, ( come accadde nella nascita) fosse un nuovo lavoro, un nuovo partner oppure  una nuova nostra abitudine, ci crea difficoltà e timori.

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Quando il distacco non è agevole o addirittura impossibile si scivola nella dipendenza, stato emotivo che racconta la difficoltà a gestire il distacco da ciò che ci fa male o non ci fa evolvere.

Accade questo per un lavoro che non ci soddisfa più, un partner che non amiamo più ma anche difficoltà al distacco è quella dal gioco o dalle sostanze.

Siamo partiti dal concetto di distacco e stiamo arrivando al concetto di annichilimento di se o perdita di se, perché la dipendenza porta al proprio annullamento per la supremazia sul nostro io decisionale fatta da una situazione, una persona o una modalità essendo di fatto una “non nascita”.

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Ha ancora molto del proprio io e dell’amore di se stesso chi rimane bloccato in una relazione sterile?

Oppure chi rimane schiavo del proprio lavoro?

o peggio del gioco o della cocaina?

Tutte le persone che hanno difficoltà nel distacco, imboccano prima o poi la via del proprio annullamento, andando incontro ad una perdita di senso in ciò che fanno e sfiducia verso il proprio futuro, in quanto prigionieri di una gabbia auto costruita a somiglianza dell’utero materno, inconsciamente parlando, chiamata dipendenza!

Difficoltà nel distacco = Io dipendo dal cordone ombelicale = Non sono indipendente

Questa formula molto spesso determina la vita inconsciamente di moltissime persone,condizionandone le scelte e gli atteggiamenti.

L’impossibilità al distacco, fa si che noi non cresciamo e non ci evolviamo nella vita, cosa che  ci fa morire dentro, lentamente ed inevitabilmente, perché non si può rimanere in un utero sicuro, attaccati ad un cordone ombelicale a vita; Anche in natura, tutto ciò che non cresce più tende a  regredire fino a morire.

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Sapere come affrontare e superare un  distacco diventa fondamentale per il proprio successo nella vita e questa capacità a molto a che fare con la felicità.

In alcuni casi, il distacco è ostacolato da chi si ha intorno, quando le persone che frequentiamo, vivono a loro volta una difficoltà a distaccarsi e quindi crescere, come nel caso delle simbiosi,  in quanto crescere,  costringere gli altri a “riprenderti le misure”, cosa che in alcune persone da molto fastidio, perché chi cambia costringe anche al pensiero ed alla riflessione su se gli altri.

Comunque come abbiamo visto, non è possibile non distaccarsi per crescere, pena il nostro annientamento.

Esiste una vera e propria arte del distacco, fatta di consapevolezza, comprensione del proprio punto nella vita e lungimiranza, condita con una buona dose di amor proprio e coraggio; la capacità del distacco, si impara, come le altre virtù.

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Il distacco può essere infatti anche molto piacevole, perché dopo, avremo quasi sempre di più sia da noi, che da ciò che ci circonda.

Mi viene in mente la poesia di Leopardi: “Come dolce il naufragar in questo mare” nella quale egli  ci ricorda quanto possa essere dolce giungere ad un nuovo se stessi, dopo il naufragio di ciò che eravamo.

 

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