MEDITAZIONE PROFONDA


La Meditazione Regressiva Emozionale

Per connettersi al Sè interiore e ritrovarsi nel benessere totale

“La vita è un fiume potente e i desideri costituiscono le sue acque.

 I pensieri sono le innumerevoli piccole onde di questo fiume.

La Meditazione unica nel suo genere, che vi permette il controllo sulla volubilità della mente, è la barca che vi porta alla realizzazione dei vostri obiettivi e dei desideri del vostro cuore”.

 

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La Meditazione serve a dominare la propria mente e non il contrario, cioè a farsi invadere e disturbare, contro la nostra volontà, da cattivi pensieri.

Come una scimmia impazzita che  balza da un albero all’altro così, la nostra la mente salta da un pensiero all’altro bombardata ogni giorno da stimoli esterni.

Questa abitudine alla lunga ci crea sempre più stress, tensione che come minimo ci fa dormire male.

Viviamo in un continuo stato di ansia che ci procura confusione nel prendere decisioni sagge, proficue per la nostra salute e il nostro benessere.

Solo quando la mente si placa sperimentiamo una pace profonda e scopriamo il nostro se profondo, questo e’ il fine di ogni Meditazione.

A COSA SERVE LA MEDITAZIONE:

La mente ha bisogno di molta pace, proprio come il corpo ha bisogno di riposo. In che modo può ottenerla? Solo quando controllate il processo del pensare e ne rallentate il flusso, la mente sarà in grado di avere la pace. La mente cercherà sempre di sgattaiolare verso gli oggetti dei sensi, servendosi degli organi di senso, ed è proprio questa la causa dell’attività di pensiero. Se controllate questa inclinazione della mente all’evasione e la rivolgete invece verso l’interno, i pensieri negativi diminuiranno. Con la pratica costante della disciplina e della costanza la mente troverà la sua pace e voi potrete utilizzarla come si deve. In Meditazione farete esperienza della tranquillità, delle Divinità e della non-dualità.

Si tratta di uno stato di super-coscienza puro, placido e stabile, in cui tutti gli attributi discriminanti e differenziali sono trascesi e assorbiti nell’eterna ed assoluta Realtà della propria realtà divina. Un’autentica esperienza spirituale.

Una raccolta di studi statunitensi, pubblicati sulla  rivista Scientific American, sostiene  che la pratica di concentrazione “mindfulness” aiuta a ridurre il volume dell’amigdala, la regione del cervello dedicata alla gestione della paura.

I partecipanti allo studio hanno mostrato, inoltre, una notevole diminuzione dello stress durante il periodo di pratica.

Ma le sorprese non finiscono qui. Il gruppo di ricerca di Eileen Luders dell’Università della California, Los Angeles, ha notato sostanziali differenze negli assoni che connettono le diverse regioni del cervello dei meditatori, rispetto agli altri. Un’osservazione che dimostra ancora una volta come la meditazione possa indurre benefiche alterazioni strutturali nel sistema nervoso centrale.

Perla Kaliman dell’Istituto per le ricerche biomediche di Barcellona ha potuto osservare come un solo giorno d’intensa meditazione riduca l’attività dei geni che regolano le infiammazioni e alterano le funzioni enzimatiche coinvolte nel funzionamento genetico. Una ricerca dell’Università di Davis in California ha studiato come i benefici effetti della meditazione abbiano ripercussioni addirittura sulla longevità cellulare.

Il celebre monaco scienziato Matthieu Ricard, assieme ad Antoine Lutz e Richard J. Davidson, ha trasformato su volere dello stesso Dalai Lama, l’Università di Madison in Winsconsin, in un fondamentale Polo Internazionale dove s’intrecciano scienza e meditazione. Quindici anni di ricerche su monaci e praticanti dimostrano oggi che le attività contemplative costanti possono avere un impatto sostanziale sui processi biologici e sulla salute fisica, psicologica ed emotiva.

Molti sono scettici in merito alla meditazione e ai suoi benefici. Alcune persone si aspettano chissà cosa e altre sono convinte di non essere in grado di meditare.

In realtà, il segreto sta nel cominciare con calma, praticando anche per soli due minuti al giorno. Partire da una piccola abitudine è il primo passo per raggiungere la meta.

Del resto, le nuove abitudini stesse, di qualsiasi cosa si tratti, influenzano il nostro cervello. La meditazione, però, in particolare, stimola dei meccanismi unici che è interessante andare ad esplorare.

 

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Migliore concentrazione:

Essendo la meditazione una pratica che porta a focalizzare l’attenzione e ad essere consapevoli nei momenti in cui questa va alla deriva, questa migliora di conseguenza la nostra capacità di concentrarci in qualsiasi circostanza. E’ un effetto duraturo che proviene da periodi di regolare meditazione. La concentrazione è molto simile ad un muscolo che va rafforzato attraverso l’esercizio.

Diminuisce l’ansia:

Questo punto è piuttosto tecnico, ma molto interessante. Più meditiamo, meno proviamo ansia: questo accade perché allentiamo la connessione di particolari percorsi neurali. Anche se apparentemente può sembrare negativo, tutto questo ha invece delle conseguenze molto importanti. La corteccia prefrontale mediale, una sezione del nostro cervello, normalmente elabora informazioni relative a noi stessi e alle nostre esperienze. Normalmente, i percorsi neurali che collegano i centri della percezione corporea e i centri della paura sono molto forti. Quando proviamo una forte sensazione di paura o siamo sconvolti, si innesca una forte reazione che ci fa sentire sotto attacco e in pericolo. Quando meditiamo, questa connessione neurale si indebolisce, impedendoci di reagire come prima. Al contrario, in contemporanea si rafforza la connessione con la parte razionale del cervello, che ci aiuterà ad affrontare meglio ogni situazione.

Agisce da antinfiammatorio:

Una ricerca  olandese pubblicata nel 2014 ha dimostrato che la meditazione può agire sul sistema nervoso simpatico promuovendo il rilascio di sostanze antinfiammatorie e riducendo la produzione di sostanze che stimolano i processi infiammatori. Una buona notizia per chi soffre di forme di infiammazione cronica.

Aumenta l’Empatia:

Gli studi sulla meditazione hanno dimostrato che l’empatia e la compassione sono maggiori in coloro che seguono regolarmente questa pratica. Durante un esperimento, sono state mostrate delle immagini di persone buone, cattive o neutrali in una meditazione empatica. I partecipanti sono riusciti a concentrare la loro attenzione e a ridurre la loro reazione emotiva a queste immagini, anche dopo essere usciti dallo stato meditativo. Questa reazione va attribuita all’amigdala, l’area del cervello che elabora gli stimoli emotivi. Durante la meditazione, l’amigdala diminuisce la sua attività, ma in questo esperimento è apparsa eccezionalmente sensibile quando ai partecipanti venivano mostrate immagini di persone.

Un altro studio del 2008 ha rilevato che nelle persone che meditano regolarmente si attivano più facilmente i lobi parietale e temporale (aree del cervello legate all’empatia, quando sentono suoni di persone che soffrono.

Migliora la memoria:

Catherine Kerr, ricercatrice presso il Center for Biomedical Imaging Martinos e il Research Center Osher, ha scoperto che le persone che praticano la meditazione consapevole sono state in grado di regolare le onde cerebrali che schermano le distrazioni, aumentando più rapidamente la loro produttività. Questa capacità di ignorare le distrazioni spiega probabilmente la loro superiore capacità di ricordare e integrare meglio le nuove informazioni.

Diminuisce lo stress:

La meditazione consapevole aiuta le persone a sopportare meglio lo stress quando sono sotto pressione. Nel 2012 durante una ricerca, alcuni manager di un’azienda sono stati separati in gruppi. Uno partecipava a sessioni di meditazione, un altro gruppo eseguiva sessioni di rilassamento del corpo ed il terzo non faceva alcuna attività extra. A tutti loro è stato dato, dopo 8 settimane un compito molto stressante da portare a termine.

Il gruppo che aveva partecipato alle meditazioni è stato quello che ha riportato meno stress durante la prova.

Aumenta la materia grigia:

Maggiori quantità di materia grigia nell’ippocampo e nelle aree frontali del cervello sono state ricollegate alla meditazione. Questo può stimolare emozioni positive, una stabilità emotiva duratura e una maggiore attenzione durante la vita di tutti i giorni. E’ stato anche dimostrato che la meditazione riduce gli effetti correlati all’invecchiamento sulla materia grigia, riducendo il declino delle funzioni cognitive.

COME SI FA A MEDITARE:

Lo stato di meditazione si raggiunge attraverso tre fasi: Concentrazione, Contemplazione e Meditazione.

La prima è la concentrazione, dopo alcuni minuti automaticamente che si è raggiunto un buon livello di concentrazione si entra spontaneamente in uno stato di contemplazione e, dalla contemplazione si passa automaticamente allo stato di Meditazione.

 

  1. CONCENTRAZIONE:

Bastano solo 12 secondi di ferma attenzione sulla fiamma della candela, in completa e totale concentrazione, senza battere ciglio. La pratica della concentrazione prepara alla contemplazione. Allenatevi ogni giorno a concentrarvi per 12 secondi.
Perseverando nella pratica della concentrazione, svilupperete la capacità di meditare correttamente. Questo farà raffinare le vostre menti ed esalterà l’acume del vostro intelletto.

  1. CONTEMPLAZIONE:

Il primo stadio di concentrazione dovrebbe essere portato a termine dalla contemplazione e dal fatto che si è assorti. Questo essere assorti conduce alla meditazione.

Il pensiero della luce si dissolve e subentra l’oblio della propria corporeità e, quindi, l’esperienza diretta di non essere il corpo. Questa è la fase della contemplazione, nella quale si dimentica totalmente il corpo. E’ una condizione che non può essere forzata; viene da sé ed è il livello che viene dopo una corretta concentrazione.

Quando si e’ in contemplazione la mente ha cessato di agitarsi, il respiro rallenta.

Il corpo fisico soggiace a determinati limiti. Per esempio, in esso si ripete un continuo processo di inspirazione ed espirazione. E’ stato provato che la vita può essere prolungata in dipendenza della durata del ritmo del respiro. Più rapido è il ritmo respiratorio, più breve è la durata della vita. Ci sono degli esempi che lo dimostrano. Gli elefanti e gli uomini inalano ed esalano il respiro 12-13 volte al minuto. Se l’uomo si attiene a questo ritmo può anche sperare di vivere fino a cent’anni. I serpenti e le tartarughe respirano secondo un ritmo di 7-8 volte al minuto. Di conseguenza, la durata della loro vita può raggiungere una media di 200-300 anni. Le scimmie, i cani e i gatti respirano da 30 a 40 volte al minuto. Perciò la loro media non supera i 12-13 anni. I conigli respirano ad un ritmo di 40-50 volte al minuto, e la loro vita a mala pena dura da 5 a 6 anni.

Più veloce è il ritmo respiratorio, più breve è la durata della vita e viceversa. Come regolare il respiro? Il respiro dovrebbe essere così leggero che, se fosse posta sotto le narici della polvere fine, non dovrebbe scomporsi minimamente.

 

  1. MEDITAZIONE:

Si è in meditazione quando la  mente è calma priva di  pensieri.

Si sperimenta una piacevole sensazione di beatitudine e appagamento che si irradia anche nel corpo, un sorriso spontaneo apparirà sul proprio viso.

 

 

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1 Comment

  1. Elena
    10 settembre 2017
    Rispondi

    Salve il modulo contatti non funziona, vorrei avere la TECNICA DI MEDITAZIONE PROFONDA gratuita

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