ACCETTARSI DAVVERO!


La felicità di ciascuno di noi dipende solo da una cosa, semplice ed inconfutabile!

 “Da quanto accettiamo ciò che siamo” e  “Da quanto agiamo ciò che siamo”

Se sei un Abete non puoi desiderare di essere un Cactus! E neppure di abitare i deserti afosi ed aridi, ma devi svettare nelle altezze delle montagne, dove l’acqua ed il cielo sono più puri ed adatti a te. 

 

luce-consapevolezza-704x454

Molti invece stabiliscono chi vogliono essere in base a stereotipi e credenze, e cercano  la vita che vorrebbero in base a queste proiezioni, oppure mettendo in pratica, le situazioni che altri vogliono per loro.

Come se fosse possibile che qualcuno sapesse qual’è la vita più giusta, quella dai risultati migliori, fra tutte quelle possibili, diventando  insensibili al richiamo che viene da se stessi per inseguire questa chimera o tecnicamente “falso Sè” .

Così facendo, si diventa privi di quella coerenza esistenziale, di quella vita “giusta”, che il  Sé profondo ha creato in loro “formandoli” in un determinato modo, e che rappresenta la migliore versione di se stessi per affrontare al meglio la propria esistenza, oltre che  l’unica vita in grado di renderli felici.

Allora capita di essere costruiti dentro come un Abete, ma di voler vivere con poca acqua, come fanno i Cactus.

Allora inizi a privarti dell’acqua affinché tu possa aumentare la tua resistenza alla siccità, dovendo essere un Cactus, senza badare che dove sei, di acqua la vita te ne porta in abbondanza, ma tu te ne privi lo stesso.

11-te stesso

Ma poi vedendo che non vi si riesce a causa della propria forma e funzionalità, si va in crisi, ci si sente inadeguati, addirittura ci si rimprovera di non essere capaci e di non avere sufficiente autostima, perché tutti i raffronti e le considerazioni, vengono fatte rapportandosi alle caratteristiche e le attitudini che un Cactus deve avere..

Quando poi sotto al  peso della neve invece  si riesce a resistere e non morire, come qualsiasi Cactus farebbe, allora non ci riconosce neppure il merito, tanta è l’insoddisfazione e la non accettazione di se.

Esiste anche una’altra causa che genera la perdita di se stessi, ed è causata dalla dipendenza affettiva e dalla poca autostima.

Conosco persone, essendosi rivolte a me, che vanno avanti anni mentendo a se stessi, intrappolati in rapporti senza più un senso, perché basati proprio sulla non esistenza per ciò che si è, ma l’essere ciò che l’altro accetta e spesso l’altro accetta semplicemente, che tu gli dia il meno fastidio possibile, insomma, si diventa una versione umana di un cagnolino.

Mi vengono in mente  donne intelligenti ed ancora attraenti, che ho conosciuto;  le ho viste arrendersi dinanzi all’ennesimo no del compagno, e  accondiscendenti verso  ad una richiesta di attenzione e di affetto  negata, semplicemente facendo finta di niente, salvo poi  imbottirsi di psicofarmaci.

problemi di coppia

Ma anche tanti ragazzi e uomini fatti, rinunciano ai loro sogni di successo e realizzazione, “perché altrimenti sarebbe un inferno con la compagna o la fidanzata” ;  accettano comportamenti umilianti per un uomo, per dipendenza affettiva ed incapacità di costruire oltre se.

Ed ecco che si inizia quindi ad essere ciò che non si è, e a dire ciò che non si pensa!

E’ evidente che questo comportamento è generato da una fragilità affettiva, dalla paura di abbandono e dalla poca stima di se, che li porta a preferire questa quotidiana umiliazione di se, piuttosto che ricominciare, piuttosto che rinnovarsi, e ritrovarsi con se stessi in una nuova vita! La vita giusta in base a ciò che si è davvero!

Perdere se stessi, non vuole dire altro che essersi immedesimati nei desideri di qualcun’altro o nelle nostre credenze, fino al punto di pensare che questo qualcos’altro estraneo alla nostra natura, con i suoi modi e pensieri, sia noi stessi, dimenticandosi chi Si è davvero!

Perdere se stesso è la cosa più grave che possa accadere ad una persona.

accettarsi

Quante volte si è sentito dire : In quella relazione durata 10 anni non ero me stessa o  in quella situazione non sono stato me stesso!

Queste persone non si rendevano conto che stavano vivendo la relazione, non in funzione dei propri desideri ed attese, ma in funzione di quelli dell’altro.

Il problema è che l’essere umano è molto più vulnerabile al condizionamento di quanto pensi e di quanto se ne possa rendere conto, ed ecco allora l’estrema importanza dei percorsi di consapevolezza, gli unici che possano ricondurci alla nostra vera identità libera da maschere e comportamenti indotti.

consapevolezza

L’identità di se, come la felicità, è da conquistare con il lavoro ed il rispetto di se.

Precedente PRENDERSI CURA DELL'ANIMA
Prossimo Viviamo in due Tempi Diversi!

Nessun Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *