“Cambiare”


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“Cambiare”

Osa farlo solo chi oramai rendendosi conto di essere già folle, compie l’ultima follia consapevole, ossia quella di cambiare pur di salvarsi la vita.
Freud definì lo stato mentale della società attuale, come una psicopatologia collettiva quotidiana, causata dal sacrificio dell’istinto e della libertà, perpetrata in nome dell’evoluzione sociale;  mai più nefasta è stata negli esiti che ha generato nelle menti questa modalità esistenziale.
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Poi ci sono gli altri, quelli che invece non potendo avere l’ultimo barlume di lucida follia, chini al sacrificio totale di se stessi, non potranno cambiare e quindi trascorreranno la propria vita, nella “follia oscura” essendo essa inconsapevole, quindi si travalica in una condizione psichica invisibile a se stessi, divenendo col tempo, una anomalia fisiologica nella propria mente, tanto da essere ritenuta una condizione  “normale”, essendo socialmente approvata.
Ed allora da essa costoro verranno forgiati, dapprima nei pensieri e poi ne modellerà anche i gesti, facendoli diventare il fantasma di ciò che sarebbero potuti essere.
Altra conseguenza esistenziale-patologica, è l’essere indotti inconsciamente da se stessi a compiere riti disfunzionali, che avranno come scopo, quello di farli cimentare nella conservazione di tale stato e non invece farli orientare verso una liberazione evolutiva.
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Saranno come  marionette a forma di spettro, con indosso le vesti delle lacune genitoriali, ed incarneranno con la loro non esistenza le loro involuzioni, scritte invisibilmente nelle profondità del loro inconscio da anni di ferite e mancanze, si sentiranno il personaggio che mettono in scena e non degli attori che recitano un copione, che altri hanno scritto per loro.
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Come è scritto in Alice nel Paese delle meraviglie; ” Qui son tutti pazzi”, tranne coloro che trovano gli strumenti per essere consapevoli della propria follia, e pertanto potenzialmente liberi da essa, se vi applicheranno però “la regola”.
La regola è l’unica vera differenza tra un genio ed un folle!
La regola è il potere del dominio di e su se stessi, la conduzione al guinzaglio del proprio nano interiore, come raffigurava Nietzsche nelle sue formidabili opere.
La regola è il mantenimento della lucidità rappresentata da una fiammella di una candela tenuta accesa mentre fuori incede la tempesta causata dalla follia imperante tutto intorno.
In alcuni casi l’esigenza del cambiamento, può rappresentare una fuga dall’affrontare e cambiare se stessi, magari perché non se ne hanno gli strumenti.
In questi casi, si cerca di scansare il problema cercando di cambiare ciò che amplifica un disagio personale, un esempio lo si ritrova in ambito relazionale, quando si fa in modo che termini una relazione con il proprio partner, non riuscendo a gestire la propria insicurezza che spinge al possesso dell’altro, inconsciamente si sposta come causa dei propri problemi l’altro e non se stessi.
Capita anche alle persone le quali durante un percorso di crescita personale, si trovano a dover affrontare qualcosa di se stessi doloroso o impegnativo da risolvere, allora la fuga è per evitare la propria evoluzione, e quindi si preferisce cambiare la propria guida interiore per ricominciare daccapo altrove piuttosto che impegnarsi a fondo per risolvere un conflitto.
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