Crescere con un padre e una madre


Un lavoro di  di Marijana Jufer

Il padre esiste nel desiderio da parte della donna dell’uomo;  la donna
esiste nel desiderio dell’uomo verso la donna. Senza desiderio resta la madre onnipotente.

Ci sarebbe da scrivere molto su questo argomento, ne faccio alcuni accenni che in ogni caso richiedono poi un analisi del vissuto personale e come dico sempre: non esistono ricette nella vita ma solo esperienze e vissuti personali.

Padri infantili
Un padre cresciuto in un contesto famigliare dove la madre ha rivolto tutte le sue richieste di soddisfazione verso i figli castrandoli nel crescere, sarà un bravo ragazzo o un cattivo ragazzo (se è riuscito a ribellarsi). Questa tipologia di ferita richiamerà a se donne a loro volta ferite nello stesso modo per ritornare a ritrovare lo stesso tossico amore vissuto con la propria madre dalla quale però non riescono a staccarsi in quanto la loro autonomia non gli è stata permessa.

Il permesso di crescere
Il duro compito dei genitori è riuscire a dare i permessi, nonostante le propri dinamiche, e permettere al figlio di poter avere entrambe le figure di riferimento. Permettere ai figli di avere affetto, attenzioni e amore da parte di mamma e papà. In questo paragrafo invito ad approfondire le proprie tematiche legate si complessi.

Cosa succede a una donna che diventa madre?
L´onnipotenza che genera il ruolo materno e l’istinto che prende fuoco in quel momento può portare la donna, che non ha argini affettivi e non conosce le proprie dinamiche, a investire tutto sui figli e a escludere il padre, l’uomo, dalla relazione. Quest’ultimo diventa un carnefice o una vittima ma in ogni caso tende ad essere svilito, giudicato e depotenziato del suo potere.

Cosa succede agli uomini quando diventano padri in questo contesto?
L’uomo si ritrova a guardare un cambiamento importante della sua compagna nei suoi confronti. Gli vengono fatte continue accuse su comportamenti inadatti che finisce per mettere in scena nella realtà in quanto cresciuto con una madre castrante e pertanto cercherà in tutti i modi di soddisfare la compagna, oppure, se l’odio verso la madre è stato agito, riproporrà lo stesso comportamento verso la compagna. Inizia un ciclo di spirali conflittuali e proiettive alle quali sembra non esserci soluzione.

Il desiderio della donna in relazione con un uomo bambino
Il desiderio della donna rimane scoperto poiché il compagna in lei cercava la madre e le rivolgeva questo tipo di attenzioni. Nel momento in cui la donna diventa madre lui si posiziona in questo spirale relazionale nel posto che ha sempre preso nella relazione materna e pertanto o si isola e vive la sua ferita abbandonica oppure si ribella e va costantemente in conflitto cercando di riprende il suo ruolo di figlio. Il desiderio insoddisfatto della donna viene rivolto, in un circolo chiuso, senza uscita, verso i figli che si trovano in balia delle pretese incolmabili della madre, vivendo ansie e insicurezze. Vengono vissuti da parte della madre come parte di lei e pertanto obbligati a fare ciò che desidera senza poter avere un loro desiderio, autonomia o pensiero. Non possono permettersi insuccessi, errori o fallimenti. Non possono crescere.

Il desiderio dell’uomo in relazione con una donna in preda all´onnipotenza materna.
L’uomo in questa situazione si trova castrato nella sua potenza e costantemente giudicato e avvilito dalla madre che cerca di eliminarlo dalla
sua relazione con i figli. In base alla storia e alle dinamiche vissute l’uomo tenderà a isolarsi e restare da parte, obbedire a tutte le richieste della donna, annullarsi, andarsene o reagire in altri modi. La relazione resta tossica e non appagante.

I Figli 
Fanno fatica a sviluppare il desiderio in quanto sono usati e sacrificati come oggetti che soddisfano il desiderio materno. Il padre, se non si dimostra in grado di vincere con il suo desiderio la donna riaprendo il cerchio che si è chiuso nella simbiosi  materna, si assume il ruolo fallito del padre che non riesce a esserci per i propri figli.

Cosa fare?
Riaccendere il desiderio, riconquistare la donna!

Si parla della Donna non della Madre sono due posizioni ben distinte e alcune donne fanno molta fatica a essere presenti nella loro totalità senza fissarsi in un solo ruolo e spesso le richieste da parte del partner di riposizionarsi nella dimensione della donna uscendo dal ruolo di madre diventano motivo di litigio e scontri. Dall’altra parte se non ci sono queste richieste la donna le chiede ma non è in grado di uscire dal ruolo materno. Ognuno però ha la possibilità di rivedere la propria storia e di conoscere le proprie leve interiori in modo da darsi e dare la miglior versione possibile della propria vita. Alcune cose possono essere superate e modificate, altre richiedono tempo e altre ancora possono restare come particolarità da sfruttare a proprio vantaggio.
Ognuno ha dentro un libro che un’altra può leggere e quando la messa in scena del film degli attori si palesa emergono in modo chiaro le costruzioni che ognuno si porta dento.

La Madre è colei che è riuscita a superare la matrigna che c’è in lei.
La madre è fatta per soddisfare immediatamente i bisogni del bambino in quanto questo le procura una grande soddisfazione e onnipotenza. Questo ruolo è così gratificante che quando il bambino durante lo svezzamento inizia a manifestare i suoi desideri la madre vive una frustrazione che è fatta per sopportare e piano piano lasciare che il bambino inizia a essere e esistere in quanto individuo diverso e con piaceri, sensazioni, pensieri e desideri differenti da lei e che lei non potrà soddisfare del tutto perché avrà bisogno di altri oltre alla mamma.

Il padre è colui che è riuscito a superare l’eroe o il salvatore.
L’uomo che nella vita vuole ancora fare l’eroe o il salvatore non riuscirà a essere padre in quanto i suoi moti saranno ancora molto forti e troppo rivolti verso l’esterno della casa negando alla famiglia la sua presenza e la sua affettività. Per contro occorre arrivare all´eroe e superare questa posizione.
L’uomo che non ha mai potuto andare nel mondo a superare se stesso e a combattere per i suoi desideri sarà un bravo bambino anche a 60 anni. Stabile, in quanto totalmente sotto il controllo della madre (compagna) onnipotente e spento. Vivrà la sua vita con il costante senso di colpa facendo tutto ciò che gli verrà richiesto annullandosi totalmente. Questo può durare fino ad un certo punto dove inesorabilmente il continuo stress e la continua pressione non che la paura blocca le sue azioni e la depressione è sempre dietro l’angolo.

La relazione uomo e donna 
A volte basterebbe tornare a impegnarsi e corteggiarsi sfidando se stessi e riconquistandosi ogni giorno.

E in questo cosa c’è?

Il prendersi cura uno dell’altra con affetto e costruendo e mantenendo vivo sempre quel NOI che ha costantemente bisogno di avere linfa, scambio e vita.

Non perdere il NOI e quando uno dei due sembra perdersi ricordarsi che c´è stato un affidarsi che ha bisogno in quel momento di essere preso in mano e richiede che due si ritrovino. Il difficile è riuscire a essere onesti con se stessi e poter condividere se stessi con l’altro che nello stesso tempo ritrova le stesse difficoltà ed è cresciuto in un ambiente culturale e sociale simile e allo stesso modo non aderente a
quello che è una personale essere.
È un percorso e chi non riesce ad avere questa complicità a due può approfittare di spazi che gli permettono di poter riprendere la vita.
Non tutti ci riescono, ma ambire a riuscirci, fa si che si mettano in moto meccanismi e risorse interiori che faranno la differenza tra una famiglia-relazione “riuscita”, ed un “fallimento relazionale”.

Marijana Jufer, direttrice responsabile dell’accademia di Emodeling Svizzera.

Ergoterapista – Consulente Filosofica – Emodeler

Dongio – Lugano

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