Il Conflitto di Elettra


La psicoanalisi spiega ampiamente le pulsioni sessuali ricadenti nel quadro psicologico del complesso di Elettra, che è la versione al femminile del complesso di Edipo.

“Secondo la definizione di Carl Gustav Jung tale complesso si definisce come il desiderio della bambina di possedere il padre e della competizione con la propria madre per il possesso del genitore”.

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Ogni bambina, intorno ai tre anni comprende che i genitori hanno rapporti sessuali dai quali si sente esclusa, essa però non avendo il pene, non può entrare in competizione con il padre, ma subisce la frustrazione legata al fatto di non avere un pene.

La bambina può avere varie reazioni a questo stato di frustrazione emotiva, una è quella di scegliere il padre come oggetto di desiderio sessuale; scelta idonea in quanto consente di appropriarsi del pene che le manca e comunque che non censura la pulsione sessuale naturale verso la madre, anche se durante la fase più accesa del complesso di Elettra, la madre è vista da un lato come rivale per il possesso del pene paterno, dall’altro come responsabile per averla creata senza pene.

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Nelle fasi concitate del conflitto, ogni volta che il padre si avvicina alla madre, fisicamente o solo con il parlare, riaccende nella bambina la frustrazione di ciò che non può avere, e se a questo si aggiunge una madre che non agevola il possesso paterno per sua immaturità o insicurezza, allora il conflitto di Elettra diventa una palude con delle sabbie mobili difficili da evitare dal caderci dentro una volta diventata adulta.

La bambina a questo punto ha nella mente un pensiero ripetitivo; se papà va da mamma o pensa a lei, io non valgo nulla o valgo meno di mamma, cosa che travalica poi in un senso di colpa affettivo che fa echeggiare nella sua mente, un altro pensiero; se preferisce mamma, allora non merito il suo affetto perché sono mancante in qualcosa.

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L’accoglienza del padre e la permissività della madre sono fondamentali per l’evoluzione positiva psicologica del conflitto di Elettra nella bambina, che potrà così trasformarsi da grande in una regina con il suo re e non viceversa, nel caso di infelice risoluzione del conflitto, diventare una donna gelosa, frustrata ed insicura interiormente.

Moltissime ragazze vivono intrappolate nel conflitto di Elettra, non avendolo potuto sublimare adeguatamente, e costoro spesso infatti come conseguenza si prendono come partner uomini bambini, spesso alle prese anch’essi con un conflitto edipico non risolto,  non potendosi permettere psicologicamente un padre-uomo.

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Anche la loro sessualità è ingabbiante, perché non dispongono del libero arbitrio sessuale, non essendo potute diventare regine libere di godere di un uomo che rappresenti la forza e maturità di un padre a prescindere dalla età anagrafica dell’uomo.

Vivono di fatto sentimenti di auto-castrazione, repressione sessuale fino a sfociare in forme di masochismo, evidente soprattutto nelle scelte dei loro partner, con i quali instaurano relazioni caratterizzate spesso da tensioni e lotte di potere nella coppia.

Correggere da adulti questo conflitto è possibile in un percorso di consapevolezza interiore, se si ripercorrono però tutte le tappe del conflitto di Elettra, creando uno psicodramma nella vita reale che permetta di  passare ad una nuova interiorizzazione positiva paterna ed una sana accettazione sessuale materna; il risultato, sarà la nascita di una nuova regina che si prenderà cura del suo regno e del suo uomo-re, una donna libera di essere felice e fautrice di una sessualità consapevole, liberata dall’insoddisfazione.

 

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