Il Senso Delle Cose


Una raccolta di frasi e riflessioni citate durante le sessioni con i miei allievi.
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La cosa più difficile è riuscire a scorgere e poi approdare alla propria missione nella vita, il perché di esiste!
La mente razionale è strutturata dal passato e attinge dall’attuale, per determinare il proprio senso e per questo non può scorgere la visione del futuro, nel quale l’essere abita il suo senso profondo del perché è esistito!
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La Pet Therapy, toglie dall’imbarazzo l’essere umano incapace di guarire con l’amore, essendone sprovvisto per il prossimo, demandato quindi al mondo “animale” tale incombenza!
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È provato scientificamente che la coscienza e le percezioni extrasensoriali, sono attive anche dopo che il cervello cessa di funzionare totalmente, per questo aggrapparsi alla sola realtà, è sciocco e riduttivo.
Abitare solo ciò che si ritiene materiale è comprendere parzialmente la propria collocazione esistenziale, perché è stato dimostrato che anche la materia mantiene nel suo trasformarsi, una memoria ancestrale.
Non basta la materialità a dare senso al perché si esiste.
La coscienza non dipende affatto dal cervello, è collocata altrove, nel tutto, pertanto la nostra vita si dipana in più dimensioni esistenziali contemporaneamente.
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In tanti cercano l’amore, ma non essendo stati mai amati davvero, non hanno imparato a riconoscerlo ne tantomeno a donarsi.
Questo fa sì che poi chiamino amore, qualcosa che a volte è poco meno della sufficienza affettiva se non un mero interesse o semplice sopportazione. Queste relazioni inevitabilmente finiscono con ferire emotive e vuoti, invece che con un arricchimento, non essendoci mai stato un vero incontro di anime.
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La conoscenza libera dalle gabbie esistenziali ampliando la coscienza, ciò rende la vita elevata e permette di coglierne infinite bellezze.
Nel contempo la conoscenza svela che l’essenza umana è soggetta alle leggi dall’impermanenza e questo crea il dolore dell’anima consapevole.
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Prima del Covid con i miei allievi facevo percorsi di crescita interiore e professionale, ora da quasi due anni, mi rendo conto che facciamo percorsi di sopravvivenza, per reggere questa follia psicosociale, economica e sanitaria.
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Lo sperpero maggiore al mondo è quello del proprio tempo utile!
Il tempo utile è quello impiegato per costruire se stessi, per amare, per diventare la migliore versione di sé.
Lo scorrere del tempo utile per la nostra vita, viene sacrificato dall’uso del tempo inutile, quello nell’intrattenimento mentale auto-indotto dai propri pensieri limitanti, perché non funzionali alla propria evoluzione!
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La parola Decidere, deriva da “recidere” che a sua volta consiste in una separazione.
È Per questo che la tua vita non cambierà, se non dai un taglio a ciò che si era in passato!
Chi non cambia è perché non riesce ancora a lasciare le proprie parti disfunzionali e di conseguenza non è ancora del tutto nato o rinato!
Prendi una decisione! Decidi di amarti nascendo, taglia il tuo cordone ombelicale con il tuo passato!
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Si è perso il concetto di umanità, dato in sacrificio a favore dell’interesse personale ed anche sociale!
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“Tu soffri a causa del male, perché segretamente lo ami, senza esserne consapevole dinanzi ai tuoi occhi.
Vorresti sfuggirlo e cominci a odiarlo e così facendo odi te stesso.
E ancora una volta resti legato al male dal tuo odio perché, sia che tu lo ami sia che lo odi, per te è lo stesso: sei legato al male.
Il male va accettato. Quel che vogliamo rimane nelle nostre mani.
Ed allora Ridi visto che fai parte del circo e pertanto sii il suo pagliaccio migliore, perché altro non sei che un commediante.
Ciò che non vogliamo, ma è più forte di noi, ci trascina con sé e noi non possiamo fermarlo, senza recar danno.
La nostra forza resta infatti incatenata al male, senza amore né odio, riconoscendo che esso esiste e che deve avere la sua parte nella vita.
In questo modo gli togliamo la forza di sopraffarci ed al contrario si stabilisce una alleanza con noi stessi che induce rafforzamento.
In questo modo, possiamo danzare con lui sia che fosse portatore di una sconfitta oppure della vittoria.
Carl Gustav Jung & Co
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La realtà è una misera dimensione se si abita solo quella, ne esiste un’altra, la follia del proprio linguaggio istintivo, nel quale l’essere ritrova se stesso libero!
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Ci si può fermare e colmare i propri vuoti lavorandoci su, nella prospettiva di un futuro migliore, oppure cercando di fuggire da essi, negandosi un futuro!
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Cerca il fuoco, la battaglia, la gloria ed invece di risparmiati, ribellati!
E’ vero puoi perdere e soffrire, ma non sarai sconfitto ogni giorno e non dovrai rinunciare a vivere, come fa chi si nasconde ed obbedisce!
Se non ti difendi lottando per i tuoi diritti….non hai diritti!
Pertanto china la testa e obbedisci.
I tuoi diritti non sono quelli stabiliti dalle leggi sociali e morali, ma ciò che è utile alla tua vita secondo te!
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La propria vita può essere Cambiata completamente in pochissimi anni, basta accettare il piccolo costante sacrificio che ciò richiede, cosa che sarà ripagata da una lunga vita giusta!
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Il dolore come la felicità, fanno parte della vita, la paura, la tristezza, sono momenti che contraddistinguono il nostro essere umani.
Possiamo ambire ad un domani migliore, ma se ci si sottrae all’oggi, non accettando la sofferenza, anche il domani sarà come ora.
L’unica cosa che possiamo fare è crescere ed aumentare il nostro valore, per meglio affrontare il vivere.
Non serve sperare, meglio costruire!
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Le donne libere, sono quelle che non sono imprigionate da comportamenti morali, indotti nelle loro menti da uomini che per la loro debolezza, hanno creato limitazioni alle loro pulsioni istintive!
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Una volta raggiunta la conoscenza di cosa abita in noi, occorre andare oltre all’introspezione, per passare all’azione, quindi meno psicologia più agire!
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LE DIECI REGOLE DELLA MANIPOLAZIONE MEDIATICA
1. LA STRATEGIA DELLA DISTRAZIONE
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élite politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali.
2. CREARE PROBLEMI E POI OFFRIRE LE SOLUZIONI
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3. LA STRATEGIA DELLA GRADUALITA’
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. È in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
4. LA STRATEGIA DEL DIFFERIRE
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. È più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5. RIVOLGERSI AL PUBBLICO COME BAMBINI
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno.
6. USARE L’ASPETTO EMOTIVO MOLTO PIU’ DELLA RIFLESSIONE
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti…
7. MANTENERE IL PUBBLICO NELL’IGNORANZA E NELLA MEDIOCRITA’
Far sì che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.
8. STIMOLARE IL PUBBLICO AD ESSERE COMPIACENTE CON LA MEDIOCRITA’
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…
9. RAFFORZARE L’AUTO-COLPEVOLEZZA
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
10. CONOSCERE GLI INDIVIDUI MEGLIO DI QUANTO LORO STESSI SI CONOSCONO
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.
NOAM CHOMSKY – Linguista, filosofo, scienziato cognitivista, teorico della comunicazione, accademico, attivista politico e saggista statunitense.
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Una volta si poteva avere la sfortuna di avere genitori egoisti, anaffettivi o abbandonici, ma era una eccezione negativa, quindi il bambino poteva riconoscersi sano pur vivendo in un contesto sbagliato.
Oggi purtroppo la società legittima invece il sacrificio dei bambini per scopi produttivi, perché i genitori devono lavorare, produrre, ed ecco che vengono lasciati a scuola il più possibile, oppure da una babysitter, o anche lasciati davanti alla TV.
Il genitore non fa più il genitore, delegando il proprio compito a figure esterne. Ma essendo la società a chiedere questo sacrificio al dio consumismo, le sofferenze del bambino non sono riconosciute, anzi le sue richieste affettive sono giudicate sbagliate ed inopportune, perché contrarie alla necessità sociali.
Quindi lui sarà considerato malato, quando a causa di questa stortura sociale, da grande sarà depresso, oppure avrà crisi abbandoniche. Un completo ribaltamento della realtà, lui si sentirà sbagliato, quando invece in verità, è stato costretto a vivere in un sistema folle!
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Sono molte di più le persone propense ad accettare la propria mediocrità, ed usarla come alibi per il loro insuccesso, piuttosto che quelle disposte a sacrificarsi e dare l’anima, per avere una vita eccellente!
Eppure hanno una sola vita ed essere vivi non è abbastanza!
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La fortuna è sempre inaspettata per chi non conta su di essa.
Quando arriva, è come una pioggia leggera e gentile che cade dal cielo.
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Molti vorrebbero qualcosa di più nella loro vita, ma a volte capiscono che cosa troppo tardi, oppure non sanno come fare per ottenerlo, perché non hanno in se gli strumenti giusti.
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Se un leone dimentica di esserlo, rinuncia al suo potere e travestendosi da agnello, verrà sbranato dalle circostanze della vita.
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È inutile sperare in un cambiamento, se non si costruisce una nuova personalità che nel tempo sostituisca l’attuale, perché è da essa che originano le parti che non ti piacciono di te stesso.
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Mai come ora il mio pensiero va a chi vive questo giorno dovendo affrontare un grande dolore, e penso anche a quelle donne che si ritrovano sole, avendo scelto un uomo che sarà sempre di un’altra e che le usa per comodità o consuetudine.
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Non temere di fare un grande passo, non aver paura di cambiare, allontanati invece da tutto quanto ti riporta dove sei già stato!
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La vita incede come il battito d’ali di una farfalla che a volte sembra precipitare nel vuoto, per poi librarsi in alto cercando il cielo.
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Quando una persona di talento è costretta ad essere normale, è una sconfitta per la vita, oltre che per se stessa.
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Troppe vite sono perse nella inconsapevolezza del male che si sta facendo a se stessi, attraverso i pensieri e le azioni distruttive!
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Così visse Zarathustra.
Ma è in me qualche cosa, che io chiamo coraggio; il quale sinora cacciò sempre da me la tristezza. Questo coraggio m’impose alfine di soffermarmi e di dire: «Nano! O tu od io!».
Il coraggio è senza dubbio il miglior assassino, — il coraggio che dà l’assalto; giacché in ogni assalto c’è una fanfara incitatrice e guerresca.
Ma l’uomo è il più coraggioso degli animali: per questo egli vinse tutti gli altri. Con le fanfare guerresche egli superò tutti i dolori; ma il dolore umano è il più profondo dei dolori.
Il coraggio uccide anche la vertigine, che aleggia intorno agli abissi; e dove mai l’uomo non si trova dinanzi a qualche abisso? Il vedere per sè stesso — non è forse il vedere abissi?
Il coraggio è il migliore assassino: il coraggio uccide anche la pietà. Ma la pietà è il più profondo degli abissi! Quanto più a dentro l’uomo vede nella vita, tanto più vivamente penetra nella sofferenza.
Ma il miglior coraggio è quello che proviene dall’assalto; esso uccide anche la morte, giacché esso dice: «Questa era la vita? Ebbene! Un’altra volta!».
In questa sentenza c’è molta musica eccitatrice. Chi ha orecchi ascolti.
«Alto là! Nano!», dissi, «O io o tu! Ma io sono il più forte: — tu non conosci l’abisso del mio pensiero! Tu non sapresti sopportarne la vista!».
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I pensieri disfunzionali, sono quelli che non portano a migliorare il proprio valore e quindi le possibilità di giungere a qualcosa di buono per se stessi nella vita!
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Se non comprendi cosa puoi arrivare a fare, superando i tuoi limiti e le tue paure, non potrai poi sentire il potere di poter disporre di una forza praticamente illimitata per affrontare gli ostacoli della Vita.
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Non esiste una vita senza dolore e senza sconfitte, chi lo afferma in qualche modo fugge da essa e prima o poi lo raggiungerà.
Per questo è meglio affrontarla e vincerla piuttosto che farsi zittire da essa, con l’umiliazione di non averla vissuta!
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Chi ha talento non dovrebbe mai accontentarsi, ne arrendersi, perché la rinuncia appartiene a chi non ne ha di possibilità e per questo viene sconfitto!
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Se si vuole comprendere ed abitare la dimensione parallela inconscia, occorre lasciare le certezze mentali della realtà cosciente ed avere il coraggio di varcare il confine interiore in se stessi, lasciando le proprie convinzioni. Diversamente non ci può essere una crescita di una certa importanza ma solo un adeguamento all’attuale.
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Occorre il coraggio di fare morire parti di se stessi per poter rinascere, il mediocre è tale perché teme di morire, nel buddhismo viene chiamato: “l’eterno morire e rinascere”!
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È inutile fare un percorso che debba ambire ad un cambiamento profondo a livello inconscio, se si continua ad approcciare alle cose, misurandole con la realtà conosciuta attraverso i propri pensieri, i quali possono solo determinare l’attuale realtà vissuta. Bisogna invece varcare l’irrazionale pensiero ed agito, la follia è tale solo per chi non si vuole portare oltre se stesso.
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Per lo più le persone chiacchierano, dicono, si infiammano, si entusiasmano piene di propositi…per poi non fare praticamente nulla!
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Di alcuni incontri occorre comprenderne il pieno significato per la nostra vita…per non vanificarne l’opportunità che rappresentano.
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Chi risiede nelle vette più alte, ride delle tragedie finte e vere, egli ha troppo da costruire per perdere il suo tempo nel lamento!
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Ogni evoluzione richiede il prezzo di un distacco; Da se stessi, da una convinzione o anche una relazione! Se non lo si fa’, è perché manca il piacere e la capacità, di pensarsi migliori un domani!
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La repressione dell’Eros, inteso come piacere in genere, ci ha spinti a condurre una vita dedicata al lavoro per un illusorio, in quanto ineguale, progresso sociale. Il filosofo Herbert Marcuse però ci ha suggerito come uscirne: è solo rimettendo al centro delle nostre vite il piacere, svincolandolo dall’efficienza, che possiamo fare la rivoluzione… Preso da un post di una mia allieva.
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Cenerentola a causa di un abbandono genitoriale, dovette rinunciare inconsciamente al potere femminile e si accontentò di un principe, spostando la propria realizzazione sull’essere voluta da lui e non sul proprio valore!
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Quando l’illusione sorregge la realtà.
L’essere umano, usa per sorreggere la propria vita e nascondere la propria vulnerabilità, per lo più cose inesistenti.
Una di queste è l’idea di un Dio, ma anche l’ideale di appartenenza ad uno stato o società, che al bisogno di fatto non esercitano nessun aiuto o sostegno, svelandone l’illusorietà.
Si circonda anche di altre finte sicurezze, come ad esempio l’onnipotenza della medicina, che poi vede miseramente fallire ad esempio come ora in questa pandemia, nella quale per proteggersi da un virus, si usano gli stessi metodi di 500 anni fa.
Altra illusione è il potere tecnologico, il quale si piega miseramente dinanzi alle catastrofi naturali ed ai cambiamenti climatici.
Anche per la mente usa ingannevoli certezze risolutrici, inventandosi la psicologia, le psicoterapie, come anche la psicoanalisi, che sono null’altro che surrogati mercificati dell’esperienza di vita e della filosofia e della conoscenza.
Ed ecco che anche nella propria mente girano figure rassicuranti ma artefatte ed ingigantite, come quella dello scienziato, del professore, del condottiero o del santo.
Infine questa distorsione giunge fin dentro le mura domestiche, eleggendo a virtuosi dei genitori che in realtà sono stati assenti ed egoisti, come anche trasformando da opportunista in cenerentola la propria compagna o in eroe il proprio compagno quando invece si tratta di un uomo di poco valore.
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Quando da bambini è mancato quel sottofondo rassicurante, rappresentato magari da una voce che dicesse:” tranquillo, va tutto bene”, da grandi questo vuole riecheggerà in vite che spesso andranno male!
Nella popolazione ebraica del dopoguerra, ci furono molti suicidi tra i figli di ex deportati, innescati dalla precarietà vissuta non da loro, ma da quel senso di minaccia costante vissuta dai propri genitori al tempo delle deportazioni.
Quindi è molto importante avere una figura che sia rassicurante nella propria vita.
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Le parole sono rumori assordanti che coprono il dialogo dell’anima, che invece nel silenzio, nel vuoto, comunica con l’altro e con il tutto intorno a sé!
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Affrontare questo momento nel quale il futuro non può essere determinato a causa della pandemia mondiale, è arduo, perché non si ha più la possibilità di progettazione dovuta solo alle proprie capacità di riuscita, ed anche perché ogni idea futura è oscurata da una minaccia latente.
Può saltare l’attuale società, posso crollare i mercati, ci si può ammalare!
Mai come ora anche i più corazzati sono alle prese con l’insicurezza sul futuro.
Allora ciò che c’è da fare è aggiungere valore a se stessi in modo che quando tutto sarà superato, si avrà un vantaggio competitivo.
Oltre a questo conviene coltivare le passioni che quando si era troppo impegnati non si aveva il tempo per praticarle.
Occorre ricordare che l’umanità ha sempre attraversato crisi estreme, guerre, carestie e pandemie, forse l’aggravante ora è che ci pensavamo al riparo dalle vicende umane, ci credevamo al sicuro protetti dalla tecnologia e dal consumismo, che invece si sono rivelati essere inconsistenti.
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È inutile il rassicurante ” cè la faremo”, non tutti ce la faranno, solo i più forti vinceranno, come è sempre stato quando c’è una crisi!
I codardi invece sono i carnefici di se stessi, perché attirano su loro molte sconfitte, che il coraggio potrebbe trasformare invece in vittorie, ma loro preferiscono risparmiarsi ogni prezzo!
Molti valori buonisti dei deboli, sono gabbie per i forti, mentre i valori dei forti, sono le paure peggiori per i deboli!
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Come un pendolo tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere, altalenano i pensieri, in una interminabile indeterminazione, perché un pendolo non può fare altro che oscillare, come anche fa, il bene ed il male oppure in un susseguirsi, il giorno e la notte!
Questa è follia per i mediocri, che cercano invece un centro di gravità permanente.
Questa è la magia del divenire per gli eccellenti!
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Le convinzioni sono la gabbia nella quale viene imprigionata la mente, eppure tutti le cercano e sono disposte a pagarle a caro prezzo, perché le convinzioni servono a nascondere dietro esse le proprie paure e incapacità!
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Tutta l’esistenza è assimilabile ad un circo nel quale improvvisati commedianti rappresentano la loro vita!
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La mente è un insieme di credenze per lo più sbagliate, alle quali ella ci induce a crede ciecamente, pur di sostenere l’IO ancora bambino!
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Non si frequentano i luoghi mentali propri ne quelli relazionali altrui, quando sono preferiti anche dalle mosche, se si vuole abitare l’eccellenza!
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Visto che la sfortuna non esiste, il non riuscire in qualcosa, è spesso una forma di stupidità!
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Ogni fatica che si fa ad andare avanti è perché ancora troppo si è legati ad una rabbia del passato, dovuta ad una attesa tradita.
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Le persone abitano la miseria interiore, quando sono convinte che pensare solo a se stesse, sia la migliore cosa che possono fare.
Sempre orientate a cercare di prendere, non si abbracciano, non si danno all’altro, si allontanano l’uno dall’altro.
Hanno rinunciato a tutti i contatti umanizzanti e a tutto ciò che permette all’altro di amarli!
Sono ciechi perché non vedono che sono la causa essi stessi di ciò che non hanno, e che sono gli artefici della propria miseria, essendo indotta delle loro scelte, ma soprattutto piu diventano miseri e più diventano rabbiosi, vedendo intorno a sé, persone più ricche di loro, sia di amore che di possibilità.
Spesso viene meno anche le possibilità di guadagnare soldi a causa di questa chiusura, perdendo le opportunità che gli altri possono dargli, ma hanno scelto di pensare solo alla propria vita chiudendosi nella propria mente.
Hanno ceduto a se stessi e creduto ciecamente a tutto quello che l’egoismo gli consigliava di fare, riempiendosi di mediocri alibi per giustificare a se stessi il proprio essere vuoti.
Hanno rinunciato alla libertà di amare davvero, privilegiando la convenienza al sentire.
Non hanno veri amici ne veri amori!
Accettano tutto purché gli convenga, solo per sopravvivere ad un altro giorno miserabile.
Vivono in questo modo?
No, muoiono ogni giorno un po’ di più!
Alla fine diventano cattivi anche con se stessi, il cane che gira in tondo cercando di vedere chi lo può aggredire, non può fare altro che mordersi la propria coda!
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Quando si è inconsapevoli, di fatto si è in una regressione materna, che chiede la perdita della coscienza per poter tornare nevroticamente bambini.
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La liberazione da ogni giogo o gabbia mentale, passa attraverso una trasgressione dall’ordine costituito, sia dentro noi, che fuori da noi.
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In fin dei conti oltre l’illusione di ciò che riteniamo di essere, siamo ben poca cosa.
Nella vita, ciò che pensiamo anche di noi stessi, è un bluff che lungamente accompagna il tempo “solo”, nel quale possiamo affermarlo e dopo il quale, nulla ci apparterrà illusoriamente più, per sempre!
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Il passo più lungo della gamba, lo ha fatto ogni esploratore, guerriero, scienziato, atleta, donna o uomo che sia, quando ha osato andare oltre il conosciuto.
Ha fatto un passo superiore a quelle che riteneva essere prima le proprie possibilità!
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Purtroppo la velocità non va d’accordo con la crescita.
Se vedi una pianta sembra Immobile, eppure cresce, ininterrottamente quanto lentamente!
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Esiste una gigantesca gabbia mentale collettiva, ossia che le menti sono intrappolate da modelli sociali e religiosi, affinché si possano ritenere solamente figli, di una madre madonna o di un padre regola sociale o legge.
Nessuno di fatto può nascere, ne esercitare il proprio libero arbitrio ne trasgredire queste regole, frutto di proiezioni genitoriali.
Si tratta di una psicopatologia quotidiana, inconscia, come Freud intuì, quindi di milioni di donne e uomini che vivono la loro anormale normalità, senza mai davvero essere venuti al mondo!
La liberazione può avvenire, come metaforizzata nel film Matrix o anche nel libro il deserto dei tartari di Buzzati, ma occorre lottare per ogni libertà da acquisire e pagarne il prezzo.
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A volte portiamo in giro maschere sotto cui nascondiamo il dolore, la stanchezza, la paura di non arrivare a tutto, di deludere le aspettative.
Nascondiamo le nostre fragilità, ce ne vergogniamo, come se viverle e mostrarle ci facesse sentire meno performanti, meno aderenti a chissà quale modello idealizzato, rotte piuttosto che autentiche.
Rimaniamo incastrate nel ” bisogna essere forti ad ogni costo” ma questo risuona più come una condanna e spesso lo diventa.
Rimaniamo, cosi, nella nostra nicchia di silenzio giorno dopo giorno.
Per molti anni questa è stata anche la mia prigione.
Poi un giorno ho scoperto quanta bellezza c’è nel lasciarsi cadere in mille pezzi, non la vedi subito ma solo quando accetti la tua umanità e inizi a prendertene cura, solo quando accetti che sei perfetta anche quando l’anima si incrina.
Quei mille pezzi diventano il tuo mosaico del cambiamento, la tua ripartenza, impari i tuoi limiti, le tue possibilità, il significato sacro del ” NO” che ricompone i tuoi confini, ridefinisci le tue priorità
Impari che chiedere aiuto è benedetto quanto donarlo, che ti puoi appoggiare, anzi ti puoi anche fermare.
In quei mille pezzi ci sei tu, sacra, unica e preziosa, c’è tutto l’amore che devi imparare a darti, tu spogliata di tutto, con la tua autenticità irrinunciabile.
E non siamo mai troppo poco, come spesso ci sentiamo, siamo un pieno colmo di doni che vanno esplorati, vissuti, mostrati e anche difesi con la tenacia di un lupo.
Siamo bellezza che deve esplodere, sempre.
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Per essere uomini e donne di valore, non va fatto ciò che più conviene, ma ciò che è necessario fare, costi quel che costi!
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Oggi non ci si sa più amare, ne tra partner ne in famiglia e si è impegnati nel lavoro o assorti nei propri interessi, non nella relazione con l’altro.
Allora si va da uno psicologo che dirà che bisogna fare una terapia familiare o di coppia…non è meglio allora darsi amore?
… è gratis e fa bene!
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Il termine “cura” vuole dire: Attenzione, pensiero, interessamento per qualcosa o per qualcuno || Sollecitudine, dedizione, impegno nel provvedere al benessere altrui. Qualcuno lo ha dimenticato e si prende cura dell’altro solo perché significa una parcella per se stesso!
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Esiste la pochezza umana rappresentata dall’invidia e la meschinità, che purtroppo abita le menti di chi ha una vita conseguentemente misera!
State lontano da costoro perché inquineranno anche la vostra vita, perché saranno loro la causa delle vostre sofferenze.
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Il mio lavoro consiste nel cambiare le prospettive della vita di una Persona, dandogli opportunità che prima non credeva di poter avere e questo lo faccio davvero, con buona pace di chi lo può solo raccontare, perché non ne ha le competenze o non se ne assume la responsabilità!
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Se fossi uno psicologo dovrei essere distante deontologicamente e non potrei abbracciare un mio allievo, se facessi psicoterapia dovrei considerarlo malato e usare qualche tecnica, allora si…preferisco amare chi sono e chi abbraccio in modo da riempire davvero un vuoto attraverso una relazione vera.
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La trasgressione conduce dove le “brave persone” non osano andare!
I grandi spiriti sono coloro che hanno il coraggio di rompere le regole e di crearne di nuove contro il sistema che gli è stato imposto!
I bravi bambini ubbidienti, invece, seguono i percorsi già tracciati dagli altri e non compiranno mai nulla di straordinario nella loro ripetitiva e subordinata esistenza!
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Chi ha la passione per il bello, non ha alternative, può puntare solo al massimo e questo guida tutte le sue scelte!
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Shahrazād la nascita di una Regina ed un monito per coloro che scelgono di essere serve di un uomo a vita, vittime del proprio nichilismo.
Il re di Persia, Shahryar, è tradito da una donna e, persuaso della perfidia femminile, decide di consumare ogni notte un rapporto sessuale con una giovane schiava, per poi farla giustiziare dai suoi sottoposti non appena sorto il sole della nuova giornata. Shahrazād, figlia maggiore del Gran vizir, si offre allora volontaria per tentare di metter fine a quel macabro cerimoniale, e con sua sorella minore Dinarzād escogita uno stratagemma che si rivelerà fruttuoso.
Ammessa nelle stanze intime del sovrano ella comincia a raccontare a Shahryar una storia affascinante, interrompendola però al momento del sorgere dell’alba, inducendo così il suo amante-ascoltatore a rinviare la sua esecuzione alla mattina successiva, dopo che Shahrazād abbia completato il suo racconto.
Ciò in effetti avviene, ma la giovinetta, finito il racconto lasciato in sospeso, ne avvia uno nuovo, interrompendolo a metà con le medesime modalità del primo racconto. Ella in questo modo scampa alla morte e prolunga così lo stratagemma per mille e una notte, vale a dire per quasi 3 anni, al termine delle quali il monarca è totalmente ravveduto circa la natura femminea e, anzi, innamoratosi di Shahrazād, la fa sua sposa per sempre, avendone riconosciute le doti di cuore e di spirito.
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Ciò che non si ha nella vita pur desiderandolo, è dovuto ad un auto punizione che origina dal proprio inconscio.
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Un obiettivo di vita, come anche l’evoluzione di se stessi, si ottiene solo attraverso un lavoro costante ed una dedizione quotidiana.
Ogni distrazione, disattenzione o trascuratezza, si trasformerà in ritardo e quando i ritardi sono molteplici, si tramutano in fallimento!
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E quando si cade nel proprio buio, si smette di comprendere la realtà di se stessi e di cosa c’è intorno.
Si parla da soli con i propri spettri, credendo che questo dialogo abbia senso, ma invece sono solo tracce di follia che andranno tradotte per tornare al Reale.
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Un regalo ricevuto dal cuore di una mia allieva.
Volevo scriverti e ringraziarti per quello che fai per me… Mi stai aiutando a Liberarmi…ti vedo come un monaco guerriero che cavalca la tigre del l’inconscio…e adesso con la tua apertura di cuore stai donando a me a “noi”.. il tuo sapere la tua pura intuizione…a noi Eretici… Ricercatori della libertà.
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Quando non c’è una tensione evolutiva costante, un impegno nel costruirsi affinché si diventi adatti ad un futuro migliore, è perché si ha difficoltà a lasciare una parte di sé ferita da una tradimento, trasformatosi in illusione.
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Si può andare verso l’altro per colmare un vuoto e questo lo si pagherà con la sottomissione e la dipendenza. Oppure andare verso l’altro con un dentro pieno ed allora si avrà rispetto ed indipendenza.
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Siamo guidati dalla nostra mente e può portarci solo dove siamo ora.
Per andare oltre occorre affiancare alla propria un’altra mentalità, che possa portarci dove non si riesce, in questo caso la propria mentalità è meglio che taccia!
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VI AUGURO DI ESSERE ERETICI
Eresia viene dal greco “airesis” e vuol dire, scelta.
Eretico è la persona che sceglie e in questo senso, è colui che più ama la ricerca della verità. E allora io ve lo auguro di cuore questo coraggio dell’Eresia.
Vi auguro l’eresia dei fatti, prima che delle parole, l’eresia della coerenza nel cambiamento, l’eresia del coraggio, della gratuità, della responsabilità, della consapevolezza e dell’impegno.
Oggi è eretico che tenta di liberarsi, per se stesso, per essere e sentirsi libero, e mette la propria libertà al servizio degli altri, chi impegna la propria libertà a favore di chi ancora libero non è.
Eretico è chi non si accontenta del sapere di seconda mano, chi studia, chi approfondisce e chi mette in gioco quello che fa.
Eretico è colui che non ha certezze ma continua a informarsi. Sa di non sapere e per questo non si ferma mai, non si accontenta e vede possibilità e opportunità, dove i più vedono tenebre e paura dell’ignoto.
Eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze, chi non cede al torpore della ragione ed alla violenza del pregiudizio, chi non si rassegna alle ingiustizie. Chi non pensa che la povertà sia una fatalità, e che l’essere umano abbia una sorta di condanna su di se, chi non pronuncia mai la parola “ impossibile “
Eretico è chi non cede alla tentazione del cinismo e dell’indifferenza, l’eretico non si arrende.
Eretico è chi ha il coraggio di avere più coraggio e se ne serve per migliorare la propria vita e diffondere speranza intorno a se .
Vi auguro una vita da ERETICI
Giordano Bruno
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Più passano i miei anni e maggiore è la Sintonia con Nietzsche, incomincio ad avere le stesse nausee verso l’umano mediocre, chissà forse impazzirò come lui, ma comunque sempre meglio che la morte mentale che vedo tutt’intorno. Preferisco la sua compagnia filosofica, piuttosto che svuotare di senso la mia esistenza.
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“Tra Io faccio” e “Io sono cosciente di quello che faccio” esiste una differenza abissale; vi è una coscienza dove domina l’inconscio e una coscienza nella quale domina la consapevolezza.
C.G.Jung
1946 p.206
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In questo momento occorre navigare a vista perché la riuscita di ogni progetto è condizionata da variabili imprevedibili.
Il Covid 19 ha cancellato intere economie e frustrato le ambizioni.
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Il rumore come la solitudine ed il dolore, possono esistere solo nel vuoto dentro se stessi, infatti riecheggiano nell’anima.
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La vulnerabilità affettiva rende problematico dare un valore reale ad una relazione, per questo poi si sceglie un partner sbagliato e si lascia andare quello che può essere giusto.
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A volte crescere impone un piccolo strappo, soprattutto quando c’è molto amore, ma è un buon segno, anche se fa soffrire un po’.
Un esempio sono le discussioni nell’età della adolescenza e quando ci sono veloci ma significative crescite. La sofferenza in questo caso serve a scrivere dentro la propria anima l’altro.
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Il risveglio non è altro che la conoscenza e la consapevolezza di come funziona la nostra mente per guidarla e non esserne guidati
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E’ inutile fare capire qualcosa a qualcuno, sarà la vita stessa e fargli comprendere come stanno le cose e le conseguenze delle proprie scelte.
È un bene che chi crede di aver capito tutto, impari dalla propria esperienza che deve ancora imparare molto.
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È folle Che ci siano persone che hanno bisogno di essere convinte a non buttare nella mediocrità l’unica vita che hanno.
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Le dinamiche mentali che condizionano la vita, si estendono in multi-livello-senso, la loro visione è privilegio di chi abita la conoscenza.
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L’intelligenza è una categoria morale. L’umano è nell’imitazione; un uomo diventa uomo solo imitando altri uomini.
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L’insuccesso, il fallimento, il non farcela ed il non avere, sono forme di masochismo che andrebbero curate!
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Un uomo non è tale se teme di perdere e cerca di evitarsi qualcosa, cercando di pagare il minimo prezzo esistenziale, incapace di prendere,
Non appartiene agli uomini ma bensì alle nullità!
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L’essere umano è sempre in bilico tra sadismo o masochismo e tra narcisismo o altruismo. Sadismo e Narcisismo garantiscono maggiori possibilità di riuscita evolutiva, per questo il cattivo vince sempre anche se, per nascondere questa verità, i film mentono su chi è il vero vincitore e danno gloria al più debole, ma questo non essendo un film, deve essere un pensiero libero dalle foschie mentali dei benpensanti.
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Se non impari e non aumenti la tua conoscenza, sarai costretto a seguire ciò che ti diranno gli altri!
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L’appartenenza è un atto spirituale che l’egoista non può ne ricevere e neppure dare!
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Non è la vita che deve cambiare, ma bensì il vostro modo di pensare, solo così potrete aspirare a qualcosa di diverso!
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I peggiori disastri nella propria vita, sono causati da scelte dettate dalla paura o dal sentirsi soli!
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Di ragliare come Asini chiedono a coloro che vogliono rimanere immuni da questa follia. Qualsiasi cosa dicano di me i mortali – non ignoro, infatti, quanto la Follia sia portata per bocca anche dai più folli – tuttavia, ecco qui la prova decisiva che io, io sola, dico, ho il dono di rallegrare gli Dei e gli uomini. Non appena mi sono presentata per parlare a questa affollatissima assemblea, di colpo tutti i volti si sono illuminati di non so quale insolita ilarità.
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Il proprio compagno dovrebbe apportare valore nella relazione, altrimenti si tratta di masochismo, non certo di amore!
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La mente sa creare realtà inesistenti, sorrette e rese credibili da pensieri involutivi con false prospettive!
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Le relazioni talvolta servono ad occupare il tempo nel quale non si riesce a stare con se stessi!
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La distanza terapeutica assolve ai bisogni del terapeuta non di chi ha una ferita causata da una separazione! Meglio allora la vicinanza relazionale.
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La cristallizzazione emotiva della dinamica, è il collante che tiene l’io primario bambino vincolato.
Una volta individuata e sublimata, l’io sarà libero di portarsi nella sua fase secondaria ossia adulta.
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Un bambino non sa l’architettura di se stesso, per lui comprendersi è come risolvere il cubo di Rubik.
Prova e riprova seguendo le istruzioni genitoriali, ma se queste sono errate, rimarrà anni a ruotare le facce del cubo ossessivamente ripetendo le istruzioni sbagliate.
Questo dispendio di energie si chiama “gabbia mentale” e preclude la possibilità di dedicarsi alla costruzione di se, fintanto non si risolve l’enigma del cubo!
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Se un terapeuta afferma che un suo paziente ha rabbia verso di lui, non è un problema del paziente, ma il suo.
Vuole dire che non è riuscito a dirimere e guarire la dinamica dolorosa del paziente, probabilmente perché non ha saputo andare in una profondità tale, da farla vedere chiaramente al paziente.
Oltretutto così facendo, egli attesta, che è inconsapevole di essere anche lui in dinamica con il suo paziente o allievo, quindi non ha risolto neppure egli la sua di ferita profonda.
Un terapeuta non può esprimere un giudizio sul suo paziente, egli invece è tenuto al distacco totale dalle emozioni che l’allievo gli dirige contro o a favore.
Altrimenti questo vuole dire entrare in dinamica e l’allievo non potrà guarire.
Sta a lui creare un allievo che sa vedere e gestire le proprie dinamiche, come al maestro a scuola sta insegnare la matematica, se afferma che la sua classe è fatta da Asini, è lui il responsabile!
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Ancora c’è qualcuno che afferma di poter vedere le proprie dinamiche Inconsce. Mente a se stesso, perché per vederle occorre essere ciechi verso ciò che si pensa di essere!
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Dire o pensare non conta nulla, la misura di chi sei la determina ciò che agisci e cosa progetti concretamente!
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L’infelicità è una mancanza di realizzazione, ma si può trasformarla in felicità se la si costruisce.
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La vita è una resistenza continua all’inerzia che tenta di sabotare il nostro volere più profondo. Chi si stanca di volere, vuole il nulla.
Friedrich Wilhelm Nietzsche.
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L’aspettativa è generata da un vuoto, pertanto sarà causa di delusione e regressione, meglio allora la lucida ed affettiva costruzione relazionale.
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Chi cerca consenso, difficilmente dirà alle masse la verità di quanto esse sono inutili, serve ed ignare!
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Al di là del tempo e delle cose, è ciò che ci rende unici, a farci rimanere immuni al trascorre della vita!
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Chi agisce in base ad una dinamica nevrotica limitante, vive il problema che essendo essa inconscia, è invisibile a se stesso, quindi non se ne rende conto ed addirittura penserà di aver ragione nei suoi comportamenti, e del suo farsi del male, darà la colpa agli altri.
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La bellezza è una arma che usa la vita affinché essa possa riprodursi facilmente aumentando l’attrazione, poi quando non si è più adatti a questo scopo, arriva il decadimento.
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Si possono realizzare cose impensabili nella propria vita, diventano la migliore versione di se stessi e rinunciando ai pensieri che portano in basso!
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Occorre andare oltre il costituito, pensare differentemente rispetto a quello che già è risaputo, non si arriva da nessuna parte inseguendo ciò che fanno e pensano gli altri.
Si dovrebbe intraprendere la propria vita come quando davanti ad un foglio bianco, si comincia a scrivere qualcosa. Il nuovo nasce da lì, ciò che già si sa non può portare tanto oltre.
Difficile è il percorso per liberarsi dalle morali, dalle idee precostituite, dalle opinioni comuni per poter diventare una unica ed irripetibile opera d’arte!
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Ogni vita pensa di essere rivoluzionaria in quanto si aggiunge all’esistente, salvo poi dover essere superata anche essa da parte di una nuova vita nascente, la quale apporta nuove idee ed energie, sentendosi anch’essa rivoluzionaria.
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Il peso delle dinamiche inconsce irrisolte, inabilità gradualmente le capacità della mente di portarci alla migliore versione di noi stessi, fino a far ritenere la persona, che può essere solo l’attuale concezione di ciò che egli è. Così facendo si entra di fatto in un limbo esistenziale, fatto di credenze e certezze finalizzate solo al mantenimento dell’attuale gabbia mentale. Di ciò che si sarebbe potuto essere o diventare, rimarrà solo un desiderio rassegnato.
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Il primo traguardo fondamentale è saper gestire le proprie dinamiche, il successivo è controllare anche quelle di chi ci circonda.
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“L’uomo è il figlio del suo passato ma non il suo schiavo, ed è il padre del suo futuro.”
-ViktorFrankl-
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Finché ti ostini a misurarti e paragonarti con menti dormienti e corpi sedati. Non vedrai il tuo valore e la follia sarà l’unica cosa che ti rifletteranno e con la quale ti metteranno a tacere. Ti costruiranno una diagnosi che non è altro che un idea dentro la quale ti chiederanno di esistere. Vuoi tu esistere in un idea dell’altro? Vale così poco la tua vita da donarla a un idea che ti relega ai margini e ti affossa con l’illusione omicida della cura. Si ti uccidono lentamente in nome della guarigione, della sicurezza… ma alla fine ti uccidono in ogni caso. Tanto vale che lo faccia tu per mano tua scegliendo i veleni. Che possono anche essere zuccherati. E ciò, amico mio, è per il corpo un elisir di pace per un po’.
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La prima cosa che facciamo è un atto egoistico, il nascere! Questo genera il primo senso di colpa, ossia quello di aver lasciato chi ci ha dato la vita.
Ma questo è un atto dovuto che dovremo fare più volte, per onorare l’essere in vita.
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l’Analisi l’Inconscio, la costruzione esistenziale, esiste da prima che la “scienza” la rubasse alla conoscenza innata umana, distorcendola in una prassi medica.
Nietzsche e Freud. Quest’ultimo ammise di non aver mai veramente letto Nietzsche, perché temeva di scoprire che Nietzsche aveva già detto l’essenziale di quel che pensava di aver detto lui.
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Guarire profondamente vuole dire arrivare alla consapevolezza, che la propria ferita è parte del perché della eccezionalità dell’essere, pertanto non è auspicabile una totale guarigione!
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Per essere felici, avere successo ed essere amati, occorre distaccarsi dentro se, dall’essere figli di genitori patologici o castranti.
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Diventare ciò che si è, non ha nulla a che vedere con ciò che si crede di essere!
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In realtà, il processo d’individuazione è quel processo biologico…attraverso il quale ogni essere vivente diventa quello che è destinato a diventare fin dal principio
C.G.Jung, Psicologia e Religione – Opere, Vol. 11, p.294
Respira
Accendo il fuoco
da tempo ormai spento
ma un carboncino arde nella terra di Ade
dimentichiamoci di lui
Penso
Ma sono
Questo è il punto:
Sono
Sono terra
Sono schiuma
Sono acqua
Anima mia ancora ardi nel profondo
Risali
Risali
Non aver paura del tuo fuoco
Vivi
respira l’aria
Accenditi
terra fertile di fiori rossi
acre profumo di Donna
in questo tumulto di vita
non esitare a diventar chi Sei
Respira
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Per realizzare qualcosa che rimanga nella vita, occorre costanza, impegno e dedizione, chi non lo fa, diventa abile solo nel lamentarsi di non avere nulla, salvo poi affermare che gli altri ipocritamente, hanno di più!
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Finché c’è vita, questa è la mia vita, sono affermazioni che presuppongono il fatto che ve ne sia una sola da vivere, in un dato lasso di tempo, mentre in realtà la vita ha infinite possibili varianti esistenziali tutte possibili da attraversare ed il tempo presente non esiste.
Quindi quando affermi “la mia vita e’ ora ” mentre lo dici affermi un concetto astratto perché collegato ad un tempo che non c’è più, essendo già passato nel momento dell’affermazione stessa; noi siamo sempre in bilico come un surfista, sopra un onda tra passato e futuro, il presente è solo un inganno della mente. Parli quindi più verosimilmente del fatto che vivi una stasi, una sospensione ingannevole della tua esistenza, in attesa di una rinascita in un altro piano vitale. Chi ha una sola possibilità, ha una sola vita da percorrere ed è povero, viceversa se si contempla la complessità, allora si hanno più esistenze possibili da poter vivere riccamente.
Un mio rammarico è che non avrò abbastanza tempo per vivere tutti i piani esistenziali che potrei e per questo ne attraverso il più possibile.
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L’eccellenza è ben oltre il comune pantano esistenziale, regno di mosche, se ne hai intorno occorre che ti elevi perché sei lì.
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I risultati sono conseguenti a scelte di vita profonde, che danno una direzione, che può fare arrivare anche una stabilità economica.
Le scelte per soldi invece in genere non realizzano nulla, neppure la ricchezza perché vuote di contenuti, sono per lo più l’illusione dei poveri.
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Ciò che non esiste può essere creato dal nulla e realizzarsi, solo se lo sostieni con il tuo fermo ed irrazionale desiderio! Viceversa esso svanirà non essendo ancora mai esistito.
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Molti vorrebbero qualcosa di più nella loro vita, ma a volte capiscono che cosa troppo tardi,
oppure non sanno come fare per ottenerlo, perché non hanno in se gli strumenti giusti.

*

La fortuna è sempre inaspettata per chi non conta su di essa.
Quando arriva, è come una pioggia leggera e gentile che cade dal cielo.

*

Sono molte di più le persone propense ad accettare la propria mediocrità, ed usarla come alibi
per il loro insuccesso, piuttosto che quelle disposte a sacrificarsi e dare l’anima, per avere una vita

eccellente!

Eppure hanno una sola vita ed essere vivi non è abbastanza!

*

Una volta si poteva avere la sfortuna di avere genitori egoisti, anaffettivi o abbandonici, ma era
una eccezione negativa, quindi il bambino poteva riconoscersi sano pur vivendo in un contesto

sbagliato.

Oggi purtroppo la società legittima invece il sacrificio dei bambini per scopi produttivi, perché i
genitori devono lavorare, produrre, ed ecco che vengono lasciati a scuola il più possibile, oppure

da una babysitter, o anche lasciati davanti alla TV.

Il genitore non fa più il genitore, delegando il proprio compito a figure esterne. Ma essendo la
società a chiedere questo sacrificio al dio consumismo, le sofferenze del bambino non sono
riconosciute, anzi le sue richieste affettive sono giudicate sbagliate ed inopportune, perché

contrarie alla necessità sociali.

Quindi lui sarà considerato malato, quando a causa di questa stortura sociale, da grande sarà
depresso, oppure avrà crisi abbandoniche. Un completo ribaltamento della realtà, lui si sentirà
sbagliato, quando invece in verità, è stato costretto a vivere in un sistema folle!

*

Una volta raggiunta la conoscenza di cosa abita in noi, occorre andare oltre all’introspezione, per

passare all’azione, quindi meno psicologia più agire!

*

Le donne libere, sono quelle che non sono imprigionate da comportamenti morali, indotti nelle
loro menti da uomini che per la loro debolezza, hanno creato limitazioni alle loro pulsioni istintive!

*

Quando c’è una tempesta, l’unione e la coesione, aumentano di molto la possibilità di superarla!

*

Il dolore come la felicità, fanno parte della vita, la paura, la tristezza, sono momenti che

contraddistinguono il nostro essere umani.

Possiamo ambire ad un domani migliore, ma se ci si sottrae all’oggi, non accettando la sofferenza,

anche il domani sarà come ora.

L’unica cosa che possiamo fare è crescere ed aumentare il nostro valore, per meglio affrontare il

vivere.

Non serve sperare, meglio costruire!

*

La propria vita può essere Cambiata completamente in pochissimi anni, basta accettare il piccolo
costante sacrificio che ciò richiede, cosa che sarà ripagata da una lunga vita giusta!

*

Cerca il fuoco, la battaglia, la gloria ed invece di risparmiati, ribellati!

E’ vero puoi perdere e soffrire, ma non sarai sconfitto ogni giorno e non dovrai rinunciare a vivere,

come fa chi si nasconde ed obbedisce!
Se non ti difendi lottando per i tuoi diritti….non hai diritti!

Pertanto china la testa e obbedisci.

I tuoi diritti non sono quelli stabiliti dalle leggi sociali e morali, ma ciò che è utile alla tua vita

secondo te!
*

Ci si può fermare e colmare i propri vuoti lavorandoci su, nella prospettiva di un futuro migliore,

oppure cercando di fuggire da essi, negandosi un futuro!

*

La realtà è una misera dimensione se si abita solo quella, ne esiste un’altra, la follia del proprio

linguaggio istintivo, nel quale l’essere ritrova se stesso libero!

*

Si è perso il concetto di umanità, dato in sacrificio a favore dell’interesse personale ed anche

sociale!
*

La parola Decidere, deriva da “recidere” che a sua volta consiste in una separazione.
È Per questo che la tua vita non cambierà, se non dai un taglio a ciò che si era in passato!
Chi non cambia è perché non riesce ancora a lasciare le proprie parti disfunzionali e di

conseguenza non è ancora del tutto nato o rinato!

Prendi una decisione! Decidi di amarti nascendo, taglia il tuo cordone ombelicale con il tuo

passato!
*

Lo sperpero maggiore al mondo è quello del proprio tempo utile!

Il tempo utile è quello impiegato per costruire se stessi, per amare, per diventare la migliore

versione di sé.

Lo scorrere del tempo utile per la nostra vita, viene sacrificato dall’uso del tempo inutile, quello
nell’intrattenimento mentale auto-indotto dai propri pensieri limitanti, perché non funzionali alla

propria evoluzione!
*

Prima del Covid con i miei allievi facevo percorsi di crescita interiore e professionale, ora da quasi
due anni, mi rendo conto che facciamo percorsi di sopravvivenza, per reggere questa follia

psicosociale, economica e sanitaria.

*

La conoscenza libera dalle gabbie esistenziali ampliando la coscienza, ciò rende la vita elevata e

permette di coglierne infinite bellezze.

Nel contempo la conoscenza svela che l’essenza umana è soggetta alle leggi dall’impermanenza

e questo crea il dolore dell’anima consapevole.

*

In tanti cercano l’amore, ma non essendo stati mai amati davvero, non hanno imparato a

riconoscerlo ne tantomeno a donarsi.

Questo fa sì che poi chiamino amore, qualcosa che a volte è poco meno della sufficienza affettiva
se non un mero interesse o semplice sopportazione. Queste relazioni inevitabilmente finiscono
con ferire emotive e vuoti, invece che con un arricchimento, non essendoci mai stato un vero

incontro di anime.
*

È provato scientificamente che la coscienza e le percezioni extrasensoriali, sono attive anche dopo
che il cervello cessa di funzionare totalmente, per questo aggrapparsi alla sola realtà, è sciocco e

riduttivo.

Abitare solo ciò che si ritiene materiale è comprendere parzialmente la propria collocazione
esistenziale, perché è stato dimostrato che anche la materia mantiene nel suo trasformarsi, una

memoria ancestrale.

Non basta la materialità a dare senso al perché si esiste.

La coscienza non dipende affatto dal cervello, è collocata altrove, nel tutto, pertanto la nostra vita

si dipana in più dimensioni esistenziali contemporaneamente.

*

Prima di cercare l’amore, occorre imparare il Dare ed il Prendere e rinunciare all’egoismo!
Saper Dare all’altro il meglio di sé stessi, curarlo e porsi delle domande:

Come posso renderlo felice oggi?
Cosa posso fare per lui?
Di cosa ha necessità?
Cosa lo farebbe stare bene?

Ad ogni risposta segua una azione concreta verso l’altro , questa è una premessa fondamentale

per far sì che poi si riceva altrettanto amore!

Saper Prendere invece è conseguente al sentirsi Giusti per essere amati, saper prendere implica il

saper riconoscere l’amore buono per se stessi, rinunciando a quello tossico.
Infine l’egoismo, stare passivi ad attendere l’altro è come aspettare che arrivi la corrente senza
infilare la spina nella presa, è un modo di comportarsi che svela le mancanze avute in passato e
che ancora c’è rabbia ed abbandono in se stessi, quindi si pensa solo ad avere in cambio.

Il povero non dona perché non ha nulla, pertanto cerca solo di avere!

Ma anche il povero può essere ricco di valori se li fa suoi, se si nobilita ed impara a donare per

ricevere.

Senza questi aspetti, l’amore verrà sacrificato a favore di un contratto esistenziale, che certamente

non permetterà nessuna crescita interiore e nessun appagamento!

*

La cosa più difficile è riuscire a scorgere e poi approdare alla propria missione nella vita, il perché

di esiste!

La mente razionale è strutturata dal passato e attinge dall’attuale, per determinare il proprio
senso e per questo non può scorgere la visione del futuro, nel quale l’essere abita il suo senso

profondo del perché è esistito!

*

La PET terapy, toglie dall’imbarazzo l’essere umano incapace di guarire con l’amore, essendone
sprovvisto per il prossimo, demandato quindi al mondo “animale” tale incombenza!

*

L’amore rende liberi, perché l’altro ci accompagna dentro, il possesso invece crea abbandono

perché una volta usato l’oggetto non serve più!

*

Accettare di essere nulla pur di stare con chi ha deciso di non darti amore, eppure tu lo chiami

amore, invece si chiama “masochismo”.

*

Cambiare è cosi difficile, perché richiede di superare la costruzione genitoriale nella mente,

soprattutto quando ella si regge su una illusione o su un vuoto!

*

E’ nei luoghi di cui ignoravi perfino l’esistenza che finisci per essere più felice. Cit.

*

Rispondo con questo proverbio a chi crede ancora in chi l’ha ferito, oppure chi vi ha fatto
promesse non mantenute… colgo l’occasione, vale anche per gli attuali politici:

E gli alberi votarono ancora per

l’ascia.

Perché l’ascia era furba e li aveva

convinti

che era una di loro perché aveva

il manico di legno.
*

Per innamorarsi bisogna morire, questo è ciò che ci insegna il giorno di San Valentino.

Morire serve per far spazio all’altro.

Ci innamoriamo quando una parte di noi, la parte che vive nella solitudine, muore.
Senza questa morte non possiamo accogliere l’altro e non possiamo innamorarci.

-citazione-
*

Vallo a spiegare a chi ama nascondersi, oppure il piangersi addosso, ed è avvezzo all’umiliazione,

che c’è a chi piace combattere e non arrendersi mai!

*

La paura di non farcela, nasce dalla negativa considerazione riflessa dai genitori sul bambino, fin

dai primi mesi di vita!

*

Per crescere occorre che qualcuno abbia il coraggio di mettere in dubbio le tue certezze, perché

le gabbie mentali si fondano proprio sulle proprie distorte certezze!

Per evolversi, occorre liberarsi di se stessi!

*

La grandezza si raggiunge con tante piccole azioni di valore e pensieri di qualità, ogni giorno!

*

Non guardate il vuoto che ha generato l’opinione che avete di voi stessi, piuttosto costruite un

ponte sopra di esso!
*

A volte non servono nuove cose per renderci felici, è più importante vedere ciò che si ha con

occhi diversi.
*

Chi auspica una differenza tra corpo ed anima, tra spirito e materia, ancora vive in una età
bambina nella quale un ideale tradito ha generato la ricerca dell’ideale stesso, che essendo tale è

irraggiungibile.

E quindi…un giorno cadrà sulla terra scoprendo il dolore la sconfitta e la morte significante,
diventando finalmente pertanto umani e quindi anche immensamente forti e felici.

*

Le illusioni sono schemi mentali ipnotici che originano dalle dinamiche compensative dettate dalla
propria nevrosi, che non trovando altra via per colmare un vuoto, crea una soluzione illusoria.

*

Riuscire a cambiare l’opinione di se stessi è il primo segno di guarigione!

*

Si…la maggior parte delle persone crede di sapere cosa vuole, ma non è così e per questo poi fa

scelte sbagliate!
*

La soluzione dei propri problemi spesso è in ciò che si teme di dover fare..e di cui si ha paura!

*

La costruzione di se stessi dura tutta la vita e non invece fintanto fa comodo alla propria

sussistenza o opportunismo!

Dimenticarsi del proprio bene nel continuare a costruirsi, porta se stessi sempre a grandi disastri

esistenziali.
*

Ciò che non si vuole fare è spesso una resistenza per non lasciare l’attuale impianto mentale

nevrotico, che è causa dei propri mali.

Ciò che ci si permette di fare quindi è dosato sul mantenimento nell’attuale, in modo da evitare

di cambiare davvero.

Se non si affrontano i propri demoni interiori, si rimane ciechi a se stessi rimanendo immobili dove

si è già, e la vita sarà esattamente quella che è sempre stata.

Ma questi purtroppo non sono più i tempi ne di eroi ne di asceti, ne di grandi uomini ne di grandi
donne, è più importante l’effimero piuttosto che la costruzione eccellente di Se, non importa il
proprio valore, si è dominati da piccoli pensieri, mediocri azioni, mentre nel frattempo, la loro vita

scorre inesorabile senza una reale costruzione interiore!

Ma va bene, purché poi non ci si Lamenti di essere infelici e di non aver concluso in effetti nulla.

*

L’anima racchiusa in un corpo racconta, utilizzando la postura, le forme e gli atteggiamenti che fa
assumere ad esso, dei suoi dolori, le paure e soprattutto quanto e se è stata amata. Osservare un
corpo attraverso il terzo occhio dell’anima e non fermandosi all’osservazione puramente estetica,

permette di coglierne il messaggio profondo in esso racchiuso.

*

La sopravvivenza dell’io è l’obiettivo di ognuno e per questo ci si affanna, si consuma il tempo
accettando mediazioni financo gli alibi fino a perdere il vero senso dell’esistenza.

Ma se si trovasse la vera dimensione del Se’, tutto questo non servirebbe più, in quanto si
sposterebbe la propria realizzazione, dall’io mancante al tutto idealmente pieno, utilizzando
proprio la via del Se’ si trasmuta in una dimensione esoterica-spirituale-esistenziale, nella quale

tutto è già, senza che occorra null’altro, per essere felici!

Questo però è difficile da farsi perché si andrebbe inevitabilmente alla perdita di una parte di se,

che dovrà necessariamente morire per permettere all’altra di nascere!

*

Crescere consiste nel vedere le cose per ciò che sono davvero, mentre cambiare è vedere le cose
che prima imprigionavano i pensieri e limitavano le azioni, da un punto di vista diverso!

*

Se vuoi ricevere di più, dalla vita e dalle persone, basta che tu di a te stesso più valore e che tu
dia un po’ di più, come contributo alla evoluzione della vita stessa, ed anche alle persone che la

compongono.

Non è vero che gli egoisti hanno di più, loro posseggono casomai qualcosa, nel vuoto generale

della propria vita e per questo sono infelici.

Allora occorre donarsi, darsi completamente all’altro, superando l’idea di essere così povero da
non poter dare nulla e di poter essere da egli derubati, come chi, essendo in miseria vive nella

paura di perdere quel poco che ha.

Darsi, donarsi, aggiunge valore alla propria esistenza e attrae su di sé la qualità dell’altro!
Chi non riesce e perché ancora sta facendo i conti con la rabbia di non aver a sua volta ricevuto,
ma così facendo non fa altro che comportarsi come chi lo ha ferito e reso per questo povero

dentro e con poche possibilità.

*

Non aspettarsi che…ma invece prendere e fare, è il passaggio che si deve fare per passare da figli

ad adulti!
*

Ciò che si pensa di se stessi è alla base delle relazioni che si avranno, se ci si ama poco, si amerà

poco e di conseguenza si avrà da sé e dagli altri ancora meno.

*
Se non….

Questa affermazione è alla base del condizionamento genitoriale!

Se non ..fai il bravo.. sei in punizione!
Se non fai la buona..non avrai un giocattolo!
Se non studi..sarai un asino!

Se non metti in ordine..da grande vivrai nel caos!
Se non ti alzi presto..non troverai lavoro!
Se non…ti applichi non varrai nulla!
Se non… vuole dire che…

Non sei giusto per essere amato e quindi che non avrai nulla in cambio dalla vita!
Chi viene educato in questo modo vive poi da grande nel senso di colpa e nella auto punizione di

se stesso.

Meglio allora dire ai propri figli: studia perché ti voglio bene!
Alzati presto, così stiamo insieme più a lungo.
Sii giusto , così puoi amare e farti amare di più.
In questo modo da grandi, saranno persone libere e felici.

*

La fedeltà è un necessario ideale rassicurante, l’innamorarsi è indispensabile, la sessualità è una
forma di libertà, quindi, la soluzione sta nell’essere fedeli a se stessi, rispettando i propri bisogni

primari, come atto dovuto in rispetto all’essere viventi, ed essendo tali si ha il dovere di vivere le
emozioni di qualsiasi origine e genere, con chiunque ne sia portatore, fintanto sono ….in vita!

*

Esistere… sopportando l’impermanenza.

Si tratta di vivere le emozioni fintanto questa scintilla irrazionale chiamata vita permane in noi, che
siamo null’altro che piccolissimi barlumi di luce, in una immensa distesa di vite, che illumina

l’esistenza del tutto intorno a noi!
Vivere l’attimo che è fintanto c’è!

*

È adulto colui che accettando la sconfitta dell’ideale regressivo del bambino, riesce poi a costruire

qualcosa di più grande che superi il suo stesso ideale!

*

La norma di oggi…nasconde la lunga mano dell’indottrinamento genitoriale nella propria mente e

fa si che si rimanga eternamente figli mai nati, mai liberi.

Le vite scorrono condotte ed ingabbiate da norme e divieti, sia morali ed istituzionali, che

religiosi.

L’induzione al comportamento corretto è pressoché totale, derubando dal libero arbitrio e dalla

libertà, vista come emancipazione di una persona adulta, matura e saggia.
Per ogni cosa che si intende fare, c’è bisogno che qualcuno l’approvi e ti dia il permesso.
Di fatto il modello sociale costringe a ripetere lo schema genitore figlio!

Altrimenti?

La punizione se non rispetti le regole, esattamente come con i genitori.

Chi vuole essere adulto, emancipato e libero da queste gabbie mentali, deve fare un lungo
cammino per togliersi queste briglie inconsce, diventare egli lo scrittore dei propri
comandamenti, darsi il proprio bene a male, avere la propria morale e quindi lasciare l’idea
dell’essere in eterno figlio di genitori, figlio della società, figlio della morale, figlio della

burocrazia, figlio di uno stato.

Occorre che lasci le loro regole, solo così egli può scostarsi dagli asini raglianti per potersi

chiamare uomo e donna liberi!

Ma questo fa paura perché costringe a farsi davvero carico della propria esistenza e per questo

alla fine molti preferiscono obbedire.

*

Sarà l’immoralità a salvare il mondo, sarà il rifiuto dei sacrifici di qualsiasi genere e l’abbandono
delle virtù militanti, saranno il disprezzo per tutto ciò che giudichiamo rispettabile e il consenso

alla frivolezza.
Ecco, sì.

Cominciamo da queste poche parole, da un detto che forse non ha nulla di cui spartire con la

meditazione.

Se la moralità è lo sforzo della volontà, l’impegno contratto ad essere in un modo piuttosto che
un altro, allora che sia lode all’immoralità, vista per esempio come l’accettazione dolce di se
stessi, anche di quello che riteniamo non debba esserci, cattivi despoti delle nostre persone.
Se la fatica fatta di costante sforzo, nervi tesi come modalità del vivere la vita è l’atteggiamento
ordinario di ciò che presentiamo di noi al mondo, allora che ci salvino rilassamento e mollezza.
Che ci diano quella tranquillità e quella resa che ci permettano finalmente di riconoscerci e di dire

sì a ciò che è.

Se la nostra preoccupazione è quella di un atteggiamento impeccabile, consono a un ideale
immaginario, degno di quella persona che vorrebbe diventare stimabile ai nostri occhi – una
preoccupazione che evidentemente è tutta dell’ego, allora che il disprezzo per la rispettabilità e il

darsi alla frivolezza siano l’insegnamento che ci conduca alla fuoriuscita da tutto ciò. Perché
l’ideale è sempre allontanamento della meta (meta che è nell’essere qui e ora); perché

l’impeccabilità è masturbazione mentale.

Che siano quelle virtù originariamente dei guerrieri a guidarci nel divenire.
Pratichiamo per essere senza nome nel flusso, non per costruire la nostra statua di virtuosi.

*

Farcela nella vita non deve essere una speranza, ma bensì un diritto , come quello di essere felici!

*

L’edonismo è stato distorto dal narcisismo e dalla ricerca della sessualità fine a se stessa di
stampo fast food, tipica dei nostri tempi, nei quali l’impegnarsi per l’altro non è visto come

conveniente e neppure il sentire dentro di amare va più di moda!

*

La Pasqua come il capodanno, è una occasione simbolica da cogliere, per chiudere con il passato

e rinascere in una nuova versione di se stessi!

*

È ora il momento di cambiare!

*

L’inconscio attraverso i sogni racconta le verità sepolte nelle proprie profondità.

*

Hai una unica vita da impiegare per qualcosa di importante che lasci il segno, che esprima la tua

unicità e dia senso al perché esisti.

Non lasciarla scorrere senza direzione ne valore, perché il tempo trascorso senza un fine che ti
elevi, sarà perso per sempre e con esso la possibilità di raggiungere qualcosa di unico ed

irripetibile.

Vivi costantemente al meglio delle tue possibilità, non accontentarti di te stesso, pur accettando

ciò che sei, sii un ponte verso la migliore versione di te stesso!

Sii creativo e non arrenderti mai, perché chi lo fa inevitabilmente non solo non avanzerà, ma
indietreggerà, perché superato dagli altri che hanno saputo credere in se stessi, accettando di

pagare il massimo prezzo, per avere il massimo beneficio!

*

Ciò che si pensa, l’io, non ha nulla a che vedere con la coscienza quindi con la consapevolezza di

Sé!

L’io in pratica non sa chi è!

*

Possiamo affermare che quella che chiamiamo “realtà”, consiste in una proiezione.
Come lo è ciò che vediamo sullo schermo al cinema, sul quale le scene pur sembrando vere, non

stanno accadendo!
*

Non esiste null’altro che questo attimo.

Qui… ora!

Il passato è oramai un fantasma, il futuro qualcosa da ancora realizzare.
Vivere l’attimo attuale è una forma di salute mentale e consapevolezza!

*

Ciò che ci torna indietro come valore dalla vita e dagli altri, è esattamente il risultato di come noi

ci poniamo verso essa e gli altri!

*

La propria mente spesso fa sognare un futuro compensatorio straordinario, ma poi fa agire azioni
affinché esso sia invece ordinario, in quanto la mente è progettata per mantenerci in una zona di

“confort” conosciuto, piuttosto che farci inoltrare nell’incerto!

Ma così facendo purtroppo poi nella vita si diverrà un frutto giacente caduto ai piedi dell’albero,
incapace di discostarsi da esso e non certo un moto nuovo, o come afferma Nietzsche, una stella

danzante.

Allora, osate andare oltre voi stessi, vivendo la vostra vita come una unica ed irripetibile

avventura, solo così non sarà trascorsa invano!

*

Quando il bambino interiorizza il disagio del genitore di fronte all’intimità e al contatto emotivo e
percepisce la distanza come l’unica modalità che sente efficace per relazionarsi all’altro, da adulto
potrà avere solo relazioni anaffettive, con tutti i vuoti esistenziali conseguenti.

*

Conseguentemente ad un accadimento si può generare rabbia o superamento, dipende da cosa

si è deciso di essere nella vita.

*

Amarsi consiste nella capacità di Amare!
Chi ama non sapendo amare finisce per ferire l’altro!

*

La rabbia è la reazione all’incapacità del bambino di rendere legittimi e di soddisfare i propri

bisogni fisici, emotivi, sessuali.

Di influenzare gli eventi della propria vita nella direzione voluta e giusta per lui.
Aprendo, la porta alla coscienza del dolore , della disistima , della mancanza di rispetto,
dell’abuso fisico e psichico, provocando, così, un senso di impotenza, di sfiducia e di

spersonalizzazione .
*

La difficoltà in un percorso di guarigione sta nel fatto che affinché questa avvenga,, occorre lenire
le sofferenze di una parte interiore bambina, ma essa è racchiusa negli schemi mentali di un
adulto, il quale mettendosi in mezzo con le sue credenze distorte, rende difficile il dialogo, con

chi intende guarirne le ferite.

L’adulto incarna il comportamento del genitore che in lui ha creato il disagio, con la differenza

che il male ora lo fa a se stesso.

*

La vera libertà è un bene prezioso che pochi sanno regalarsi, poiché in una gabbia ci si costringe

da soli!
*

I padri e le madri se riuscissero a vedere le storture che agiscono e dicessero la verità anche sui
limiti del ruolo che hanno ai loro figli, e che in realtà il loro è un agire egoista, allora dovrebbero
chiedergli scusa, sul vero perché li educano così e su quanti errori compiono quotidianamente su

di loro!

Dovrebbero lasciare la loro supponenza e idea di infallibilità!
Quindi io per primo, chiedo scusa ai miei figli per la mia imperfezioni umana!

*

Che vuota è la vita di chi non sa concepire, promettere, ne mantenere un “Per Sempre”, di chi
non sa amare e vede l’altro solo come una opportunità di un vantaggio per se stesso, che triste il
destino che questa cecità determinerà, in chi può concepire solo questa modalità di vivere,

perché si condanna al vuoto ed a non avere nulla!

C’è chi si condanna all’infelicità e pensa pure di avere ragione… vive nella rabbia …e crede di
avere ragione…di fatto si condanna alla solitudine a causa dei suoi comportamenti, ed è convinta
di essere nel giusto…sono gli altri ad avere colpe afferma…ma non riesce a capire che c’è un unica

colpevole per la propria condizione.. se stessa!

E cosa potrebbe fare?

Cominciare a pensare meno a se stessa, ai suoi problemi ed incominciare a dare all’altro,
imparando che se ama, riceverà qualcosa di utile per alleviare il suo vuoto e magari potrebbe
ricevere proprio quell’amore che le è mancato, ed ha generato quello spettro che abita in se e
che l’ha resa cieca a se stessa e verso gli altri, condannandola alla rabbia e all’infelicità!

*

L’inconscio una struttura superiore che attua gli schemi della specie, della vita, che ci utilizza per i

suoi scopi evolutivi!

L’io è l’illusione che ci dà in cambio l’inconscio, facendoci credere essere noi a dirigerci seguendo

i nostri obiettivi.
*

Il dolore è una distorsione della mente, che senza via d’uscita dai propri schemi, usa l’angoscia

per dichiarare la propria incapacità di relazionarsi con l’esterno.

*

Molti vivono come foglie in balia del vento, nell’incapacità di incidere sulle cose intorno a loro,
non hanno gli strumenti per influenzare il mondo che li circonda né di piegare il tempo e le cose,

affinché esse siano funzionali alla propria evoluzione.

Il perché di questa disfunzione sta nel fatto che le leve per cambiare il mondo intorno a sé,

risiedono nell’inconscio e certe profondità sono per pochi.

*

La vita non la conduce la mente, ma bensì l’inconscio, ed essendo tale, per lo più si è
inconsapevoli di dove davvero si sta andando, tuttavia tale direzione è chiara se osserviamo le vite

altrui.

Quando si dice: “Costui si farà del male se continua così! ”
Appunto solo lui non si accorge verso cosa sta andando incontro, gli altri si!

*

Il non essere stati davvero amati non è da curare.

In questi casi io non curo ne faccio terapie, chi si rivolge a me perché soffre a causa di un vuoto
affettivo, che sta esternando attraverso ansie, paure, confusione ed insicurezze, ha bisogno di un

“contatto” umano.

Per colmarlo non serve una cura, ma occorre che io li riconosca, che li accarezzi, li abbracci
stringendoli forte e davvero comprenda il loro dolore, affinché ci sia finalmente qualcuno di

davvero presente nella loro vita!

*

Quando con i pensieri, le azioni o le negazioni, qualcuno ti fa sentire inutile ed incapace, ciò che
si può fare è darsi il giusto riconoscimento, prendere da chi invece crede in te, ma soprattutto

essere consapevoli, che ad essere sbagliati sono loro e non tu!

*

Il pensiero persecutorio come una difficoltà di distacco, raccontano del tentativo infruttuoso, di
dare un senso ad un accadimento emozionale subito in passato, che ha creato una ferita

nell’anima.

Va allora ricostruita una realtà opposta a quella che causò la ferita, affinché nella mente giunga un
nuovo pensiero dovuto ad una nuova esperienza correttiva, in pratica una nuova cristallizzazione

emozionale!
*
L’eros e la psiche.

L’istinto è una sequenza di comportamenti psico-antropologici, mentre la pulsione è un vissuto
emozionale-psichico; l’istinto serve alla soddisfazione del bisogno, ma nell’uomo la ricerca della
soddisfazione dei bisogni, fa partire la pulsione verso l’appagamento e non l’istinto.
È in questo labirinto che spesso l’eros viene disatteso e sacrificato.

*

Per cambiare davvero, a meno che non si intenda giocare o illudersi, occorre ricostruire il proprio
“Io” e questo se lo possono permettere poche persone, sempre che incontrino uno dei rari

costruttori di identità!

Il resto è come afferma Nietzsche, mosche nei mercati, che possono vivere solo facendo piccole

e vuote esistenze!
*

Ci sono dei ritorni nella vita, che equivalgono ad una vera e propria caduta in un baratro, che
inevitabilmente condizioneranno pesantemente le possibilità che si avranno, di vivere una vita

soddisfacente sia livello mentale, relazionale ed anche economico.

Come quando si torna in una storia finita, oppure si cade nella trappola di un genitore nevrotico
che impedisce il sano distacco, affinché ci si possa occupare al meglio della propria Vita.

*

La felicità è in fondo ad un pozzo che bisogna scavare, fino ad arrivare alle profondità
affettive…per l’infelicità invece non occorre fare ne costruire nulla, basta lasciarsi vivere a caso.

*

Una vita può essere un lungo ed interminabile insight…la mia lo, mi è costato molto è vero, ma le

visioni sono eccelse, ne valeva la pena.

Vivere costantemente in uno stato d’eccellenza, piegare il tempo ed il destino, essere davvero

liberi di agire ciò che si è.

Riuscire ogni giorno a creare l’impossibile e distruggere un po’ di più il mediocre pensiero e

vivere.

Questo è l’unico vivere che io conosco, l’unico che ne valga la pena.

Bellezza, pienezza, amore, libertà, dolcezza, armonia, durezza, vittoria, determinazione, eros,

indipendenza, ed…agre!
Andare verso, agire!

Abbiate pazienza mosche dei mercati, per voi tempo non ne ho!

*

C’è un passaggio mentale che contraddistingue il divenire adulti e il non essere più solo figli, ed è
quando dall’idea passiva di dover essere sostenuti, si passa a quella attiva di voler sostenere,

dapprima se stessi poi gli altri.

È l’inizio della genitorialità, dell’indipendenza, del fare e della costruzione della propria famiglia

interiore.

Chi non si compie questa evoluzione, sarà a sua volta un genitore imperfetto se non patologico,
che prenderà dai figli e sarà incapace quindi di “dare” loro gli strumenti che gli occorrono.

*

State lontano dai portatori di buio, dai morti dentro, da chi sa solo odiare.

Esiste chi divora se stesso da dentro, giorno dopo giorno, la rabbia gli incendia l’anima fino ad

non avere che distruzione dentro.

Appaiono iper-razionali, materialisti, ma sono in realtà fragili, sempre sull’orlo di un baratro,
perché possono solo cadere nel vuoto che si sono creati dentro, hanno tanti motivi per odiare, ma

non ne trovano uno per amare!

Sprecano così tante energie nella rabbia, che poi nella vita riescono a costruire ben poco.
Sono manipolatori accecati da se stessi e quindi gli altri per loro sono invisibili.

*

La sofferenza profonda non è sempre causata da un proprio disagio interiore, anzi il più delle
volte è indotta dalle relazioni patologiche, che si sono costruite nel tempo e che l’abitudine fa

apparire normali, quando sono invece distruttive.
Se una piantina vive in terreno arido, soffre!

Quindi l’unica soluzione sta nel lasciare quel luogo sterile e piantare le proprie radici altrove, solo

così ci si potrà scoprire “sani e normali”.

Pensare che il terreno arido diventi fertile, è solo una illusoria e pericolosa speranza!

*

Non si torna ad essere ciò che in passato non ha già funzionato, perché il fallimento non potrà

fare altro che ripetersi!

Ciò che già si era non può portare molto oltre!

Se si vuole un destino diverso, occorre fare cose diverse in altri luoghi e con altre persone.
Quindi vanno lasciati i soliti pensieri, le visioni e le modalità di prima.

*

Chiunque vive in una situazione di inferiorità economica rispetto ad un’altro, ne sarà
gradualmente sempre più subalterno e quindi annichilito, castrato nei suoi reali interessi; sia esso

un genitore, un compagno o un datore di lavoro.

*

La perfezione e l’assoluta bellezza si esterna alla vita, quando un’anima bella si specchia negli

occhi di chi ti guarda!

*

Istinto, il nostro migliore amico…segreto!

L’istinto è un suggeritore infallibile: conosce a memoria le tue preferenze e sa indicarti le azioni

più dirette e precise, evitando i percorsi tortuosi e i freni mentali.

Se non lo ascoltiamo continua a bussare per salvarci da noi stessi quando siamo troppo ingabbiati

nei pensieri, nei ragionamenti.

*

C’è poco da guarire o da curare, il disagio parla sempre di un difetto nell’interiorizzazione
dell’altro, pertanto l’unica via praticabile, che abbia una efficacia, è trovare una nuova proiezione
da portare dentro se stessi, portata da un altra persona, che sostituisca quella che è causa dei

problemi attuali.

Una nuova cristallizzazione emotiva la si può avere solamente con una nuova interiorizzazione!

*

Il guerriero non vuole essere risparmiato, neppure dalla propria solitudine e tanto meno si evita il

prezzo necessario per vincere se stesso ed il destino!

Egli crea la sua forza, non cerca approvazione, egli è già, e la sua legittimazione sarà come finirà la
sua storia, cosa che solo egli potrà comprendere, essendo il suo senso del perché è esistito!

*

Come sarà la tua vita domani?
Come è sempre stata… se non cambi mentalità!

La differenza tra un buon futuro ed uno pessimo, la fa solamente come tu ti relazioni con la Vita, in

base ai pensieri che hai e di conseguenza le scelte che farai!

*

Dopo un lungo travaglio, alcuni hanno la possibilità di rinascere una seconda volta, di ricominciare
avendo chiarito e risolto a se stessi il perché sotto tutti i punti di vista, del precedente fallimento,

visto senza dubbio l’origine del loro disagio ed a cosa li stava portando.

Allora devono riprendere la misura di se stessi rinascendo, sperimentare nuovi modi di pensare ed
agire, per questo all’inizio sono un po’ smarrimenti, confusi ed un po’ impauriti.
Ma state tranquilli, perché se siete sopravvissuti a ciò che eravate prima, il peggio è passato.
Ora sarà molto più agevole costruire il vostro vero sé, quello che sareste potuti essere, ciò che

avete da sempre meritato…un po’ di pace, di amore e soddisfazione!
Auguri…buona rinascita..io vi assisterò come sempre, con cura ed affetto!

*

Ci sono le scelte giuste e quelle sbagliate…fare la giusta scelta nel momento giusto, è una delle

cose più difficili da fare.

Ma questo fa la differenza tra chi avanza e chi invece perde le possibilità di evolversi nella migliore

versione di se stesso.
Costruzione, direzione, serenità.

*

Gli uomini barattano sempre volentieri la loro libertà in cambio di un po’ di sicurezza.

Freud
*

Essere giusti per essere amati, non vuole dire solo dall’altro, non vuole dire rimanere passivi in
attesa di essere amati da qualcuno, ma in primis l’essere giusti per essere amati, comporta

l’essere amati da se stessi, facendo scelte d’amore per la propria vita.
Quindi occorre chiedersi: Facendo questa scelta, mi sto amando?
Sto facendo qualcosa che mi porterà un vantaggio esistenziale?
Avendo questo pensiero, avrò un miglioramento nella mia vita?

Amarsi è essere giusti per essere amati!

*

L’essere umano deve lottare in ogni momento della propria vita contro due elementi che lo

portano in basso.

Uno è mentale, rappresentato dallo spirito di gravità, il quale si oppone ad ogni elevatezza,

quello che Nietzsche chiama” il nano interiore”.

Altro elemento fisico è la gravità terrestre, che da peso ad ogni passo e intento di costruzione.

*

L’impostazione mentale è tutto nella vita e fa la differenza tra il successo ed un fallimento!

Nonostante tutto e qualsiasi cosa accada!

*

Il mondo è diverso adesso e bisogna essere pronti a tutto!

La società di prima non c’è più, l’economia di un tempo neppure, c’è una guerra senza neppure la

possibilità di combattere un nemico.

I giusti desideri di un tempo ora sono pericolose illusioni, occorre essere lucidi, vigili e duri con se

stessi, affinché aumentino le possibilità di farcela!
Vanno ricostruite nuove catene affettive, rette da nuove motivazioni.

*

La vita alla fine è una sconfitta, ella viene piegata inesorabilmente verso la dissoluzione, meglio
allora per renderla accettabile, mettergli davanti un grande sogno da raggiungere, disposti

tuttavia a rinunciarvi per fare posto ad un’altro migliore.

*

Meglio correre il rischio di farsi ingannare, andando verso l’altro, piuttosto che stare una vita intera

in guardia senza aprirsi, per paura di essere ingannati.

*

Il limite delle psicoterapie sta proprio nelle loro modalità, ossia che si sviluppano in un fiume di
parole, ma senza il vincolo successivo dell’azione, dell’agire per metterle in pratica.
Si assiste in questi casi ad un vortice terapeutico, dove di fatto il paziente non avanza, anzi si

stordisce.

La regola correttiva è: visione, riflessione azione!

*

È quando diventi uragano che le cose girano intorno a te, se rimani foglia sarai invece costretto a

rincorrerle!
*

Ognuno ha una parte forte ed una debole, il risultato che si ottiene nella vita, dipende a quale

delle due diamo ascolto, per fare le scelte importanti nella vita.

*

L’inconscio, noi stessi, è svelabile solo attraverso una relazione con l’altro, il quale ci funge da

specchio!

Non si può scoprire se stessi, attraverso se stessi!

Questo compito inizialmente è portato dalle figure genitoriali, le quali se sono state assenti,
rendono ignaro a se stesso il proprio figlio, tanto è che da grande avrà bisogno di un percorso

con un’altro affinché egli si possa riconoscere.

Quindi chi si avviluppa nei propri pensieri, senza la mediazione di un’altro, di fatto è sconosciuto a

se stesso, in quanto gira mentalmente, in una ruota del criceto!

*

Si ..la paura si supera con il coraggio di fare!

*

Per le cose di un giorno sembra che tutti abbiamo ragione, è per i loro riflessi nel tempo che le
cose si complicano, e ciò che sembrava la scelta migliore si può rivelare invece distruttiva.

La lungimiranza è una qualità da introiettare!

*

La paura di non farcela fa compiere sabotaggi.

Capita che quando si teme di non farcela e quindi fallire, si mettono in atto azioni che lo fanno
accadere di proposito, così da spostare su altri il motivo del fallimento e non su se stessi, perché
sarebbe insopportabile per il loro fragile io, sapersi causa del non avercela fatta.

*

Eppure è semplice l’equazione:

Vivi emozioni di rabbia e la tua vita sarà vuota, infelice e rancorosa, sia nei rapporti che in ciò che

farai.

Oppure vivi emozioni di Amore, e la tua vita sarà più accolta, con più opportunità, affettiva e

felice!
*

I pensieri disfunzionali non sono utili ad una evoluzione positiva della propria vita, ma anzi ne
precludono ogni possibile serenità e la danneggiano spesso irrimediabilmente.
Prima di pensare che tutto il mondo è contro te e che gli altri sono egoisti, prova a chiederti:

Quali pensieri ed azioni ho verso gli altri?
Amichevoli e altruisti cercando l’altro?

Oppure

Aggressivi, egoisti o magari semplicemente indifferenti?
Quale contributo io do al benessere altrui?

Magari scopri che sei tu in guerra contro tutti e non viceversa…e che ti stai perdendo il meglio ed

il senso umano profondo della tua vita.

*

Non nego ne nascondo me stesso, sono pronto a qualsiasi prezzo o croce, pur di non rinnegare

mai chi sono, questo vuole dire esistere, questo è essere liberi!

*

La dissonanza cognitiva.

Capita quando c’è differenza tra la felicità che si prova all’idea di un appagamento del desiderio,
ad esempio un piano di studi, oppure realizzare una casa o qualsiasi altro obiettivo e
l’atteggiamento negativo che invece si assume nel portarlo a compimento, quando subentra il

peso da dover sostenere per realizzarlo.

L’origine sta nella mancanza del premio affettivo e di un incentivo di approvazione, da parte del
genitore, quando da bambini si portava a termine qualcosa, non ricevendo gratificazione.

*

Come disse il cappellaio matto in Alice nel Paese delle meraviglie: Alice, ma tutti sanno già la

verità!
*

Il prossimo, non esiste in quanto tale, essendo null’altro che uno specchio, una proiezione di se

stessi!

Spesso la funzione nevrotica dell’altro è quella di permetterci di criticare ciò che non ci piace di

noi stessi.

Come mai qualcuno è gentile con uno e magari avverso ad un’altro?
Dipende da quale proiezione l’altro “chiama” verso se stesso!
Questo fatto è tanto palese quanto ignorato dai più.

*

L’illuminazione e la consapevolezza, sono all’opposto dell’oblio mentale indotto dallo schema

delle proiezioni inconsce.

Lo stato di elevatezza interiore, richiede un distacco dalle proprie pulsioni, dinamiche e proiezioni.

Questo è ad appannaggio di pochi, una élite consapevole.
Non appartiene al ceto basso, dal punto di vista della evoluzione mentale.

*

Il luogo mentale nel quale origina tutto ciò che siamo.

Thanatos

Fintanto si vive in una gabbia mentale, si ha una visione monotematica di se stessi e delle
possibilità che si hanno, in quanto si rilega l’immaginazione mentale, che è la Matrix della

evoluzione, in un ambito ristretto privo di altre possibilità.

Eros.

Vivendo al di fuori di questo schema invece, l’immaginazione ed il pensiero possono portarsi in
più luoghi, quindi contemplare diverse possibilità evolutive per se stessi e darsi molteplici piaceri

esistenziali in diversi ambiti.

*

Non ci si accorge che in parte si è, proprio ciò che non si vorrebbe mai essere.

*

Ci sono troppi topi, per questo esistono i pifferai magici!
Ci sono tante pecore, per questo hanno un ruolo i pastori!

Ci sono tanti esseri umani ciechi ed inconsapevoli ed è per questo che vivono all’ombra delle

aquile, non vedendo mai la luce!

Ed io…poi… sopporto così poco i topi, il gregge i pastori ed i pifferai…

*

Quali sono i tuoi veri bisogni è difficile comprenderlo, perché la mente..sa mentire!
Tutti sanno la verità… soprattutto tu…ma la mente cerca l’inganno…ti porta con i pensieri verso

una illusione

*

L’ATTACCAMENTO PERMETTE IL DISTACCO.
LA DIPENDENZA IMPEDISCE IL DISTACCO.

Il nostro cervello è plasmato fin dalla culla: i 4 stili di attaccamento.

Ciò che determina la personalità di ognuno di noi ha molto a che fare con il nostro passato.
Più specificamente con le nostre esperienze, tra le quali hanno particolare importanza quelle fatte

nei primi anni di vita.

In questa fase, infatti, i legami che si sviluppano nel nucleo familiare, specialmente con la madre,

determinano i cosiddetti stili di attaccamento.

*

L’esistenza non ha un senso, non c’è uno scopo Divino, per questo occorre dargli noi un senso,

attraverso i valori che vi esprimiamo.

La vita è una competizione, null’altro e per questo occorre imparare ad amare.

*

Avete mai visto due innamorati tristi!

No!

Sono felici e positivi sul futuro!

La tristezza, i pensieri negativi, raccontano di una persona che ancora non sa amarsi facendo le

scelte giuste, ed ha difficoltà ad amare!

*

Per millenni la popolazione d’occidente è stata drogata e fatta genuflettere dal potere della

chiesa con la minaccia dell’inquisizione.

In seguito è stata usata dal potente di turno con il dovere verso la patria per la quale dovevi dare

anche la vita.

Da qualche decennio invece viene stordita con una falsa spiritualità a buon mercato e da inutili
tecniche New Age , fatte di lavaggi energetici, rituali pseudo-pagani e illusioni percettive, le quali

creano solo falsi Sé.

Attualmente invece le masse sono illuse, da metodi che promettono i superpoteri della mente, il
controllo della energia mentale e con l’idea che un cambiamento possa avvenire in pochi giorni,

invece che dopo anni di duro lavoro.
Quindi il vero risveglio…deve ancora avvenire!

*

Il proprio sistema di valori e credenze, è ciò che determina i pensieri!

Se questi sono elevati anche la vita che si avrà lo sarà, in quanto la persona sarà proiettata in una

Naturale e costante crescita.

Se invece sono pensieri mediocri, la propria esistenza rispecchierà tale mediocrità, perché saranno

prevalenti i pensieri e le azioni che portano in basso!

La mediocrità dei valori , impedisce proprio di concepire qualcosa per se stessi, che sia di un

livello superiore all’attuale.

*

Ognuno è causa dei propri mali e dei propri successi!

Questa frase oggi è stata provata scientificamente, in quanto si è riscontrato che il pensiero di una

persona, ripetuto nel tempo, creava una modalità esistenziale.

La mente, crea attraverso i pensieri, delle vere e proprie sequenze, che renderà a considerare
come una via privilegiata, sia se essa porta alla felicità oppure a cadere in un baratro.

Ad esempio affermare ripetutamente nella propria mente: “Io ho paura di non farcela”, faceva si
che la persona a lungo andare si ritenesse incapace di trovare soluzione ai problemi grandi e

piccoli che la vita comunemente porta a tutti.

Pensare di aver bisogno, di non essere in grado, costruire in chi lo pensa esattamente tale realtà!
Essendo ciò provato dalle neuroscienze, lo è di conseguenza il fatto che, inducendo visioni
mentali opposte, quindi positive, la persona molto facilmente, avrà una esistenza

conseguentemente felice!

Una soluzione c’è, ed è indurre nella mente, attraverso un pensiero pilotato, una via ben precisa

da seguire.

Quindi affermare: io voglio essere felice, so di farcela, io valgo, voglio amare, sarò amato, avrò un
lavoro soddisfacente, sono in grado di farcela, contribuirà notevolmente alla realizzazione di una
mentalità che per questo…c’è la farà, a patto che al pensiero, aggiunga poi azioni di effettivo

valore.
*

L’età adulta a differenza di quella bambina, si contraddistingue dalla capacità di fare le scelte
migliori ed i calcoli più funzionali, per il proprio bene futuro e non per un l’appagamento a breve
termine, ed avendo compreso che, ciò che ti eviti oggi, domani dovrai affrontarlo con gli

interessi.
*

Ci sono dei momenti di assoluta eccellenza, che a volte per raggiungerli occorrono anni di lavoro
intenso, il premio si chiama vivere un “Insight”, un luogo mentale nel quale i propri pensieri

scorrono perfetti, paralleli al ritrovato senso della propria esistenza!

*
L’incertezza sul futuro!

La difficoltà del momento è rendersi davvero conto di quanto questa pandemia abbia lasciato una
ferita profonda a livello inconscio, molti casi di ansia, paura del futuro e rabbia, nascono proprio

dal insicurezza generata da due anni di covid.

*

Non adeguarti mai ad una realtà negativa apparentemente immutabile.. è solo una tua

proiezione!
*

Le dipendenze ed i fallimenti nella vita, sono attribuibili a differenti cause.

Richiamano in genere alla permanenza mentale nel conflitto adolescenziale, anche se non si è più

ragazzi.

Rammentano la difficoltà al distacco materno e quindi le resistenze a diventare indipendenti

dall’oggetto affettivo e protettivo materno.

In altri casi si dipende per mancata costruzione di strumenti atti ad affrontare la vita.
In altri casi ancora è una vendetta inconscia, come dire: non mi avete amato?

” Io allora ve la faccio pagare con il mio fallimento”.

*

Non vi è cosa più difficoltosa che cambiare il contenuto della mente di una persona, toglierne i
pensieri e gli atteggiamenti inabilitanti, ricostruire in essa un modello di pensiero sano e virtuoso

per se stessi.

È talmente improbabile riuscirci, che i più, anche comprensibilmente, la ritengono una cosa

impossibile, visto quanto è raro riuscirvi!

Ma chi crede nell’impossibile e persevera nel perseguire ciò in cui nessuno crede, capita spesso

che assista proprio al suo accadere.

*

Amare la propria indipendenza.

Ogni costruzione di se comporta una fatica, che sia una professione, una casa o una figlia.
Chi non accetta questo sforzo non ha caso poi nella vita si trova solo, senza una casa, una famiglia

ne figli.
*

A guardarli bene gli occhi di chi si sta portando all’auto distruzione, hanno un accenno di vittoria,
una specie di impercettibile sogghigno, pur essendo tale azione la fine di se stesso.
Il perché sta nel fatto che essendo in noi un nano, egli gioisce, non pensando (perché è la nostra
parte stupida), che anche anche lui perirà insieme dall’altra nostra parte sana.

*

Il momento più complesso in un percorso di costruzione esistenziale, è quando l’allievo, superata
l’urgenza emotiva, incomincia a camminare da se, senza tuttavia avere un equilibrio ancora saldo.
È questo il momento di passare dal bisogno del percorso, al piacere del percorso, per evitarsi di

inciampare troppo spesso.

Questo è il momento della propria costruzione e dell’amore per se stessi.

*

Alcuni genitori fanno vivere ai loro figli il distacco come una colpa e non come un atto di amore

necessario per crescere.

Questo produrrà adulti che faranno una grande fatica a costruirsi qualcosa per se stessi, in quanto

ogni evoluzione richiede un distacco ed un riavvicinamento.

Il senso di colpa del distacco, viene indotto dai genitori quando essi stessi sono distruttivi e

simbiotici.

Aggiungo una ottima soluzione detta da un grande letterato:

“T’insegneranno a non splendere.
E tu splendi, invece.”
(Pier Paolo Pasolini)
*

Borderline, il complesso schema di dinamiche che sconfigge molti terapeuti.
Infatti molti addetti ai lavori, rinunciano a prendersi cura di persone che presentano i tratti tipici

Borderline.

Coloro che ne soffrono, sono accompagnati da sentimenti di abbandono, spesso associati a una
incapacità a restare soli e all’estremo bisogno di avere una persona con loro.
La percezione della separazione/perdita e del rifiuto possono portare ad alterazioni anche
profonde dell’immagine di sè, dell’umore, dei processi cognitivi e del comportamento.
Le persone con disturbo borderline di personalità spesso tendono ad idealizzare le altre persone
e rapidamente a svalutarle, sentendo che l’altro in questione non si occupa abbastanza di loro o
non è abbastanza “presente”. Le relazioni che intraprendono sono turbolente, intense e caotiche.

Non esistono le vie di mezzo.

Possono avere un istinto di boicottaggio di se stessi nel momento in cui l’obiettivo è sul punto di
essere realizzato (ad esempio ritirarsi da scuola quando sono a un passo dal diploma). Alcuni
individui possono sviluppare sintomi simil psicotici (es allucinazioni) durante periodi di forte stress.
Sono comuni agli individui con disturbo borderline le interruzioni di percorso di vita (ritiro da

scuola, licenziamento, divorzi).

Si ha a che fare con un complesso groviglio di dinamiche tale, che spesso si crea una alleanza tra
uno psichiatra, un analista ed un terapeuta, per cercare di venirne a capo e nonostante ciò, la
vittoria è tutt’altro che scontata, tuttavia possibile, se si incarna oltre all’aspetto tecnico, anche

quello irrazionale-relazionale.

Quando questo riesce, si dona alla società ed a se stesso, un individuo con qualità molto più

evolute della media.
*
Si è vero..

Sono molto stanco, davvero al limite…
ma..ho vinto tutte le mie sfide e poi…

Credete che chi le ha invece perso le sue battaglie, non sia altrettanto stanco?

Si, lo è anche di più, perché si sente sconfitto!
Solo che al contrario di me, è infelice!

Mentre io ho il premio della soddisfazione di me stesso per quello che ho saputo dare e costruire!

*

La depressione, è la negazione dell’eros, quindi del piacere, sacrificato a favore della tristezza, è

un furto che si fa a se stessi.
Al dis-piacere va contrapposto il piacere!

*

Fintanto si rimane mentalmente figli, anche da adulti, non ci si rende conto che il tempo utile per
costruire la propria vita è limitato, e che trascorso questo tempo senza una concreta realizzazione,
la vita stessa dopo i 40 anni, sarà un disastro, senza un reddito certo, una famiglia stabile ne una

realizzazione personale raggiunta.

*

Occorre impegnarsi affinché i nostri pensieri abitino la qualità necessaria, affinché ci portino a

compiere azioni anch’esse di un livello superiore…tutti abitano il suolo..

Pochi ad un centimetro sopra di esso!

*

L’altro difficilmente può comprendere il tuo dolore, ancor meno sentirlo.

Le paure, come le attese profonde dentro te, se trovi chi le comprende, davvero sei uno dei pochi

fortunati.

I più vanno avanti ciechi e sordi all’altro, beandosi con qualche alibi del proprio egoismo!

*

Il risultato della vita da bambini è in mano a chi ci alleva, da adulti invece è dovuto alle scelte che

noi facciamo.
*
Sono fatto/a così!

È la rinuncia a crescere, a mettersi in discussione, a pensarsi diversi da ciò che si è nell’attuale e

quindi si pensa che la propria vita non possa avere un fine diverso.

*

Il passato, affinché lo sia, occorre che muoia, altrimenti non potrà essere superato dalla visione

del presente che porta alla proiezione del futuro.

Quando non vi si riesce, la vita presente è vissuta come fanno gli zombie, ossia vagando affamati
senza una dimensione esistita, senza la possibilità di un appagamento né di evoluzione.
Va elaborata la perdita di ciò che eravamo, di ciò che era, altrimenti non si potrà essere null’altro

che ciò che si è stati!

Nel buddhismo si chiama eterno morire e rinascere.

Fai morire qualcosa di te, per fare posto ad un’altro te, affinché possa nascere ciò che saresti

potuto essere.
*

Il limite, limita le possibilità di farcela!

Ogni sfida, battaglia, ogni disputa, obiettivo o sogno da realizzare, fin da quando esiste
l’umanità, è vinta da chi, attraverso il coraggio e la determinazione, fa la scelta mentale e fisica, di

accettare qualsiasi prezzo da pagare, pur di vincere.

Chi perde è perché non è stato disposto a cedere qualcosa, infatti la vita è un dono ed un furto
contemporaneamente, ti da esattamente quanto tu puoi negoziare con te stesso, sia fosse un

principio, una morale o una virtù.

Chi si fa i calcoli di cosa può perdere…ha già perso ogni possibilità!

*

Il sesso, il dolore e l’amore sono esperienze che portano ai limiti dell’essere umani, svelandone

effettivamente gli aspetti più intimi e veri.

E solo quelli che conoscono queste frontiere e le superano conoscono la vita; il resto è solamente
una perdita di tempo; ripetere le stesse superficiali cose, giocare a vivere, invecchiare e morire
inutilmente, senza sapere realmente quello che stiamo facendo qui e perché si è esistiti.

*

Vivere il Sé, al di fuori del proprio Io!

Essere immersi nel fluire della vita, donandosi ad essa, senza più guardarla arroccati ed arrabbiati

a difesa del proprio Io.

Non essere così poveri da doversi preservare e poter solo prendere senza darsi.
Appartenere al tutto e disperdersi nel tutto, donarsi corpo ed anima , per non essere invece

posseduti come un oggetto.

Questo uno dei passaggi che portano alla elevatezza esistenziale ed alla vera forza Interiore.

*

L’io non è sufficiente, perché se non c’è un’altro oltre a se stessi, che ritiene che sia giusto che tu
esista, che avvalori col suo amore l’interesse per te, che si nutra del tuo essere felice e del tuo

riuscire nella vita, la tua stessa vita non avrà senso e si spegnerà da sé.

*

Per coloro che fanno i conti basandosi sui propri pensieri pur vivendo in gabbia.
«… le verità personale è una illusione di cui si è dimenticata la natura illusoria, sono metafore che
si sono logorate e hanno perduto ogni forza sensibile, sono monete la cui immagine si è
consumata e che vengono prese in considerazione soltanto come metallo, non più come monete»

(Friedrich Nietzsche)

*

La propria vita è irripetibile e dura un attimo, sbagliare un solo incrocio farà perdere anni e

destinazioni possibili.

Se se ne sbaglia più di uno, non si arriverà mai dove si sarebbe potuto, in base hai propri talenti

ed inclinazioni!
*

Esiste un solo potere con il quale si può davvero fare ogni cosa nella vita: quello di piegare il

tempo e le cose affinché accada ciò che serve a noi!

*

«Le persone non vogliono ascoltare la verità, tantomeno osservarla, perché

non vogliono vedere le proprie illusioni distrutte».

Friedrich Nietzsche
*

Occorre il caos per poter generare una stella che danza!

*

“Non esistono amori perfetti, nè persone perfette.

In realtà, la responsabilità è tutta nostra: da un amore ideale, infantile, si deve necessariamente

passare ad un amore reale, adulto.”

*

Ci sono dei passaggi fondamentali nella vita, ma ciò vale solo per chi la vita la intraprende, non

per chi fa parte delle masse sottomesse ed ininfluenti.

I più non devono osare nulla, neppure andare oltre, perché nulla avranno di più dalla vita, se non

quando basta a sopravvivere.
Nietzsche da Considerazioni inattuali.

L’uomo che non vuole appartenere alla massa non deve fare altro che cessare di essere
accomodante verso se stesso segua la sua coscienza che gli grida: ” Sii te stesso!

Tu, non tutto ciò che adesso fai, pensi, sei.”

*

“La tua vita cambia nel momento in cui tu lo decidi davvero”.

Molti non usano bene il potere della decisione e per questo vagano a volte per anni, in un limbo

improduttivo.
*

La natura insegna che tutto ha una direzione, l’acqua di un fiume, il vento, le onde del mare, la

terra stessa e le stelle dell’universo, seguono una direzione.

Lo stesso vale per gli esseri umani, senza qualcuno o qualcosa che gli dia una direzione, essi non
hanno la percezione di dove sono rispetto alla realtà, pertanto perdono l’orientamento, rendendo
difficile se non impossibile, il superamento delle normali tappe evolutive che portano alla piena

realizzazione nella vita in tutti i campi.

*

Capita che persone con degli aspetti nevrotici marcati, abbiamo difficoltà a cambiare e rinunciare

alla propria nevrosi distruttiva.

Il motivo sta nel fatto che loro non si rendono conto che di avere pensieri disfunzionali e si

sentono ” normali” e “sani”.

Il perché di questa distorsione nevrotica è data dal fatto che loro sono portatori delle stesse
nevrosi e distruttività genitoriali, e siccome il loro io distorto sì è costituito specchiandosi in
quello patologico dei genitori, si ritengono sani essendo loro somiglianti.

Esattamente come lo ritenevano di essere i loro genitori, pur essendo a loro volta nevrotici e per

tale motivo, cagionarono enormi difficoltà e sofferenze nella vita dei figli.
” In un dialogo tra matti, loro non si accorgono di esserlo”

Molte famiglie sono così, tanto è che al di fuori di loro incontrano grandi difficoltà a relazionarsi,

nel nucleo familiare invece si distruggono.

La mente dei figli si viene quindi a trovare ad affrontare un dilemma : con loro mi sento normale

ma mi distruggo, fuori da loro sto male e non trovo relazioni.
L’unica soluzione possibile in questi casi si chiama: Separazione!
Crescere ed evolversi ad ogni costo, senza ma voltarsi indietro.

*

Chi vuole crescere accetta anche la critica costruttiva dall’altro, anzi quasi la cerca, perché è un
modo di uscire dalla propria gabbia nevrotica apparentemente perfetta, ma solo in quanto

funzionale al mantenimento di ciò che già siamo.

*

Il segreto per farcela nella vita?

Una sola regola, quando si tratta di arrivare ad un obiettivo, “Non ci sono regole!”

*

La distanza da se stessi rende difficoltoso immaginarsi in un futuro diverso dalla realtà attuale.
Questa distanza può essere colmata, attraverso lo studio di se stessi per acquisire la “conoscenza

di sé”!

Così facendo si ha il confine di ciò che si è e ci si può portare alla visione futura, altrimenti si

incederà nella vita come foglie al vento.

*

L’intimità e la sessualità, sono i luoghi nel quale si può scoprire l’altro al di fuori della maschera che

indossa per essere accettato dalla realtà sociale.

Di fatto siamo nel sociale una finzione, perché igienizziamo noi stessi, frenando l’istinto.
Nell’intimità invece appare con chiarezza la nostra realtà antropologica, istintiva ed irrazionale.
Per farsi una idea veritiera di chi abbiamo davanti, occorre svelarne quindi l’intimità!
Proprio per questo si tende a nasconderla, perché si cerca di eluderci alla vista degli altri, causa

una scarsa accettazione di se stessi, dei propri istinti e pulsioni.

Nella metafora del paradiso di Adamo ed Eva invece, la nudità era la norma, listino svelato, ma
aimé, li inizio il divieto di essere visibili, la religione inventò il peccato per fare inginocchiare a se

le masse, in modo da dirigerle come un gregge.

La mela, frutto della conoscenza non poteva essere colta, perché chi conosce la sua matrice

istintiva conosce se stesso in profondità ed ha il potere di guidarsi.
Allora Inventò con il suo credo, il senso di colpa per essere se stessi!

Diventato sempre più vestiti ed invisibili a se stessi, quindi bisognosi di un pastore non avendo

più la capacità di guidarsi essendo all’oscuro di ciò che si è.

*

Eppure c’è chi potrebbe toccare le stelle oltre il proprio cielo, invece di ripararsi sotto di esso.

Lo vedo il talento, è chiara l’inclinazione, eppure…

Non osa squarciare quella consuetudine mentale che lo imprigiona, lo fa rimanere lì in ginocchio,
mostrando agli altri con i propri comportamenti, di essere più vicino alla terra che alle stelle.
Basterebbe che si alzasse in piedi, per stare già più in equilibrio tra cielo e terra.
E se osasse anche alzare una mano…allungare un dito verso le stelle, si che allora esse sarebbero
più vicine, ed anche se non le può raggiungere, indicherebbe a se stesso la direzione da tenere,
non più verso la madre-terra-utero, ma bensì, verso se stesso oltre ciò che è stato e che ancora

troppo è!

*

La vera intimità è in quel luogo affettivo trovato con quella persona, che permette di svelarne i

segreti, ed abbandonare il pudore perché non vi è giudizio.
L’intimità è il luogo nel quale il segreto viene appagato.

Tutto il resto si chiama solo sesso.

*

La follia è per gli dei, la ragione per i limitati esseri umani.

La follia che proviene dal dio è assai più bella che ogni saggezza umana”, diceva Platone. Un
dono e una maledizione, bisogna sopportarla come qualcosa di inevitabile. … In fondo l’arte,
quando lo è veramente, è il dono supremo che un uomo può fare agli altri uomini.

*
Volete guarire?

Volete sentirvi padroni della vostra vita?

Bene…

Allora abitate la vostra follia, perché essa è l’unica cosa che vi differenzia dal tutti uguali e

socialmente idonei ma pertanto non esistenti in quanto “Io”.

*

Se non sei di nessuno, sei nessuno!

Per la mente a livello inconscio, se non si sente di appartenere mentalmente e fisicamente a

qualcuno, non si è nulla, non si vale nulla.

Se questo è impedito da una paura di perdersi nell’altro appartenendogli o non concepibile
perché non amati, si cade in una profonda solitudine esistenziale ed in una incompletezza.

*

Per avere ciò che si vuole davvero nella vita…basta essere e non apparire!

*

Le nevrosi originano non dal desiderio espresso, ma scaturisce dalla negazione, per senso di

colpa, del piacere ad esse collegate!

*

Non bisogna usare la parola “uomo” troppo spesso, perché pochi possono onorarla rispettando

chi uomo lo è davvero.

Ho visto donne chiamare uomo, ciò che era in realtà un coniglio nelle loro mani”!

Come anche maschi chiamarsi uomini mentre agivano da vili.
Anche se ad una scimmia la vesti da uomo rimane scimmia.

*

Il gioco delle perle di vetro, ossia l’arte di fare accadere oppure non fare accadere le cose,

muovendo le dinamiche inconsce.

*

Superare l’inconscio e giungere alla piena coscienza di sé.

La vetta da raggiungere è la propria consapevolezza, la quale è ottenibile attraverso lo sviluppo

della coscienza.

A sua volta per abitare la propria coscienza, occorre liberarla dalle gabbie inconsce che la

limitano.

Senza questi passaggi si vive nell’oblio delle pulsioni inconsce incontrollate e di riflesso in uno

stato di coscienza alterato, quindi irreale!

*

Sta accadendo ora, in questo momento ed è iniziato da quando l’umanità si è fatto accecare dalle

tecnologie.

La sua stessa fine causata dalla perdita di quel patrimonio di senso e valori che le avevano

permesso di arrivare sin qui.

In tutti i campi, dalla natura alle menti, è stato soggiogato dall’incoscienza, si perché la tecnologia
non ha coscienza, essendo nata per aumentare i profitti a scapito delle risorse e l’etica.
È un dramma lo scioglimento dei ghiacciai e la distruzione dei boschi e dei mari, come anche la
perdita di quel sapere ancestrale, esoterico ed ermetico, che da millenni guidava la parte migliore
dell’umanità che tendeva invece alla sua salvaguardia, anche grazie ai riti pagani.
È proprio il deperimento del Sapere che da la libertà a uomini e donne mediocri di saccheggiare

impunemente tutto.

I grandi uomini e donne non nascono più sulla terra.

Nietzsche, Freud, Tesla, madame Curie, Michelangelo, Jung, tanto per citarne alcuni, sono stati
sostituiti dalla cultura del Gabibbo e dal McDonald, gli smartphone poi con le app “lava-mente”

ha dato il colpo di grazia.

E sono vuoti i posti destinati agli eremiti, ai santi ai guerrieri, alle amazzoni e tutti coloro che pieni
di ideali e di Sé, erano capaci di indurre e risvegliare le masse e scaldare l’animo dei loro seguaci

o adepti.

La materia ha soppiantato l’anima, lo psicofarmaco ha ucciso l’inconscio.

L’umanità sta dicendo addio a se stessa!

*

La vita di molti va avanti come un’auto con il freno a mano tirato, ma non se ne rendono conto,

perché non gli è stato insegnato a vedersi diversamente.

*

Ma davvero pensi che domani tu possa essere diverso rispetto a quello che sei stato fino ad oggi,

se non cambi atteggiamento, pensieri e senza fare azioni diverse?

Questa è utopia, è la bugia che ti racconti.

Oggi devi costruire il futuro che vuoi abitate domani, sei tu il costruttore del tuo destino, tu puoi!
Ma per farlo devi agire diversamente, altrimenti il tuo futuro sarà la fotocopia del tuo passato, ed

ora sai che devi prendertela solo con te stesso.

*

Gesù si è fatto uccidere ed è stato crocefisso, per il troppo amore verso gli esseri umani,
quindi…dai il tuo cuore con una mano, mentre con l’altra prendi l’anima di colui al quale lo hai

dato!
*

L’essere umano è un insieme di tante maschere, che indossa come le bugie che si racconta, per

cercare di sopravvivere a se stesso e nella vita.

Solo in rari momenti può permettersi di toglierle, quando non teme di essere visto nudo, perché

chi ha davanti è disposto a riconoscerlo per ciò che ed accettarlo.

*

L’esistenza brucia ogni illusione dei deboli!
Ma si piega al volere dei forti!

*

Non esistono le cose “già apposto” nella vita, e una illusione, se le cose vuoi che siano apposto,

fermati ad aggiustarne almeno una!

Ogni cosa che vuoi abitare, che sia una casa, un amore o un lavoro, sono il risultato di una

costruzione che tu devi fare.

Per chi la pensa diversamente, basta che guardi la sua vita, sicuramente sarà ancora tutta da

costruire.
*

Quando si è avuti dei genitori egoisti che hanno pensati solo a loro stessi, non amando, i loro figli
non avendogli insegnato la rinuncia per il bene altrui, di conseguenza difficilmente essi sapranno
concepire un rapporto d’amore con l’altro, dove il darsi è un bene superiore piuttosto che

prendere!
*

Non voglio sentirmi come si aspettano gli altri, nel mondo fuori da me stesso.

Voler essere, impone di comprendere la propria unicità, assumersi l’onere della differenza che farà

distinguere sé tra tutti gli altri!

*

Osa ballare se senti una musica in te!

*

La mente è un contenitore, costruisce la percezione di sé stessi in base ai pensieri che immetti nel

suo interno.

Se la impieghi lungamente in pensieri negativi e regressivi, la tua vita sarà esattamente
conseguente ad essi, ossia un fallimento dietro l’altro. Se invece ci si porta ad abitare pensieri di

valore, appunto si vivrà una vita di valore.

*
Zero sforzo..
Zero impegno..
Zero costanza..
Zero risultati!
*

Ogni essere umano ha un luogo nascosto dentro se che ignora, dal quale originano pulsioni e
desideri sessuali improponibili per la propria morale, per questo li censura e li nega a se stesso,

pur desiderandoli più di ogni altra cosa al mondo.

*

La Guarigione Psicosomatica.

È oramai accertato che esistono le malattie psicosomatiche e che quindi la mente fa ammalare.
Ma nessuno studio spiega come la mente può guarire il corpo, la guarigione psicosomatica non è
ancora spiegata ne insegnata, eppure esiste la guarigione psicosomatica ed è praticata, anche se

da pochi detentori di questa conoscenza.

*

La capacità di piegare il tempo, le cose e gli eventi della vita, affinché siano funzionali ai propri
desideri, non la si impara nella concezione realista della vita, in quanto le dinamiche per
controllare il tutto intorno a noi, risiedono nell’altra parte, nel mondo irreale, nel quale nulla è

fisso ed immutabile.

Nel mondo reale invece tutto è bloccato, matematico, spiega bene il senso di questo, “l’ora del

the pazzo”, in Alice nel paese delle meraviglie.

Chi controlla il reale e vive solo la razionalità mentale, si preclude la capacità di poter egli creare

la realtà!
*

Determinismo Psichico.

Freud intende per Determinismo psichico che nella mente nulla avviene per caso e che nessun
accadimento può verificarsi in maniera del tutto staccata dagli altri: ogni evento è legato a eventi

che lo hanno preceduto o che lo precederanno.

Nulla avviene per caso, neppure il destino e neanche ciò che si avrà o meno nella vita!

*

Secondo Freud il senso di colpa inconscio nasce della dinamica Edipica con i propri genitori, dove
il proprio genitore amato diviene, attraverso la proibizione da parte dell’altro genitore, un oggetto

d’amore da non poter amare.

Questa proibizione, assieme alla regole imposte dai propri genitori e dalla società, danno luogo al
Super Io, ossia alla coscienziosità che permette all’individuo di vivere un una società. civilizzata.

*
Le persone limitate!

Le persone più limitate sono quelle che per nascondere i loro limiti, affermano che è la loro

volontà.

(Giorgio Del Sole)

Quando ti dicono che non puoi farcela, ti stanno mostrando i loro limiti. Non i tuoi.

(Anonimo)

Supera te stesso e supererai il mondo.

(Sant’Agostino)

L’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo

mondo.
(Giordano Bruno)

Solo quelli che rischiano di spingersi troppo lontano possono eventualmente scoprire quanto

lontano si possa andare.
(Thomas Stearns Eliot)

I tuoi unici limiti sono quelli che crei nella mente o che ti lasci imporre dagli altri!

(Og Mandino)

Il successo nella vita è direttamente proporzionale a quanti limiti di superano di se stessi!
Non esiste persona al mondo che con dei limiti morali, etici, formali, abbia raggiunto davvero ciò

che voleva.
(Giorgio Del Sole)

Nessun limite eccetto il cielo.
(Miguel de Cervantes)

Se l’uomo conoscesse i propri limiti vivrebbe ancora nelle caverne.

(Roberto Gervaso)

Quelli che tracciano sempre limiti e confini devono essere quelli a cui da bambini negavano la

libertà di colorare fuori dai bordi.
(anna_salvaje, Twitter)
La mente mette i limiti, il cuore li spezza.

(Jim Morrison)

La gabbia mentale perfetta si ha quando il limite diventa carattere!

(Giorgio Del Sole)

Quando riesci ad arrivare al cuore di qualcuno non c’è più limite.

(Steve Jobs)

I limiti esistono solo nell’anima di chi è a corto di sogni.

(Anonimo)

L’unico modo di scoprire i limiti del possibile è di oltrepassarli e finire nell’impossibile.

(Arthur Clarke)

Le persone limitate daranno sempre la colpa a qualcuno o alla sfortuna, dei propri fallimenti.

( Giorgio Del Sole)

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo, toccare la cima, toccare i limiti, toccare… per

vedere se ci aprono la porta
(Raul Aceves)

E’ la vita, più che la morte, a non avere limiti.
(Gabriel García Márquez, L’amore ai tempi del colera)
I limiti sono spesso soltanto delle illusioni.

(Michael Jordan)
*

Il peccato ed il conseguente senso di colpa, sono la gabbia che ti rinchiude, sono invenzioni,

menzogne, create da chi ti sei fatto soggiogare!

*

Chi non è stato amato non sa amare ne prendere amore. Arriverà così alla sensazione sbagliata di

aver perso il partner anche quando questi è molto vicino, dato che il desiderio insoddisfatto di

“esseri visti e amati” riaffiora di continuo.
La fame di amore inappagata li porta a:
Un bisogno d’amore incolmabile
Una tristezza impossibile da sopportare
L’amore visto e vissuto come una stampella
Iper investimento del partner
Una disperata dedizione all’amato/a

Efferata gelosia
Possessività

Bisogno di conferme e di certezze
Ansia ed ansia da separazione
Il non sentirsi mai abbastanza amati

Mancanza di interesse per sé e per i propri interessi (con uno spostamento emozionale verso il

partner)
Devozione estrema

Ansia e panico di fronte ad ogni contrattempo o temporanea distanza dal partner

Assenza totale di confini

*
Ne giovane ne adulto.

Tale fase si ritrova in una posizione intermedia, tanto da essere
considerata come un anello di congiunzione tra l’adolescenza e la
vita adulta . Possiamo considerala come una condizione di vita
giovanile, che va dai 18 anni fino a circa i 30 anni e che ha subito
una diffusione a partire dalla metà del XX secolo.
Nella società moderna i confini del “Ciclo di vita” della persona
risultano essere meno chiari e sfumati rispetto alla Società

Tradizionale.

Sono scomparsi i così detti“ Riti di Passaggio” che con il tempo
hanno perso la loro grande valenza simbolica.

Il rito di passaggio, segnava nella società Tradizionale, il passaggio
concreto da una fase del ciclo di vita all’altro, tanto da favorire il
raggiungimento effettivo alla fase adulta, lasciando alle spalle il

periodo adolescenziale.
Tratto da studi socio- psicologici

*

Tutti parlano della bassa autostima, pochi dell’eccesso di stima di sé stessi, fattore che crea
ancora più errori di scelte, in quanto ci si rende conto troppo tardi di non avere le ali per rimanere
al livello immaginato, ed inevitabilmente, si cade in basso, più in basso di chi ha poca autostima.
La corretta stima di sé, per averla occorre grande lucidità, buono spirito di autocritica e

lungimiranza.
*

Si è ancora lontani, troppo lontani dalla visione profonda di se stessi e del tutto connesso a noi

che ci circonda.

Quindi come quando al buio si incede a tentoni in una stanza, cosi molte vite vanno Avanti, senza

direzione ne senso, se non quello delle illusioni!

Tanto, a vita trascorsa senza raggiungere il senso del perché si è esistiti, né essere arrivati alla

meta sognata…ci sarà sempre la possibilità di incolpare il destino.

Tante volte sono rimasto incredulo nel constatare quanto poco le persone riuscissero a vedersi e
quindi impossibilitati anche nel concepire la loro reale grandezza, Cosa che gli impediva di darsi

ciò che meritavano, quantomeno per talento, se pur inespresso.

Ma la colpa non era la loro, ma di chi manco nella funzione di specchio, ossia un genitore stabile

ed attento ai loro fondamentali bisogni.

*

Amare richiede di concepire i bisogni dell’altro, prima delle esigenze del proprio Io.
In una coppia, non va pensato l’altro esclusivamente per l’appagamento delle proprie mancanze,
ma invece, nell’amore adulto, si cercano i bisogni dell’altro, affinché empaticamente li si possa

accogliere, quindi esaudire.

Viceversa si chiama egoismo, incapacità di amare.

*

Un pensiero negativo tira l’altro, e non ci vorrà molto affinché ti ritroverai sovrastato da una

visione distruttiva dominante della tua vita.

Con questi pensieri negativi la propria vita non può che peggiorare, i problemi da affrontare

rimarranno irrisolti.

Per quanto credibili possano sembrare, questo pensieri che immagini, devi prendere

consapevolezza che sono solo prodotti della tua mente.

Il dato triste è che le previsioni negative finiscono per essere realizzate inconsciamente da noi

stessi, ci adopereremo inconsapevolmente di trasformarle in realtà.

*

Tutte le vite sono difficili ; ciò che rende certe vite riuscite è il modo in cui sono state affrontate le
sofferenze e cosa si è appreso da esse, la stupidità è non averne tratto insegnamento rifacendo gli

stessi errori, convinti di non aver sbagliato nulla.

*

La mente razionale è la prigione nella quale viene rinchiusa una esistenza, precludendole di
“vivere” altre dimensioni esistenziali, ritenute da essa impossibili o illusorie.
L’impossibile è nel limite della materia, del corpo, esso non può oltrepassare un muro, l’anima

invece si, tanto è che si sente l’altro anche se non lo si vede.

Così anche le possibilità evolutive che si possono avere, non sono viste chiaramente, per questo
c’è chi fa il cameriere e chi comanda il mondo, in quanto c’è una impossibilità a concepire di

poter essere qualsiasi cosa.

Viceversa, per poter varcare questa gabbia razionale, occorre vivere nell’impossibile,

nell’irrazionale, in quello spazio che Freud chiama inconscio.
Un luogo dal quale origina la realtà che quindi tutto è meno che impossibile.

*

Ciò che ha reso bellissimo il brutto anatroccolo, trasformandolo in un cigno, è stato il guardarsi

dentro, metaforicamente espresso dallo specchiarsi nell’acqua.

*

Se non intervenisse la propria mente a creare auto-sabotaggi, un percorso di guarigione o di
crescita, durerebbe massimo 45 minuti, giusto il tempo di spiegare i meccanismi della propria

gabbia mentale!

Invece a volte dura anni, perché si continua a seguire quel groviglio di pensieri distorti che usa la

mente, come alibi per non cambiare.

*

La mente disturba attraverso i pensieri il sentirsi dentro, luogo che è necessario abitare, perché da

esso origina l’equilibrio stabile!

*

Il segreto dell’andare avanti in montagna è saper consolidare il passo appena fatto, altrimenti non

si rimane allo stesso livello, si cade giù!

*

Taluni affermano di sapere quale sia la cosa migliore per loro…

La verità è all’opposto..si auto-sabotano!

Preferiscono il finto mondo non vissuto di Peter Pan, pieno di entusiasmanti, ma nel contempo,
false avventure, pur di rimanere eternamente nel mondo materno infantile!
Mascherano così la loro incapacità e paura del distacco.

Si circonderanno di loro simili non maturi, per avallare le loro scelte e non doversi davvero calare

nella realtà necessaria, per la costruzione della propria vita.

Si le avventure di Peter Pan…Capitan uncino, è la realtà della vita che rifuggono.

*

Ci sono persone che sperano di non svegliarsi mai, di rimanere in un incantesimo adolescenziale,
per tutta la vita, pur di non dover nascere, affrontando metaforicamente la cacciata dal paradiso,

cadere sulla terra, scoprite il dolore e la vergogna, per il loro agire adulto.
Il mondo è pieno di mai nati davvero, vincolati per tutta la vita da un cordone ombelicale

nevrotico, che non gli potrà far fare altro che piccoli e storti voli.

*

Il successo consiste nel primeggiare in un dato campo, quindi colui che sale al vertice, è superiore

in tutto agli altri competitori.

Chi riesce è perché in qualche modo è riuscito a darsi strumenti che gli altri non hanno, cosa che

ha generato pensieri ed azioni che i più non fanno!

Tutti quelli che hanno perso, sono accomunati dall’avere un limite che li ha penalizzati.
Essere o fare ciò che fanno gli altri è garanzia di non essere mai primi in qualcosa.
Se c’è qualcuno davanti a te, chiediti quale limite ha superato e quale tuo limite ti tiene dietro di

lui!
*

Non esiste la cosa giusta da fare a prescindere, ma bensì ciò che ci si può permettere di essere, in

base alle proprie caratteristiche ed i limiti che si hanno!

*

Ci sono schemi ipnotici genitoriali che precludono di essere davvero se stessi, di raggiungere i

propri desideri e determinano il destino che si avrà.

Sono piccole ed apparentemente innocue affermazioni del tipo: non montarti la testa, meglio
l’uovo oggi che la gallina domani, non sei fatto per essere indipendente, tanto sei sempre triste,
se ti apri gli altri ti feriranno, sei proprio una stupida, vola basso, meglio il posto fisso, chi ti credi

di essere, eccetera .

Queste frasi diverranno una matrice comportamentale inconscia, quindi l’istinto suggerirà una
cosa, lo schema ipnotico mette il veto, l’azione che ne consegue non è più la propria ma bensì

quella del genitore.

Chi ne è vittima, se non riesce a vederli, non potrà fare altro che seguirli rimanendo non coscienti
ed accadrà che i suoi desideri naufragheranno inesorabilmente, nonostante tutti gli sforzi che farà,
ed egli troverà sempre un perché diverso dalla verità per darsi una spiegazione, ossia che non è

riuscito a distaccarsi da quel genitore tossico interiorizzato.

*

La costruzione di una vita ha bisogno di un sogno da realizzare.

C’è chi non è più capace di sognare.

Chi invece sogna ma non sa come raggiungere i propri sogni.

C’è chi non crede più ai propri sogni.

Tutti costoro hanno una cosa in comune, hanno smesso di amarsi perché non sono mai stati amati.
Per sognare e realizzare i propri desideri, occorre sapersi amare ed amare qualcun altro per poterli

condividere!
*

È molto più facile vedere i difetti dell’altro ed incolparlo, piuttosto che rendersi conto del male
che da soli, si è sempre fatto a se stessi, seguendo i propri pensieri ed azioni!

*

Non devono esserci gli altri solo quando servono a te!

*

Da adulti, la vita brutta è un regalo che ci si fa da soli!

*

Non c’è cosa migliore per un nevrotico, che ritornare nella sua casa mentale, quella che ha
originato le sue sofferenze e che egli abita ancora, fintanto troppo si occupa di se stesso e poco
degli altri l’unica casa che potrà ambire ad avere, è appunto la sua mentalità distorta.

*

Se la propria vita è stata costruita bene nell’equilibrio e la consapevolezza propria e dell’altro, il
dolore che può sopraggiunge sia per malattia fisica che separazione affettiva o sconfitta, non è
solo da soffrire, perché è un momento intimo, che ci rammenta quanto è importante la qualità di

quanto abbiamo realizzato e se ne può godere.

Viceversa per chi non vive una vita elevata, basandola su valori di amore ed empatia, ma di mero
egoismo, il dolore è la scusa per fare uscire tutta la propria rabbia e maledire quel momento,
perché svela a se stessi la propria incapacità e l’essere di fatto soli al mondo.

*

Il gregge si ferma nel punto in cui andare oltre comporta la sua dissoluzione!
Le persone temono la propria dispersione, quindi si adattano alla propria ed alla altrui gabbia

mentale!
*

Il grillo parlante, qualcuno che ti dica la verità su te stesso, nuda e cruda, anche se non è ciò che
vorresti sentire, è il massimo al quale dovrebbe aspirare colui, che ha davvero a cuore il proprio

futuro e la propria evoluzione nella vita.

*

La libertà è in quell’attimo nel quale una cosa desiderata, finalmente ti appartiene, per poi

lasciarla andare, facendoti tornare libero da essa!

*

La conoscenza profonda delle cose, l’illuminazione, sono estasi personali difficilmente
trasmissibili, che richiedono spesso una intera vita per essere raggiunte, perché sono
conseguenza di una moltitudine di azioni, scelte, dolori, vittorie ed eventi accaduti.
Quando un illuminato viene meno, lascia si le direzioni che l’hanno portato ad esserlo, ma non
potrà mai lasciare ai posteri, la sua anima, nella quale risiede il vero motivo per il quale egli era

tale.

La consapevolezza e l’illuminazione, sono portatori di grandi estasi ma anche di perdita e di
dolore, dovuti alle disillusioni profonde sul perché delle cose e su chi siamo davvero, per questo i

più preferiscono rimanere nella loro beata mediocre oscurità!

*

L’unica cosa che ti rende infelice è la conseguenza delle scelte che compì, frutto dei tuoi pensieri!

*
Autarchia mentale!

Freud affermo che la nevrosi è il prezzo che paghiamo per il mantenimento della società.
Quindi il sociale come si fa per i cani, mette alle persone il collare, il guinzaglio e la museruola, ed

il conducente, il padrone è il super io!

Esso incarna tutte le regole sociali, la morale, il divieto e spinge all’omologazione, per i
trasgressori, ha un’arma letale, il senso di colpa ed il sentirsi sbagliati.

Io se fossi uno psicologo, o facessi fare percorsi psicologici, non potrei liberare nessuno da questa
gabbia perché dovrei invece omologare e far sentire bene le persone al guinzaglio sociale, in
quanto molte delle sofferenze, non sono altro che il tentativo non riuscito di liberarsi da questi

vincoli sociali limitanti.

Molta psicologia fonda il suo credo nel fatto che l’individuo per stare bene deve essere sociale, io
affermo che è l’opposto, l’individuo deve essere una cellula protetta da una membrana che lo

separa dal sociale contaminante.

L’autarchia, l’indipendenza dal sociale e le sue regole, rispettando invece le proprie regole nel

rispetto degli altri, non vincolati da essi!

Ma il sociale non è sempre stato tossico, lo è ora, con le sue corruzioni, il suo materialismo e

totale mancanza di Empatia.

Quindi si chiede di pagare un prezzo, di limitarsi, pur di fare parte di una società malata, che fa

diventare malati chi vi appartiene.

A questa situazione occorre contrapporre una autarchia mentale, un distacco dalle regole sociali e
coltivare il suo opposto, ciò che è ritenuto immorale ed eccentrico dal gregge.
Solo così si potrà esistere ed essere davvero ciò che si è, liberi e non incedere nella vita come cani

al guinzaglio, con tutti i limiti che questo comporta!
Sei un umano, ne una pecora né un cane da portare a spasso.

Quando gli si toglie il guinzaglio, il cane subito corre libero e felice inarrestabile, allora, togli il tuo

guinzaglio morale dai tuoi pensieri e corri libero verso te stesso!

*

L’intelligente è colui che comprende le cose come andranno, prima che la vita lo costringa a

capire!

Così non avrà perso tempo per arrivare dove voleva.

Non avrà fatto scelte sbagliate.
Non avrà dovuto soffrire la disillusione.
Non si sarà fatto male, perché la vita non sconta nulla.

Se lo stare male per le scelte sbagliate insegnasse qualcosa, il mondo sarebbe pieno di saggi,
invece la mente fa ripetere l’errore, si chiama “coazione a ripetere”, affinché si continui a vivere
all’interno della gabbia mentale che ella ha costruito per voi tanto tempo fa, quando eravate
troppo piccoli per ribellarvi alle cose che accadevano, ma ora siete Grandi ed avete un potere,

quello di cambiare ciò che sarete in futuro, facendo le scelte giuste ora!

*

Non di chi comincia è la riuscita nelle cose della vita, ma di chi persevera affinché siano raggiunte!

*

L’inconscio è quella entità che conduce la vita delle persone, senza che essi se ne rendano conto!
Se in esso abita qualche disfunzione, di conseguenza la vostra vita sarà in qualche aspetto,

” non funzionale”

Quindi non coerente con le vostre aspettative!

*

Essere adulti vuole dire saper riconoscere e sapersi dare, ciò di cui si ha bisogno!
Il bisogno dell’altro, quando viene negato, a causa di un falso ideale di indipendenza, genera
vuoti interiori le quali conseguenze negative sono devastanti per un sano sviluppo psicologico
della persona, diventando ben maggiori dei danni causati dalla dipendenza patologica.
Esiste in natura in tutti gli ecosistemi, sia animali che vegetali, la reciproca dipendenza, senza la

quale ogni sviluppo e crescita sarebbe impossibile.

Osteggiare quindi la sana dipendenza, svela in realtà una inconscia resistenza a crescere e

divenire!

Essere adulti vuole dire saper riconoscere e sapersi dare, ciò di cui si ha bisogno!

*

La vita è un dono e contemporaneamente un furto!
Per darti di più..ella ti prenderà qualcosa.

Ogni persona è portatrice di una scala esistenziale che lo può portare in alto, oppure farlo

rimanere alla minima altezza.

Ogni gradino in più che si vuole salire, ha un costo da pagare, rappresentato dal sacrificio di un

ideale, oppure affettivo ed anche morale.

Quanto puoi ambire ad arrivare in alto dipende quindi, da quanto sei disposto a pagare in

termini di sacrificio di qualcosa!

Fuori da questa realtà, si vive di illusioni, che la vita stessa ti farà capire quanto sono inutili, ma
soprattutto pagherai un prezzo altissimo per questo…avrai buttato via qualcosa di prezioso, il

“tempo”.

Quando te ne renderai conto, sarai arrabbiato con te stesso, perché ti sentirai uno stupido e

soprattutto perché capirai che hai perso tempo!

Ma anche questa consapevolezza è un passaggio che porta dall’età bambina a quella adulta…
Il mondo è pieno di “bravi” che non sono arrivati mai a nulla ed hanno fallito, solo perché non

sono stati disposti a pagare questi prezzi!

Essi sono rimasti all’età bambina, nella quale bisognava essere bravi per sperare di ottenere le

cose!
*
Soft skills

Le parole che usi, l’atteggiamento che hai, determina la qualità della relazione con l’altro e

quanto costui può apprendere da te.

Un condottiero ha nel suo esercito, un contadino, un maestro, ed un medico.
Eppure nella loro diversità culturale e mentale, li sa guidare verso la vittoria, dando in un unico

atteggiamento ad ognuno la direzione.

Non dipende dall’altro se gli obbedirà, ma dalla sua capacità di essere un leader riconosciuto!

*

I miei allievi…si hanno tutti un carattere marcato e forte, chi lo agisce al massimo chi meno ..ma

tutti si dirigono verso la migliore versione di se stessi…Bravi!!

*

La libertà adulta è il potere di fare ciò che è un bene per se stessi, non ciò che piace al proprio

nano interiore!
*

L’evoluzione personale se sta avvenendo, la si può verificare bene confrontando la vita attuale con

quella degli ultimi due anni trascorsi!

Per sapere se stai davvero cambiando in senso positivo, occorre farsi delle domande:

Cosa è cambiato nel mio modo di comportarmi?
Cosa faccio di diverso rispetto a prima?
Quali pensieri abitano la mia mente?
Cosa ho realizzato di concreto?

Chi frequento, sono persone dello stesso tipo di sempre?

Così sarà più chiaro se ti stai evolvendo in qualcosa di migliore di prima, oppure se sei in una stasi
esistenziale, ossia sopravvivi rimanendo nella tua gabbia mentale, invece di realizzarti al meglio

delle tue possibilità!

Non basta per essere liberi di realizzare se stessi, cambiare le tendine alle sbarre della propria

prigione!

Incontro spesso persone dalla grande intelligenza, con qualità superiori alla media, che
potrebbero raggiungere ogni traguardo, ma che invece si sono relegati in un tipo di vita, ben al di

sotto delle loro reali possibilità, spesso al di sotto della media.

Quando questo accade, dietro scopro sempre un difetto genitoriale del passato, ed un loro

conseguente blocco nel presente.

*

Un uomo senza una chiara e robusta filosofia che lo conduca, non è altro che una bandiera al

vento, pronta a cambiare direzione per soldi, sesso o opportunità!

*

La liberazione di se è ciò che richiede il prezzo più alto da pagare per ottenerla, perché si deve
vincere un avversario che sa tutto di noi stessi, sa come farci venire il dubbio e indurci all’errore

con gli alibi più credibili…

Costui è il proprio nano interiore, quella parte di se stessi, che vuole portarci in basso o farci

rimanere dove si è.

È la parte che vuole farci rimanere nel soffrire, perché ancora non può accettare la propria felicità.

*

Meglio essere come un lupo piuttosto che preda!

Meglio prendersi la vita, piuttosto che attendere che lei ti dia qualcosa!

Meglio strappare una vera l’opportunità a qualcuno, piuttosto che mendicare, accontentandosi di

qualcosa che non vuole nessuno!
Per questo sono lupo!

*

Il numero uno non è come tutti, perché non tutti possono essere il numero uno!

*

Va bene parlare col proprio bambino interiore, ascoltarlo e accudirlo, va bene che vi sottoponiate

a meditazioni e lavaggi energetici.

Il fatto è però, che molte gabbie mentali sono costituite proprio dall’essere troppo centrati sul
proprio io ed avviluppati in una visione egoica di se stessi, magari invece di occuparvi solo di voi
e dei vostri disagi, pensate anche al bambino/a che avete di fianco, vostro figlio.
Egli porta in sé già tutte le ferite del vostro bambino interiore, perché le avute in eredità dal
vostro inconscio, quindi prendendovi cura di lui, curate anche voi stessi, egli è voi stessi!
Se non l’avete ancora e siete in età, magari fatene uno….visto che ci siete potete anche imparare

ad amare l’altro, mentre lo fate!

La guarigione avviene quando dall’io travalica nel sé con l’altro!

*

C’è chi vive la vita come un attore in un film, interpretando il personaggio che non è, portando

avanti un copione scritto da altri.

C’è chi invece la vita la costruisce in modo tale, che altri potranno ascoltarla nei racconto delle

sue peripezie e casomai tentare di copiarla!

Uno è un attore che recita… l’altro è uno che crea il suo destino che altri reciteranno, non

avendone uno loro da rappresentare!

*

La verità sulle cose è sempre semplice, la si complica quando ci fa paura e si cerca di evitarla!

*

Appena svegli il senso dei sogni sono nitidi affilati come pietre poi piano piano scivolano dietro

agli occhi e nel profondo.
Li rincorro, cerco indizi a ritroso .

L’inconscio è un mostro che occorre addomesticare . Sa tutte le risposte per schiudere la gabbia
del presente e ce le cela perché sa anche che non tutte le parti di noi, alcune ancora più

mostruose, vogliono risolversi. Significherebbe morire.
Significherebbe rinascere, più vivi, più noi.

Che paura. E che intelligenza nella mente. Come un palazzo con mille stanze e mille scale che il

proprietario conosce meno del servo.

Ma se si vuole davvero cambiare e conoscersi in questa vita bisogna sporcarsi le mani finalmente ,
infilarle tra le viscere e cercarne pietre preziose, da scambiare nel mercato della vita.

M.C.
*

L’inconscio è quella cosa, che mentre tu rifletti per capire dove stai andando e cerchi una

direzione, egli costruisce le strade che tu puoi percorrere!

*

Se non muore qualcosa di vecchio, non può nascere qualcosa di nuovo!

*

La famiglia serve per educare i figli ad affrontare questo mondo, e i genitori per potersi chiamare
tali, sono chiamati a soddisfare i bisogni fisici, psicologici, emotivi dei loro figli.

*

La consapevolezza porta alla disillusione, con essa vedi davvero le cose e le persone per cosa

sono davvero.

Questo stato mentale fa sì che subentri anche il disgusto per tutto l’errore che c’è nelle cose che

vedi!

Ed allora comprendi, che è il tempo che tu stesso sia superato, insieme al tuo tempo!

*

Ci vuole più coraggio ad amarsi e prendersi l’amore, che a lasciarsi andare nel proprio vuoto!

*

È Quando non si ha piu paura di perdere qualcosa, che si può ottenere tutto.
Ma affinché questo accada bisogna cambiare il proprio atteggiamento, liberandolo dai pensieri

autolimitanti.

Non si costruisce il proprio destino, umiliandosi facendo scelte dettate dalla viltà, rimanendo

l’ombra di se stessi!
*

Il proprio difetto è invisibile a se stessi, ciò impedisce di raggiungere il meglio di sé, perché la
soluzione è oltre la soglia della mente razionale, per questo in modo inconsapevole quanto
ineluttabile, i più non riescono a fare altro che adeguarsi ad un destino già scritto!

*

La volontà non basta per raggiungere gli scopi che ci si è prefissati nella vita, chi non vuole il

meglio per se? Tutti lo voglio!

Eppure Pochi lo raggiungono, a prescindere dalla forza di volontà impiegata.
Il perché sta nel fatto che la forza di volontà, senza la direzione è come una freccia senza piume
che la stabilizzano, manca il bersaglio e non farà mai centro, a prescindere dalla forza di volontà di

fare centro!

Si…la volontà è quella dell’arciere di fare centro… l’abilità di riuscirci è la capacità di dirigersi verso

esso!

NOVEMBRE

L’ambiente nel quale scegli di vivere, modella la tua mente e la mente di conseguenza, guida le

tue scelte influenzate da questo ambiente.

Tutto sembra coerente e ogni decisione appare logica, ma invece è giusta solo per il luogo che

stai abitando, con le sue persone ed azioni.
Un seme cresce in base al terreno dove è seminato!

Se vuoi essere domani qualcosa di diverso da oggi quindi, è inutile che segui la tua mente, lei ti
farà rimanere li, nella tua zona di confort, per avere qualcosa di più, rispetto ad oggi nel tuo
futuro, devi portati su un’altro terreno, ciò che è stato utile per arrivare fin qui, non basta per

portarti molto oltre!
*

Se aspetti per volare, che ti passi la paura di cadere.
Bè, funziona al contrario, la paura passa volando!

Viceversa, continuando ad aspettare, sarai troppo pesante per le tue ali, non allenate, esse non

c’è la faranno a reggere il peso delle tue paure.

*

Il bambino vuole essere amato per le illusioni che ancora vive, l’adulto invece viene amato per le

certezze che sa dare, avendo perso egli ogni illusione!

*

Le persone mentono a se stesse, in realtà non cercano il successo o la ricchezza, ma bensì, un

senso alla loro vita!

Il problema è che appunto lo cercano attraverso il raggiungimento di qualcosa che non darà loro

il senso del perché esistono!

Il denaro, il sesso, il successo, non contengono il senso della vita, sono solo un aspetto del vivere.

*

La personalità, è un insieme di esperienza, carattere, visione e mentalità.
La mentalità vincente piega il tempo e le cose a suo favore!

La mentalità perdente, mendica in attesa che gli vengano date loro le briciole, rimaste dal pasto

dei vincenti!
*

Per dare senso alla vita, occorre avere davanti un grande sogno da raggiungere, lottare per
renderlo reale, affinché si abbia una direzione che canalizza le proprie energie.
Bisogna anche essere pronti a lasciarlo, se ne frattempo un’altro sogno più elevato, arriva come

desiderio alla nostra mente!

*

La mente attua due schemi, il principio del piacere o del dispiacere, da quale si abita
prevalentemente, dipende la direzione che si avrà e cosa si raggiunge nella vita.

*

Le cose come la vita che sfocia nella morte hanno bisogno di finire, affinché si possano rinnovare
in altro di superiore. Senza una fine non ci sarebbe nessun nuovo inizio e il ciclo della vita

terminerebbe.
*

Siamo noi a determinare inconsciamente, quanto gli altri ci daranno!

*

Andare fino in fondo, lasciarsi andare, prendere tutto, dare tutto, superare i limiti…questa la
mentalità vincente, questo il fare vincente, le mezze vite sono per chi ha mezze misure, non

potendosi permette di più!!!

*

A volte si ha paura di perdersi in una relazione.

Per ottenere di più dagli altri, occorre dare di più, in modo da diventare indispensabile per loro.

Solo dando il 100

per cento, potrai avere a tua volta il 100
per cento da loro, come in un baratto.

Così facendo vivrai nell’abbondanza più totale di possibilità e nella pienezza, appartenendo

mentre l’altro ti appartiene!

*

“Non esistono gli incidenti che impediscono che qualcosa si compia nella propria vita, “noi

creiamo il nostro destino”.

Si rimane convinti del contrario, anche mentre si cade nel baratro a causa della propria cecità…la

lucidità vera è solo qualche attimo prima dell’inevitabile impatto.

*

La maggior parte delle persone che non raggiungono un obiettivo, è perché quando lo hanno
pensato non erano in realtà disposti a pagarne il prezzo personale oltre un limite, morale o

economico oppure di resilienza, per averlo.

Erano ancora nella modalità bambina, quando ad un desiderio non doveva corrispondere un

sacrificio!
*

“Crescete e fatelo in fretta, io voglio essere superato!”

*

La mente può abitare tre luoghi percettivi e cambiare la visione di tutto quanto la circonda a

seconda di quale dimensione sta abitando in quel momento.

Uno è il luogo uterino materno, un’altro quello fallico Paterno, l’altro il terzo, è una fusione
matura di equilibrio tra i due, luogo ideale, che contraddistingue il fare adulto, il pensiero lucido

ed il potere del fare.
*

Questa società è patologica, rende i suoi membri limitati nelle loro possibilità, come se il sociale,

fosse una famiglia sbagliata nel quale un figlio cresce e si relaziona.

A causa di questa psicopatologia quotidiana, le persone perdono la consapevolezza di sé, vivono

nell’ansia ma soprattutto vengono inabilitati i loro talenti.
Un vero e proprio istupidimento di massa che produce zombie psicologici.

Questo fa’ sì che non si vedrà un domani la nascita di grandi uomini e donne, capaci di risolvere i
problemi dell’umanità e della terra, per cui le loro vite scorreranno nella mediocrità di schiavi

infelici di se stessi!

I pochi talenti che vi nascono, annaspano nel torbido interesse dei più, limitati dai confini stretti
dei custodi del sistema stesso, rappresentato dalle leggi viziate di interessi, dalla burocrazia
inetta, dai privilegi delle caste incompetenti e la corruzione degli impotenti ai quali è stato dato

un potere!

Fai attenzione, in queste sabbie mobili, ci sei anche tu, se non ti liberi, affoghi come gli altri già
inesistenti, è inutile colorarsi la lana per non sembrare una pecora di un gregge, fintanto non osi
essere un moto nuovo, una nuova idea, libera dallo sguardo degli altri, non cercando la loro

approvazione.
*

Cadere in un burrone oppure no?

A volte dipende da un solo passo, se fatto in avanti, oppure indietro!

E se qualcuno ti spinge?

Fai cadere solo lui, non andargli dietro!

*

Un “Tipico” litigio nevrotico nella coppia, che per questo scoppia.

Dialogo inconscio:

Tesoro, dice lei a lui, potresti per favore mettere in scena il carattere e le azioni di mio padre, con

il quale non andavo d’accordo?

Si amore risponde lui, a patto che tu però, metti in scena mia madre, la quale non ha saputo

amarmi!

Di lì a poco, entrambi torneranno infelici e rabbiosi, come quando stavano nelle loro famiglie di
origine, dimenticando di quanto si sono occupati dell’altro e che l’hanno voluto e di quanto loro

stessi non sono più quelli di un tempo.

Una volta tornati alla realtà, ognuno rimprovera all’altro di aver fatto ciò che stesso gli ha chiesto
di fare, perché il dialogo inconscio viene rimosso, come spariscono anche i sogni.

*

Accettare ciò che si è quando si hanno limiti, che impediscono la felicità, può essere un alibi per
nascondere un masochismo e rimanere mediocri, la frustrazione che ne seguirà, farà capire

l’errore!
*

La sfiducia o peggio ancora la rabbia verso l’altro, pregiudica le possibilità di successo nella vita,
sia affettiva che economica, perché qualsiasi cosa tu possa mai desiderare, sempre da

qualcun’altro dovrà arrivare.

Se il tuo atteggiamento è avverso contro l’altro, egli stesso si chiuderà perché ti percepirà ostile.
Non ti verrà regalata l’amicizia, né la compagnia da chi non sei stato capace di amare.

*

La vita non è altro che un proiettare se stessi con il proprio vissuto sugli altri.

Siamo uno schermo sul quale gli altri riflettono i loro vissuti ma anche un proiettore, proiettando

a nostra volta il vissuto inconscio sul loro schermo.

In questo scambio, l’inconscio ha la possibilità di mettere in scena le proprie verità sepolte, i suoi

fantasmi, le ferite e le attese.

Solo quando non sei più vittima delle tue proiezioni facendo un lavoro di consapevolezza
profonda, cominci ad esistere come persona libera e puoi fermare ciò che gli altri proiettano su di

te.
*

La reale aspirazione dell’individuo è quella di far aderire l’altro al proprio sistema mentale, per

paura di perdere l’integrità del proprio Io.

Solo in rari casi, quando si supera questa paura, si accetta che il proprio Io, si trasmuti nel Sé e

vada nell’altro, costituendo un moto nuovo creativo.

*

Amare è una emozione superiore al comune voler bene.

Amare significa anche scegliere in libertà:
scegliere una persona, decidere di stare con lei rinunciando agli altri, accettando i suoi difetti e

standogli vicino nei momenti di gioia e in quelli di dolore o di difficoltà.

Anzi è proprio nei momenti difficili che ci si rende conto più facilmente di amare qualcuno: il
segnale più facile da riconoscere è la nostra disponibilità a rinunciare a qualcosa in favore
dell’altro, della sua felicità. Dunque significa anche dare e non parliamo di regali costosi: dare
attenzioni, principalmente, dedicarsi all’altro anche nelle piccole cose e tutti i giorni.

*

L’impossibile” è una gabbia mentale, non esiste, è tale solo per chi non vede una delle tante

possibili soluzioni!

*

Alcuni psicologi/psicoterapeuti “dimenticano” di dirlo ai loro pazienti. Eppure è così: l’ambiente
in cui prosperi, in cui tenti di guarire, in cui tenti di rimarginare le tue ferite e rialzarti per andare

avanti… quell’ambiente fa la differenza!

E’ difficile rialzarsi in un ambiente in cui il prossimo è subito pronto a gettarti in fondo. Allora
come fare? Bisogna concedersi il coraggio di cambiare aria. Investire tutto su se stessi… Oppure,
bisogna concedersi il coraggio dei compromessi. Il pensiero di base è questo: «posso continuare
a stare in un ambiente disfunzionale ma dovrò essere più consapevole, più forte dei meccanismi
che per anni mi hanno fatto cadere, più saggio di chi vive con il costante bisogno di mostrare il
proprio valore sminuendo il prossimo… Perché in fondo, io, non ho nulla da dimostrare a nessuno,
ho solo il mio benessere da conquistare e questa è una conquista che intendo fare». “Citazione”
Ma ad un certo punto, occorre anche avere la forza di lasciare il nido, di togliersi di dosso quei

pesi dovuti all’ambiente in cui hai vissuto ed iniziare davvero a volare.

È il senso di colpa che spesso tiene legati a relazioni tossiche, è giunto il momento di lasciarle
andare via, perché il tuo senso di colpa, probabilmente anch’esso è un regalo che loro hanno

fatto nascere in te!
*

Si può anche morire prima del tempo per ciò in cui si crede, ma con dignità, lottando ogni giorno

per ciò che si è!

Oppure si può morire tutti i giorni, come quando si uccide se stessi, chinando la testa come un

servo per viltà, dinanzi ad un sopruso di chi vale meno di te!

*

Il principio del desiderio e del piacere.

L’energia che muove la vita si chiama eros, desiderio, tutto il moto evolutivo è conseguenza di
una pulsione che chiede un appagamento, inducendo pensieri ed azioni affinché ciò avvenga.
Liberarla significa poterla avere come carburante da impiegare per la propria realizzazione,
controllarla comporta avere una direzione, conoscerne il potere da la forza di gestire se stessi e gli

altri.

Poter indurre un desiderio nell’altro e poi rappresentarne la possibilità di un appagamento, da un

grande potere, meccanismo, ampiamente usato dalla pubblicità.

Invece per la propria evoluzione, il primo passo è liberare questa energia, il secondo appagarla, il

terzo provare piacere, il quarto, sentirne il potere!
Desidero-appagamento-piacere-potere

*

Puoi scegliere come sentirti, a prescindere da cosa hai intorno o ti accade!

*

Ci vuole un tempo di maturazione per comprendere cosa si è davvero, poi un tempo per imparare

ad esserlo!

Molti sprecano questi due tempi, per paura di se stessi oppure per sfiducia.
Gesù, ottima metafora, accetto di essere il salvatore, quindi, anche di essere messo in croce.

*

La filosofia del gregge, spinge verso l’accettazione di se stessi, io preferisco invece la visione di
Nietzsche, nella quale sentendo il disgusto per le proprie parti negative, del brutto in Sé, si

decide di lasciarle, per indossare invece la parte migliore di se stessi!

Un albero non si accetta per ciò che è, se si vogliono i frutti migliori, occorre potarlo, tagliando

l’inutile!
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In un percorso, quando si comprende che alcuni modi di pensare sono sbagliati, inizia la vera

rinascita, perché vuole dire che la propria mente accetta di cambiare.

Avendo una opinione diversa su ciò che accade, leggere in modo diverso le emozioni, potrà fare
ambire ad essere diversi da prima, mentre rimanere della propria opinione, si chiama “resistenza”.
Non puoi essere qualcosa di nuovo domani, se continui ad avere i pensieri di ieri, perché sono

quei pensieri che ti portarono a dover ricominciare!

*
L’inconscio in amore.

Le parti fragili dell’altro sono da amare, in modo da dargli modo ed il tempo di crescere,
altrimenti, se sono motivo di litigio, si fa come quando il genitore da bambini, non lo fece con
noi, quando a fronte di una nostra difficoltà, si ricevette un rimprovero invece di un sostegno,

invece di amore!
.

Si Dovrebbe amare la sua immaturità quando c’è…dovreste amare la sua paura quando c’è.
Si ammira la parte forte dell’altro, ma ci si innamora anche di quella debole, anzi accettarla,

aiutare l’altro a superarla è proprio la prova d’amore!

*

L’eros è il potere, l’energia che guida il Mondo, chi sa abitarlo, ne detiene le chiavi!

*

A volte il proprio pilota interiore, guidato dall’inconscio, davvero non ne può più della mente di

colui o colei nelle quale abita.

Lui sa bene cosa vuole, cosa è meglio per te, e lo fa capire con i sogni, le pulsioni ed i desideri e

gli atti mancati.

Ma la mente, che mente, gli risponde: Questo no, così rischi, non è corretto, è immorale, non c’è
la farai, non vali abbastanza, giudica e sentenzia ogni tentativo che fai per uscire dalla sua gabbia

mentale, nella quale ti tiene in ostaggio.

Il “proprio nano interiore” di cui parla Nietzsche…sei tu! Si è la tua mente razionale con i tuoi

pensieri limitati e limitanti le tue possibilità.

Eppure continui a ragionare, a soppesare, allontanandoti sempre di più da ciò che dentro te era

già scritto che tu fossi!

Allora cosa fare per essere se stessi…bene, la mente a paura della follia, quindi…siate folli e lei si

arrenderà e vi lascerà liberi per paura di voi stessi!

*

Alcuni non cambiano, anche se la propria vita va male, altri invece ne costruiscono un’altra di vita,

perché vogliono che sia migliore di quella di prima, anche se andava bene!

*

La vita non la si vince con le regole che limitano, bisogna saper giocare duro, osare dove gli altri si

fermano!
*

Ci sono delle porte che si aprono nella vita, che permettono di accrescere il proprio valore ed

acquisire gli strumenti per realizzare i propri progetti.

Ma come tutte le porte, un vento contrario può chiuderle, in un attimo, quindi occorre varcarle
prima che lo scorrere del tempo le faccia chiudere, perdendo una possibilità forse irripetibile,
occorre cambiare ora, prima che sia troppo tardi e l’abitudine a se stessi faccia sì che non ne valga

più la pena.
*

Amare veramente significa mettere corpo, saggezza di vita, azioni e pensieri al servizio di un

aumento di ricchezza e di abbondanza insieme all’altra persona!

*

Pensare di meno, avere meno dubbi rende più felici.

Il dubbio nasce anche a causa dall’eccessivo pensare, poiché è questo in realtà il vero motivo
della sofferenza e del disagio che si manifesta a chi rimugina troppo sulle cose.
La mente tenta soluzioni per scogliere il dubbio attraverso il ragionamento, Cosa che diventa la
trappola nella quale ci si infila e che è diventata di fatto una prigione ed il labirinto dal quale non

riesce più ad uscire.

IL GIOCO DELLE PERLE DI VETRO .
Il resto è perdere il tempo mentre la vita scorre inesorabilmente.
Il gioco delle perle di vetro
Ultraoltre. Avere immaginazione per il giocatore significa rivedere il mondo nella sua totalità per rigenerarlo, giacché le Immagini mostrano la trama invisibile che tutto connette e sostituisce.
«La musica del mondo e dei sapienti siam pronti ad ascoltare riverenti, e ad evocare a festa i venerati spiriti di periodi più beati. Siam tutti compresi dei misteri della scrittura magica che in veri simboli chiari e formule ha serrato il fervor della vita sconfinato. Tintinnano come astri di cristallo dobbiamo ad essi se la vita ha senso; nessuno uscire può dal loro vallo se non cadendo verso il sacro centro». Questi sono i versi della poesia che Herman Hesse dedica al Gioco delle perle di vetro, la forma perfetta del gioco totale al centro dell’omonimo romanzo, l’ultimo dell’autore, in cui le immagini che scaturiscono da questo particolarissimo Gioco ci conducono via via attraverso tutte le suggestioni ideali che troviamo descritte nei suoi precedenti racconti, da Demian, del 1919, passando per Siddarta sino a Der Steppenwolf, Narciso e Boccadoro e, non meno importante, L’ultima estate di Klingsor. Come ci ricorda Marco Dotti nel suo Il calcolo dei dadi, il gioco è libero dal vincolo del tempo ma, al contrario degli altri fenomeni fondamentali in cui si articola la vita umana – lavoro, lotta, morte e amore – non gode di uno spazio autonomo. Il gioco pervade la vita e, osservava già nel suo Grundphänomene des menschlichen Daseins (1955) Eugen Fink, proprio perché mischiato con l’amore, la morte, il dominio ed il lavoro, li abbraccia tutti. E allora, come dice Hesse commentando la sua opera: «Non basta disprezzare la guerra, la tecnica, la febbre del denaro, il nazionalismo. Bisogna sostituire agli idoli del nostro tempo un credo. È quel che ho sempre fatto». Entrare nel gioco significa entrare in un sistema di obblighi rituali, e la sua intensità deriva da questa forma iniziatica, ci ricorda Jean Braudillard nel sul saggio Della seduzione. E così questo romanzo-testamento, il cui protagonista è il Magister Ludi Josef Knecht, è l’ultima e più completa espressione del nuovo «credo» da lui descritto e profetizzato per tutta la vita e che, come tutte le credenze che aspirano ad affermarsi e sostanziarsi nel tempo, ha la sua ritualità: i gesti del Gioco delle perle di vetro, di cui l’autore ci racconta del come e del perché la sua pratica, di evidenti ascendenze neoplatoniche, sia stata perfezionata nella utopica terra di Castalia, creando infine un gioco misterioso, dalle regole esoteriche, che i suoi officianti, i Magister Ludi, apprendono durante lunghi anni di studio e meditazione. E così, attraverso una mistica disciplina, ispirata da una visione trascendentale, vive il Gioco delle perle, il Glasperlenspiel, riproduzione microcosmica del fatale movimento delle sfere celesti: un’epitome del campo – l’universo stesso – in cui i giocatori si cimentano.
Il gioco fantastico
Ma se le «perle di vetro» sono un gioco, a che tipologia ludica appartengono? Certo a quella dei giochi fantastici. Questa corrispondenza ideale tra il microcosmo del Gioco ed il macrocosmo del «sacro centro» rende infatti compossibili, nel suo svolgimento, tutte le quattro tipologie ludiche già individuate da Roger Caillois ne Il gioco e gli uomini: Agon, Alea, Mimicry e Ilinx (il termine greco per vertigine). L’attività con le perle, infatti, assomma al suo interno sia le caratteristiche dell’Agon, del gioco che contrappone due o più persone, sia dell’Alea, la sfida del giocatore contro il Destino, riproduzione della sfida cosmologica giocata da Ananke, la necessità, contro Kaos, il non ordinato, l’informe. Il Magister, infatti, non gioca solo contro un altro giocatore ma, contemporaneamente, contro il Caos, il «non manifestato» a cui tutto potrebbe tornare se la sua mano fallisse. A questa dissoluzione potenziale egli oppone dunque se stesso e la sua Necessità, l’ordine costituito dalla civilizzazione che egli rappresenta e sancisce. Così facendo il Magister si fa carico, per così dire, di quel ruolo di difensore della realtà fenomenica che Rilke, nelle sue Elegie Duinesi, attribuisce alla figura archetipica della Madre quando ne descrive la potenza di contrastare il Nulla sempre in agguato: «Ah, dove mai sono gli anni, quando tu soltanto con la snella figura sbarravi il ribollente caos?».
Ma il Gioco delle perle di vetro va ben oltre questo dualismo per inoltrarsi, con le sue possibilità indefinite, sin dentro il dominio della Mimicry cioè dell’imitazione, del travestimento: si parte da qualcosa, materiale o immaginale, che dunque sia o possa essere – un concetto, una sonata, un oggetto, un’immagine poetica – per farla poi evolvere, renderla progressivamente sempre più distante da se stessa in una teoria di trasmutazioni continue, di infiniti rimandi analogici, di «come se» che celebrano una sorta di laico carnevale dello spirito. Avere immaginazione significa godere di ricchezza interiore, di un flusso ininterrotto e spontaneo di immagini. Spontaneità, però, per il Magister Ludi impegnato nel Gioco delle perle, non significa invenzione arbitraria: le regole del gioco sono ferree. Come per la disposizione delle note su di un pentagramma o del metro per i versi poetici; solo dal rispetto delle regole nascerà l’immaginazione propria del Gioco. Sul piano etimologico, «immaginazione», infatti, è solidale con imago, «rappresentazione, imitazione» e con imitor, «imitare, riprodurre». Ecco che allora il Gioco delle perle di vetro, e per una volta l’etimologia riecheggia sia le realtà psicologiche che le verità spirituali, imita dei modelli esemplari – le immagini archetipiche del Cosmo tratto dal Caos – e così li riproduce, li riattualizza, li ripete incessantemente. Avere immaginazione, per il giocatore delle perle di vetro, significa dunque rivedere il mondo nella sua totalità per rigenerarlo, giacché è potere e missione delle Immagini mostrare la trama invisibile che tutto connette e sostiene, quel velo di Maya che rimane refrattario al concetto pur sostanziando i fenomeni del Mondo: uno stato di grazia concesso a pochi eletti. Ci si spiega, allora, come dice Mircea Eliade, anche «la disgrazia e la rovina di chi è privo di immaginazione»: un tale individuo è tagliato fuori dalla realtà profonda della vita e della sua stessa anima. Finalmente, allora, il Gioco delle perle di vetro, vero o virtuale che sia, ha come compito, come tutti i giochi, quello di attivare l’Imaginatio vera, quel noûs poetikos di cui ci parla Aristotele nel terzo libro del De anima: si tratta di un’Immaginazione poetica che non serve assolutamente ad «inventare» mondi; non è un esercizio che produce erratica fantasticheria bensì, al contrario, oltre a riconoscere il materiale poetico, le Immagini attraverso le quali possiamo cogliere la «realtà in atto» del Mondo, le rigenera. Teofrasto ci dice che per Parmenide l’anima e il noûs sono la stessa cosa, e che quindi: «Noûs non indica affatto la pura attività raziocinante, ma altresì volontà, sentimento, l’anima umana intera».
E di questa stessa «disciplina» parla Gregory Bateson, nel suo tentativo di creare una nuova epistemologia per svelare la «struttura che connette» il vivente»; egli propone l’identità essenziale tra tutte le manifestazioni del Mondo come definizione stessa di ecologia: «Ciò che noi crediamo di essere, dovrebbe essere compatibile con ciò che crediamo del Mondo intorno a noi». L’accesso alla realtà immaginale prodotta dalle perle di vetro allora, come ci ricorda Henry Corbin nel suo Corpo spirituale e terra celeste, sui neoplatonici di Oriente, ci viene aperto da quella ermeneutica per eccellenza indicata dalla parola ta’wil, che in farsi letteralmente significa «ricondurre una cosa alla sua fonte», al suo archetipo, alla sua realtà vera. Per il Magister Ludi, dunque, il senso figurato del Gioco non è allora che una metafora (majas), mentre il senso vero (haqiqat) è l’accadimento creativo che tale metafora costruisce. Attraverso questa tonalità immaginale, il Gioco delle perle di vetro esprime infine la sua peculiare essenza di Ilinx, cioè di Vertigine, cioè di quelle tipologie di giochi che, secondo la teoria «evoluzionista» di Huizinga nel suo Homo ludens, si situano all’inizio della storia, quando una combinazione di dispositivi vertiginogeni – l’altalena, la taurocatapsia, l’acrobazia, la danza – trasportava l’uomo dinanzi alle Potenze primordiali, attraverso l’estasi generata dal vortice e/o dalla paura suggestionante della maschera, sino alla visione mistica, l’epopteia dei Misteri eleusini. Nel Gioco delle perle di vetro la vertigine estatica si genera naturalmente: il giocatore proietta la sua mente in quelle zone rarefatte della speculazione teoretica in cui manca un appiglio immediato alla realtà fenomenica e l’anima avverte come un baratro nel quale è naturale precipitare: operare nel senso di una discesa vorticosa attraverso un abisso che produce la sua stessa caduta.
L’intento del Gioco
E così, anche se nulla sappiamo delle regole di Gioco, per effetto del suo restare nell’ambito dell’esoterico, cioè della trasmissione orale da Maestro a discepolo, possiamo cogliere qualcosa del suo «intento». I suoi effetti sulla Storia ed i singoli giocatori lo configurano, infatti, come ibrido tra una raffinatissima Ars Combinatoria – l’Ars magna di Raimondo Lullo, una sorta di catasto universale dei concetti affine alla «matematica totale» preconizzata da Leibnitz nella quale viveva la possibilità di simboleggiare tutti i concetti in segni geometrici o algebrici – e la Filosofia alchemica, con la quale il Gioco ha in comune la ricerca dell’essenza universale attraverso la ricombinazione degli elementi, il ricongiungimento delle polarità opposte, il Rebis filosofico, mercé la gestione sapienziale delle perle di vetro. La pratica di queste affinità intime tra concetti, teorie, motivi musicali e artistici, questa necessità di riconoscerne le connessioni segrete per ricomporre tutte le signatura rerum in un quadro armonico, risponde ad un «intento» di equilibrio profondo; Hesse attribuisce la nascita del Gioco alle conseguenze degenerative sullo psichismo umano di un periodo di decadenza dello spirito, l’età della «terza pagina», in cui dominava, secondo il racconto che ce ne fanno le cronache di Castalia: «Un largo individualismo di stampo borghese», che diede vita però, con la nascita del Gioco, come direbbe Bataille ne L’esperienza interiore, ad un sussulto di spiritualità poiché: «L’uomo è una particella inserita in insiemi instabili e aggrovigliati un punto di arresto propizio a uno sgorgo uno zampillo infiammato, eccedente, libero persino dalla propria convulsione. Un carattere di danza e di leggerezza scomponente». Ogni epoca, questo è l’arcano e la morale, coltiva segretamente il seme dionisiaco del suo contrario, della sua dissoluzione e rinascita. Per questo nel Gioco il momento di avvio non è dato a priori: si tratta di cogliere un’opportunità, attendere l’arrivo di kairos, l’ispirazione sottile che trasporta con i suoi talari verso il momento perfetto, la coincidenza del gesto col fine, e dunque con la fine della partita: quando la vertigine che nasce dalla visione dell’abisso in cui può cadere l’anima del mondo sospinge ad oltrepassare ciò che separa da «quelle cose» per giungere pericolosamente al cospetto del Sacro, quella sorta di Aleph borghesiano in cui gorgogliano sincronicamente tutti i tempi ed i luoghi della creazione; come dice Hesse: «Noi non nascondiamo il pericolo che corre l’anima dell’umanità, l’abisso cui è vicina. Ma neppure possiamo nascondere che crediamo alla sua immortalità». Bene lo aveva capito Gustav Jung il cui allievo, Joseph Lang, fu per molti anni psicanalista di Hesse: «L’abbandonarsi del Maestro Eckart è diventato per me la chiave che dischiude la porta verso la via: bisogna essere psichicamente in grado di lasciar accadere. Per cominciare, esso consiste soltanto nell’osservare oggettivamente come si sviluppi un qualunque frammento di fantasia. La via non è priva di pericoli. Ogni bene ha un prezzo, e lo sviluppo della personalità è tra le cose più preziose. Si tratta di dire di si a se stessi, di porsi a se stessi come il compito più grave, di essere sempre consapevoli di ogni azione, e di tenere ciò sempre ben davanti agli occhi in tutti i suoi aspetti problematici: davvero un compito che richiede un impegno totale. Si tronca qui bruscamente il flirt estetico o intellettuale con la vita ed il destino. L’accedere ad una coscienza superiore ci priva di ogni copertura alle spalle e di ogni sicurezza. L’individuo deve impegnarsi totalmente e solo la sua integrità può essergli garanzia che la sua via non si tramuti in una assurda avventura». Questa definizione dell’intento come «disciplina» del «porsi a se stessi come il compito più grave», Jung la articola nell’introduzione al Segreto del fiore d’oro, trattato di alchimia taoista cinese; nella sua biografia dirà, al proposito, che è stata l’Opera ad introdurlo allo studio dei simboli alchemici come descrizioni della totalità del Sé. L’enfasi posta da Jung nel rapporto tra volontà, consapevolezza e azione e, ancor più, il particolare rapporto che ne descrive l’intreccio con la percezione profonda, archetipica, delle cose – che ritroveremo anche in Corbin – delinea non solo l’obiettivo da raggiungere, i suoi rischi ed opportunità, ma altresì l’inclinazione necessaria per lasciarsi cogliere dall’Invisibile, lo scopo del Gioco delle perle di vetro. La parola intento contiene dunque una segnatura etimologica: svela la tensione nella volontà di uno sguardo che cerca il luogo della visione tra consapevolezza e inconscio, tra Io e Sé, tra Visibile ed Invisibile; un ponte gettato dall’anima sulla necessità di cogliere la sua stessa «trama nascosta» per ricongiungerla con «quella manifesta», secondo le parole di Eraclito. Un tragitto ardito e impervio, che si tende tra Cosmo e Caos. Il Gioco si configura così come una forma esplicita ma al tempo stesso esoterica di apocatastasi, di Salvezza universale che, mercé la casta dei giocatori, può estendere la sua luce su tutta l’umanità oscurata dal ritiro dello Spirito. Il Gioco delle perle viene allora descritto come una sorta di immagine speculare del destino del XX secolo; lo stesso nel quale si riflette L’uomo senza qualità di Musil per il quale: «A poco a poco l’uomo probabile e la vita probabile incominciavano ad occupare il posto dell’uomo vero e della vita vera che erano pura immaginazione e illusione».
La morte del Magister Ludi
Il romanzo si chiude con la morte del Magister Ludi Josef Knecht nel lago di Belpunt. Il Magister segue nel lago montano il suo giovane allievo, figlio dell’amico più caro, in una sfida che si rivela esiziale per il vecchio maestro e fatale per il suo discepolo. Josef Knecht si presenta al suo destino con uno spirito in apparenza opposto: non sembra voler morire, ma il contatto con l’acqua fredda, glaciale, il tuffo pericoloso per lo stato della sua precaria salute fisica, ma soprattutto della sua anima gravata dal sospetto che il Gioco si stia orami svuotando della sua essenza sacra per diventare un banale passatempo intellettuale, trasformano il senso del gesto offrendogli l’ultima sfida esistenziale, alla quale egli non si sottrarrà perché convinto, alla luce dell’istante, di star giocando nella maniera più vera ed autentica se stesso come perla di vetro. Il Magister affronterà dunque la lama gelata dell’acqua come in un duello: sarà la morte eroica il coronamento della sua carriera; una morte acquatica che viene a porgli sul capo la corona di alloro della sfida impossibile, quella che nessuno può vincere, ma che premia con la gloria eterna chi la affronta consapevolmente. Il Magister, infatti, non si lascia andare alla morte, ma le resiste sino alla fine; né tantomeno le si sottrae uscendo dall’acqua: capisce che la posta in gioco è il passaggio alla maturità del discepolo; sente così di ripagare finalmente, e nel più estremo dei modi, quel legame con l’amico che, in gioventù, gli aveva dato la possibilità di formarsi e diventare Magister. Qui il tuffo è realmente un atto eroico, di una fisicità arcaica, come la sfida che rappresenta: il Magister non è preparato ma, proprio per questo, la affronta: è l’azzardo del giocatore che pone in palio la sua vita. L’ultimo tuffo porterà a compimento così la sua ricerca: questa è l’intuizione che l’altra mano della morte trasmette alla consapevolezza oramai intorpidita dal gelo, risvegliando in lui l’antico giocatore che tanto si era appassionato alle perle di vetro. «Quando era uscito di casa, Knecht non aveva avuto nessuna intenzione di fare il bagno e di nuotare perché aveva troppo freddo e dopo il malessere notturno non si sentiva molto bene. Ora, al tepore del sole, eccitato da ciò che aveva visto, invitato amichevolmente dall’allievo, pensò che il rischio non era tanto grave. Soprattutto però temeva che, quanto l’ora mattutina aveva avviato e promesso potesse svanire e andare perduto, se avesse abbandonato il giovane e l’avesse deluso rifiutando con la fredda ragionevolezza dell’adulto un saggio di energia. Lo sconsigliava, è vero, il senso di incertezza e di debolezza che gli aveva lasciato il rapido viaggio in montagna, ma forse quel malessere lo si poteva rapidamente superare con un atto di forza e con un gesto impetuoso». Il tuffo è qui più metaforico che mai; trapassa rapidamente dal «gesto impetuoso» che scaccia il malessere, all’abbraccio della morte che compie un destino. Questa Immagine di Hesse racchiude dunque, come ogni tuffo, un duplice significato. L’inizio del gesto, la sua motivazione, il suo incipit, la sua stessa ragione, è raccogliere la sfida per non deludere l’allievo. In altre parole la fine non può essere che il tuffo in questa acqua: «Toltosi il leggero accappatoio respirò profondamente e si buttò in acqua nello stesso punto in cui si era tuffato l’allievo. Il lago… lo agguantò col gelo di una tagliente ostilità. Egli si aspettava un gran brivido, ma non quel freddo così glaciale che lo avvolse come un mare in fiamme e dopo una prima vampata cominciò a penetrargli le ossa». Ecco che il Magister comincia subitaneamente ad intuire che quello sarà il suo ultimo tuffo, il gesto attraverso il quale coronerà la sua carriera, non solo di supremo maestro nel Gioco delle perle di vetro, ma soprattutto di precettore del ragazzo. Il tuffo finale nelle acque in cui troverà la morte, per la dinamica stessa dell’episodio, altro non è che la lectio magistralis impartita al giovane che riceve, dalla morte esemplare del suo mentore, l’iniziazione. «Di fatto il tuffo fa rivivere, più di ogni altro avvenimento fisico, gli echi dell’iniziazione pericolosa, di una iniziazione ostile. Rappresenta l’unica Immagine esatta, ragionevole, l’unica che si possa vivere, del salto nell’ignoto. Non esistono altri salti reali che siano nell’ignoto. Il salto nell’ignoto è un salto nell’acqua», ci ricorda Bachelard.
Il Gioco delle perle di vetro
Ma, forse, per comprendere, al di la delle sue oscure regole, il Gioco delle perle di vetro, dobbiamo andare con la memora ai nostri infantili giochi con le perle di vetro, con quelle biglie colorate che racchiudevano al loro interno una spirale multicolore che ci agitava la fantasia oltre ogni immaginazione. Compresi nel gioco eravamo tutti Magister Ludi: il tempo cronologico scompariva per essere assorbito da quelle spirali multicolori che ci proiettavano in un’altra dimensione, in una realtà separata dove l’unica strada da seguire era quella tracciata dalla traiettoria delle biglie opalescenti. Come pure vale la pena ricordare che, sino agli anni Cinquanta del secolo scorso, esistevano in commercio alcune bottiglie di gazzosa che erano chiuse proprio da una biglia di vetro: per aprire la bottiglia bisognava spingere la pallina verso il basso e far uscire così il gas che la imprigionava contro il collo stretto. Quelle bollicine, liberate dallo sprofondamento della biglia erano l’immagine stessa della creazione, del Big Bang; dopo non restava che liberare anche la sfera di vetro, ed il gioco ricominciava.
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È l’inconscio che accompagna il passaggio tra vita e morte, affinché tutto avvenga nel migliore dei modi e con nulla in sospeso!
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Esiste quello che uno si racconta e quello che dice agli altri per crederci di più egli stesso, poi c’è invece quello che è vero.
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La domanda che davvero dovresti porti, non è “Chi sono stato?”
ma : “Cosa posso diventare, se inizio un percorso di crescita?”
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La domanda che davvero dovresti porti, non è “Chi sono stato?”
ma : “Cosa posso diventare, se inizio un percorso di crescita?”
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“Ora, l’unica vera libertà è la libertà dal conosciuto. Vi prego di seguirmi un po’. È la libertà dal passato. Il conosciuto ha il suo posto, ovviamente. Devo conoscere certe cose in modo da agire efficacemente nella vita quotidiana. Se non sapessi dove vivo, mi perderei. C’è poi l’accumulo di nozioni della scienza, della medicina, e ci sono numerose tecnologie alle quali viene aggiunto sempre qualcosa di più. Tutto ciò rientra nell’ambito del conosciuto e vi trova il suo posto. Ma il conosciuto è sempre ripetitivo. Ogni esperienza che avete fatto, nel lontano passato o soltanto ieri, si trova nell’ambito del conosciuto e, a partire da questo retaggio, riconoscete ogni altra esperienza. Nell’ambito del conosciuto c’è attaccamento, con le sue paure, le sue disperazioni, e la mente che è trattenuta in questo ambito, per quanto esteso e vasto sia, non è mai libera. Può scrivere libri intelligenti, può sapere come andare sulla luna, può inventare le macchine più complesse e straordinarie… ma è sempre trattenuta nell’ambito del conosciuto.
Ora, la libertà da tutto ciò è libertà dal conosciuto; è lo stato di una mente che dice “Non so” e che non cerca una risposta. Una mente simile non è mai alla ricerca, in attesa di qualcosa, ed è è soltanto in questo stato che potete dire: “Ho capito”. È l’unico stato in cui la mente è libera, e da questo stato potete osservare le cose conosciute; non in senso inverso.”
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Le vite mediocri sono più difese di quelle elevate, la legge protegge il debole e limita il forte, questa una delle cause del caos attuale e del fallimento sociale! Riecheggia Nietzsche come ultima possibilità di direzione salubre e virile, un barlume che ancora tiene sveglie le menti di pochi eletti rimasti immuni da questa follia, ma egli chiese non di essere letto, ma bensì di essere agito.
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Chi non è stato capace di costruirsi, chi si è risparmiato dolori e prezzi da pagare, non può essere in grado di aiutare gli altri a realizzarsi!
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Questa è l’epoca nella quale l’ignoranza e l’incapacità, viene nascosta dall’apparire esperti online.
Tutti hanno un metodo per risolvere qualcosa, che stranamente però non ha funzionato nella loro vita, che a vederla davvero è infatti ben poca cosa. La giostra però continua a girare, spinta da tanti furbi e tanti creduloni.
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Chi non è stato amato soffre perché vede la mancanza ovunque e la bellezza diviene invisibile come anche l’appagamento un miraggio
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L’amore per esistere richiede che termini il bisogno e la dipendenza, per fare posto al desiderio!
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La dipendenza è figlia di un vuoto, per vincerla occorre tornare ad una relazione sana per poi iniziare una graduale indipendenza.
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È la tua fragilità che ti rende una grande donna che coraggiosa va verso la vita. Forte anche quando piangi e dolce, mentre regalandomi il tuo sguardo attraverso i tuoi occhi senza fine, posso raccogliere una tua lacrima sperando che sia l’ultima
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Le nascite avvengono sotto la spinta di due pulsioni: Una è l’angoscia di morte, come rappresentazione del timore di rimane bloccati nell’utero divenuto troppo stretto e altra è la paura di non farcela ad uscire. Se provi qualcuna di queste paure, vuole dire che la tua personalità e’ nell’atto di nascere.
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Chi si lamenta lo fa perché schiavo della propria lamentela. Attraverso il lamento afferma di essere in una gabbia mentale.
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Guardarsi dentro è poter dire a se stessi con semplicità: “Io posso realizzare la parte migliore di me”.
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Se la mente non viene impegnata nella ricerca della propria evoluzione con propositi di qualità, essa tenderà alla involuzione!
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Il desiderio come l’amarsi, per realizzarsi, deve sempre fare i conti con l’opinione di se stessi nella mente.
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Se si decide il futuro senza contemplare le dinamiche inconsce, si rimane dove sì è, ed il tempo per realizzarsi si esaurirà.
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I pensieri sono l’intrattenimento della mente, mentre l’inconscio con le sue proiezioni, crea la realtà che abiti!
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I problemi non si risolvono usando la stessa mentalità che li ha creati!
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