L’APPARTENENZA


L’attuale modello sociale, porta a considerare l’individualità come premessa necessaria alla completezza dell’esistenza; nulla di più inesatto!

L’Io individuale prevarica ogni logica di comunione, i termini quali condividere e appartenere che sono stati i fondamentali sui quali poggiava la società più evoluta al mondo, quella Greca, oggi sono estraniati consapevolmente dal nostro quotidiano, persi ed immolati nel nome dell’interesse personale che essendo tale, isola inesorabilmente la propria esistenza da tutto il contesto relazionale intorno.

l'appartenenza L’APPARTENENZA ego vs eco 2048x

Non pensare che questo universo sia stato creato per te, tu sarai giusto ed in equilibrio se collegandoti ad esso gli apparterrai, non sei tu il centro del mondo ma bensì tu sei dentro il mondo.

Non esiste l’individuo in quanto l’individuo nasce come entità dalla relazione e dal riconoscimento dell’altro, senza questo passaggio non sapremmo neppure chi siamo.

Un naufrago a furia di parlare da solo inevitabilmente impazzisce proprio perché gli manca il riconoscimento, ossia quello specchio rappresentato dall’altro che permette di vedersi, non ce cosa peggiore del non aver nessuno al quale raccontare le proprie storie.

La relazione genera l’individuo e la relazione genera l’identità, quindi si esiste essendo riconosciuti dall’altro e questo implica che quando si appartiene a qualcun altro essendo egli colui che ci permette di identificarci, si osservi anche le sue leggi.

L’obbedienza è la conferma dell’appartenenza, verso un padre o una madre, o quando  rispettiamo le leggi dello stato o i comandamenti religiosi.

L’obbedienza delinea i confini dell’individuo!

Senza questa componente, l’individuo perdendo i suoi confini che hanno una funzione anche contenitiva, va incontro ad una “Dispersione di se” che gli creerà ansia e destabilizzazione.

Di fatto possiamo affermare che nelle relazioni creando esse l’individualità, avviene una contaminazione reciproca tra individui in quanto ognuno assume identità influenzato dall’altro.

Chi ha meno identità si assoggetta a chi ne ha di più, chi segue prende in prestito l’individualità del più forte per compensazione.

Chiunque chiede all’altro per difetto di personalità si assoggetta ad esso, e se costui non è orientato verso la vostra evoluzione, vi userà in qualche modo per i suoi fini.

L’individualità una volta costituita dalle relazioni può essere anche  auto-generata applicando su se stessi le regole, ossia tutto quel sistema di leggi che decideremo di rispettare affinché si abbia una personalità e quindi una direzione.

Da sempre il popolo infatti essendo afflitto da scarsa identità è attratto dall’uomo forte al comando, ossia una persona dalla forte identità che gli permette di immedesimarsi nell’identità che essi non hanno.

l'appartenenza L’APPARTENENZA APPARTENENZA

Per effetto di questo riconoscimento saprà chi è e potrà esistere.

Tornando alla dimensione di appartenenza come dimensione interiore, la comunione con l’altro è una premessa fondamentale per l’equilibrio e deve essere prioritaria rispetto alla propria individualità, altrimenti viviamo come ciechi che incedono annaspando alla ricerca di se stessi.

Oramai è chiaro che il mito della indipendenza ad oltranza è una deriva narcisistica che allontana dal senso delle cose individuale, scollegandolo con gli altri intorno a se, cosa che lo porta ad esistere in una voragine interiore.

l'appartenenza L’APPARTENENZA distanza affettiva

Senza accorgersene si vive distanti dal partner, dai figli e da chi vive nelle nostre vicinanze, nessuno davvero appartiene a se e non si è di nessuno, ci troviamo a vivere relazioni consumistiche superficiali nelle quali le tante finte approvazioni se da un lato adulano, dall’altro svuotano.

La mente cosi si deve rispecchiare da se, come appunto fa chi è in preda al delirio!

Senza accorgersene si vive una constate anormalità, il distacco dall’altro lo si considera necessario ed utile per proteggersi da ignoti pericoli derivanti dall’appagare ciò che invece per l’essere umano è vitale: La fusione nell’altro e nel tutto universale.

 

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