Prendersi cura di sé: trova il tuo equilibrio


prendersi cura di se stesse

Prendersi cura di sé per trovare il proprio equilibrio, la pace e la serenità interiore per vivere bene con noi stessi e col mondo che ci circonda.

Ricevo tante mail di persone che cercano come trovare la pace in se stessi, liberandosi da pesi che sono presenti nella propria vita da anni e che sono fonte di sofferenza e sconfitte. Mi raccontano di aver tentato diverse strade, compreso il classico psicologo, ma di non aver trovato la soluzione del problema.

A questo punto ho voluto fare una riflessione sul panorama dell’offerta in materia di “Relazione di aiuto”, oggi praticabile dalle persone e questo è quanto ne risulta. Fino a qualche anno fa, la psicoanalisi rappresentava la punta di diamante per risolvere i problemi esistenziali e le nevrosi, fino a spingersi ad intervenire sui disagi più gravi, come l’anoressia e l’isteria.

Accanto ad essa, vi era lo psicologo come soluzione possibile, ossia una persona competente nel dare un orientamento e risolvere i traumi emotivi.

Come prendersi cura di sé

Oggi invece, sembra esserci una profonda crisi che sta svuotando gli studi degli psicologi, psicoterapeuti e psicoanalisti. E questo problema non è causato dalla crisi economica, ma bensì dalla mancata evoluzione di questi “specialisti della mente“, in quanto si sono arresi al dogma della loro professione, a scapito della relazione con la “Persona” che chiede il loro aiuto, confinandola forzatamente nella parola “paziente”.

Eppure tutti sanno che la prima avversione verso lo psicologo è contenuta nella frase:

“Non sono mica matto, da dover andare dallo psicologo!”

Purtroppo questi signori, non hanno colto il suggerimento di tanti, ossia, di riportare la relazione al centro del rapporto “persona-analista” o psicologo, e quindi considerare il loro operato non una cura, ma un percorso evolutivo finalizzato a prendersi cura di sé. E quindi gli psicologi ed assimilabili, si sono fatti “assorbire” nei modi dalla medicina, perdendo quella magia che Freud chiamava “la cura della parola e l’analisi dell’anima”.

come trovare la serenità interiore

Infatti pur considerando il disagio non una malattia del corpo, di fatto hanno assunto dai medici tutte le affermazioni, i comportamenti  e le visioni dell’altro, come persona portatrice di malattia, perdendo il loro ruolo filosofico fondamentale dell’essere “guide per la vita”, 

Ed infatti, alcuni psicologi che mi seguono, mi parlano di cure che i loro pazienti non terminano e di pazienti che quindi non rimangono nei loro studi che per pochi mesi.

Trovare equilibrio mentale ed interiore

Non comprendono che chiamandoli pazienti e considerandoli da curare, in essi si instaura il desiderio della guarigione come da una malattia, rendendo quasi vana l’esigenza di una relazione, confinando il rapporto esistente, nella scadenza temporale di una cura.

Questa cosa  non accadrebbe se la relazione fosse indice di un “cammino evolutivo”, che si protrae nel tempo, in quanto il tempo stesso, l’arricchisce e nel tempo lungo che scorre, trova il senso stesso della parola “Relazione”.

come iniziare a prendersi cura di se

Questi fatti, hanno come conseguenza la creazione di tanti orfani di relazione. Ed ecco perché molti, non sentendosi malati ne tanto meno compresi nelle loro esigenze profonde, si rivolgono al guru del momento ed alle pseudoscienze, con i pericoli di imbattersi in delusioni e soldi spesi inutilmente.

Io da anni ho voluto fondare il mio lavoro innanzitutto sulla relazione, creando un rapporto intimo e profondo con l’altro, che a questo punto si sente accolto e protetto oltre che compreso dalla relazione stessa. Tutto questo svincolata il più possibile dall’aspetto economico, il quale deve serve solamente a dare il giusto peso responsabile all’allievo, e non reso come funzionale alla parcella!

Ho creato quindi l’E-Modeling per prendersi cura di sé, dell’altro e della propria anima per dare la mia risposta a questa esigenza di comprensione ed accoglienza che le persone hanno. Una versione moderna di ascolto dell’anima, dove la parola entra nell’altro come acqua dissetante e benefica,  che irrora le parti grigie del loro giardino interiore, divenuto incolto a causa dell’incuria, ed il non amore subito.

Oggi insegno questa modalità relazionale sia a psicologi che formatori del benessere, ed i risultati che stiamo ottenendo ci rendono fieri e legittimano l’amore che mettiamo in ciò che facciamo per l’altro, non più paziente, ma persona importante per la nostra stessa vita.

Non può esserci relazione vera, ed io non diverrò mai importante nella vita di un mio allievo, se egli stesso per primo, non diviene importante per me dal punto di vita affettivo ed umano.

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